Quale augurio migliore per la giornata mondiale della visibilità transgender e non binaria? Proprio quest’anno essa ha un sapore amaro e quasi beffardo: Davide Alexandra Garufi, tiktoter che raccontava sui social il suo processo di transizione di genere e la sua scelta successiva di determinarsi come persona non binaria, si è suicidato solo una settimana fa. E queste parole di Gesù ci suggeriscono l’immagine di persone che portano pesi lungo il cammino della vita e sperano che arrivi il giorno in cui possano liberarsene. Tra loro sicuramente Davide Alexandra Garufi, che aveva perso la sorella qualche anno fa e in un recente video aveva affermato “io c’ho il dolore dentro”. Gesù con il suo insegnamento mostra una attenzione particolare verso loro e verso tutt3 quell3 che sono esclusi dalla società. E gli insulti omofobi e transfobici che Davide Alexandra aveva ricevuti sui social erano terribili, da averla portata al pianto, e probabilmente da fargli pensare di essere marginalizzat3, spingendolo forse al suicidio. E dove sarebbe il ristoro? Il ristoro di Gesù è il volto visibile di Dio che è Amore per tutt3, perché durante la salita al calvario e la crocifissione Egli non ha avuto vergogna a mostrarsi affaticato ed oppresso, dando così la dignità di figli3 di Dio a tutti coloro considerati un peso dalla società e togliendo loro il velo della vergogna. Qualunque sia il peso, quantunque sia esso gravoso, non abbiate vergogna, non abbiate paura a mostrarvi! Nessuno deve insultarvi nè disprezzarvi. Nessuna regola morale, legislativa, ecclesiale, sociale o legge deve emarginarvi. Crediamo che la società tutta debba supportare chi ha bisogno di un ristoro quando il peso che trasporta diventa troppo pesante, anche tramite leggi e politiche sociali adeguate, e lotta per rimuovere ogni peso e discriminazione, perché tutti hanno diritto alla propria dignità, visibilità ed autodeterminazione.
“Venite a me voi tutti che siete stanchi ed oppressi, ed io vi darò ristoro” (MT 11,28)
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