Archivi categoria: Omofobia

La paura alla mia porta, di Luca Baratto, pastore e curatore del programma di RAIUNO “Culto Evangelico”

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Mi è capitato di assistere ad una discussione in cui un interlocutore sosteneva che alla parola “omofobia” non dovesse essere attribuito l’atteggiamento violento verso i gay. “Una fobia è una paura e non si può incolpare nessuno di aver paura.
Bisogna invece avere pazienza e spiegare”. Un ragionamento dettato da buone intenzioni, ma in definitiva poco convincente perché omette di segnalare lo stretto rapporto che esiste tra paura e violenza. Una società dominata dalla paura è una società destinata inevitabilmente a diventare più violenta. Ce lo dicono i fatti di cronaca.

Nel nostro paese, oltre ai reati di cui da sempre, italiani e stranieri, si rendono colpevoli, sono già evidenti le avvisaglie di una nuova violenza: a Roma e a Parma, un cinese alla fermata dell’autobus e uno studente africano imbattutosi in un gruppo di vigili urbani sono stati pestati perché stranieri; e ancora a Roma, due omosessuali sono stati aggrediti perché omosessuali.

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Omofobia. La Refo denuncia l’ipocrisia di certa politica

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(NEV) – Tra le tante associazioni gay che hanno espresso la loro solidarietà a Christian Floris, conduttore di Radio Deegay.it, malamente aggredito nella notte di venerdì 23 maggio, c’è anche la Rete evangelica fede e omosessualità (REFO).
In un comunicato diffuso il 25 maggio, la REFO esprime “viva preoccupazione per il clima di omofobia, transfobia e xenofobia venutosi a creare in Italia a seguito di una degenerazione civile che fa della violenza il perno del proprio linguaggio”.
La caccia al diverso, prima ancora che essere di alcuni estremisti, per la REFO, è oggi “la maniera naturale di esprimersi da parte di una classe politica e di un sistema sociale”. La denuncia della REFO va proprio contro l’ipocrisia di questo stesso sistema: “Chi enuncia la difesa di principi cristiani a fondamento della propria società e scatena la violenza contro i più deboli è nemico dell’etica del vangelo”, si legge nel comunicato.
La REFO invita la società civile a “non lasciarsi intimidire” da episodi del genere, e a levare “la propria voce di dissenso, ricordando ovunque i principi dell’accoglienza, della tolleranza, della condivisione e della difesa dei diritti per chi vive ancora situazioni di emarginazione nella nostra società”.
Di questo, ed altro, si parlerà anche sabato 31 maggio a Vasto (Ch), in occasione di un incontro-dibattito promosso dalla REFO con il tema “Identità: istruzioni per l’uso”. Con la partecipazione di Giorgio Rainelli, Massimo Abate, Gianna Sciclone.
Costituita nel 1998 a Roma, la REFO è una rete di credenti evangelici che intende lavorare per l’accoglienza di persone omosessuali nella chiesa e nella società, e per approfondire la riflessione tra fede cristiana e sessualità.

Dalle veglie di preghiera per le vittime dell’omofobia “un messaggio di speranza che superi i silenzi e gli imbarazzi delle chiese”

No omofobia

(NEV) – Si ripete quest’anno dal 2 al 6 aprile (2008), in molte città italiane, l’esperienza delle veglie ecumeniche di preghiera per ricordare le vittime dell’omofobia, della paura e della violenza nei confronti delle persone omosessuali.
Dopo il successo dell’iniziativa del 28 giugno 2007, quest’anno oltre quaranta città ospiteranno una veglia, non solo in Italia ma anche in alcuni stati esteri. Hanno aderito all’iniziativa numerose chiese evangeliche battiste, metodiste e valdesi, e diversi gruppi di cristiani omosessuali, tra cui la Rete evangelica fede e omosessualità (REFO).

Mai come negli ultimi mesi la crudeltà e la violenza dell’omofobia ha mietuto molte vittime – si legge in un appello del gruppo REFO di Firenze, città dalla quale è partita l’iniziativa l’anno scorso –, episodi che fanno dubitare che il nostro possa essere ancora un paese civile e cristiano. Ecco perché i gruppi di credenti e comunità cristiane daranno vita, in Italia e all’estero, a tante veglie per ricordare le vittime dell’omofobia e lanciare un messaggio di speranza che superi i silenzi e gli imbarazzi delle nostre chiese su questo tema”.
Quest’anno l’iniziativa ecumenica ricorda in particolare la figura di Martin Luther King, pastore battista che ha pagato con la vita l’impegno per superare il pregiudizio, nella ricorrenza del quarantesimo anniversario della morte il 4 aprile (vedi notizia in questo numero).

L’iniziativa parte oggi in una chiesa battista di Milano e continuerà nei prossimi giorni in altre città. Sono in programma appuntamenti nelle chiese evangeliche di Aosta, Firenze, Napoli, Rimini e Roma, nonché culti domenicali a tema a Catania, Grosseto, Roma e Venezia (vedi Appuntamenti in questo numero). Per ulteriori informazioni www.gionata.org

Il 28 giugno 2007 in tutta Italia veglie ecumeniche di preghiera contro l’omofobia. Un momento di testimonianza cristiana e di comunione tra credenti, omosessuali e non

luci di Monserrat

Luci di Monserrat

(NEV) – Veglie ecumeniche di preghiera si svolgeranno il 28 giugno 2007 in diverse città italiane per ricordare le vittime dell’omofobia, della paura e della violenza nei confronti delle persone omosessuali.
Dopo la partecipazione al Gay Pride il 16 giugno scorso a Roma, con un culto ecumenico il giorno successivo alla Comunità di base di San Paolo, numerosi gruppi di cristiani omosessuali, tra cui la Rete evangelica fede e omosessualità (REFO), hanno aderito all’iniziativa del 28 giugno lanciata dal gruppo Kairòs di Firenze. Sono in programma appuntamenti nelle chiese valdesi di Firenze, Milano, Napoli e Palermo, nella chiesa metodista di Roma, nonché nelle città di Torino,Bologna, Ancona, Avellino, Pescara e Rimini.

“È la prima volta che si organizza un’iniziativa di questo genere – ha dichiarato Giorgio Rainelli, coordinatore della REFO – Alcune delle città coinvolte adotteranno la stessa liturgia, con letture, meditazioni su testi biblici e riflessioni su episodi di ‘ordinaria omofobia’: a Roma ricorderemo il ragazzo accoltellato e morto dissanguato al Parco delle Valli poco tempo fa. Abbiamo invitato a partecipare tutte le chiese evangeliche della zona e ci auguriamo una risposta positiva”.

La data del 28 giugno ricorda la rivolta di Stonewall (New York) nel 1969, quando un gruppo di omosessuali reagì alle quotidiane violenze della polizia, chiedendo dignità e giustizia. Lo scopo dell’iniziativa – si legge in un comunicato del gruppo Kairòs – è di “pregare per le vittime dell’omofobia, condividendo insieme agli altri la nostra sete di speranza e di giustizia perché cessi questa inumana violenza. Non si tratta solo di una preghiera recitata ad alta voce in un luogo di culto né di una ricerca di visibilità fine a se stessa, ma di un momento di testimonianza cristiana e di comunione tra i gruppi di credenti, omosessuali e non”.