Articolo tratto da “Religionenlibertad” e liberamente tradotto da John Bennett.
Il Collettivo Gay Evangelico di Spagna ha chiesto di sospendere la Settimana di Preghiera per l’Unità dei Cristiani del gennaio 2010, di fronte ai recenti “attacchi” al vescovo anglicano spagnolo López Lozano. Il cammino da seguire, sostengono, è quello dell’ordinazione e del matrimonio degli omosessuali.
López Lozano ha polemizzato attraverso un comunicato la decisione del Vaticano di ammettere nella Chiesa cattolica gli anglicani ultraconservatori che si oppongono all’ordinazione delle donne e dei vescovi omosessuali.
Il Collettivo ritiene che se i media che hanno attaccato López Lozano a causa di questo comunicato non rettificheranno immediatamente, “l’unica misura possibile davanti al clima di fallimento del dialogo ecumenico è sospendere” la cosidetta settimana di preghiera.
I gay evangelici sostengono che questi attacchi concidono col momento in cui la Chiesa evangelica spagnola ha deciso, nel suo ultimo Sinodo, di aprire il cammino all’inclusione di gay, lesbiche e transessuali, e dei loro diritti, in seno a questa denominazione protestante.
“Il cammino delle Chiese Protestanti spagnole non dovrebbe essere in nessun caso un biglietto di andata-ritorno per rientrare a Roma, bensì una strada verso l’ordinazione di pastori omosessuali e la celebrazione di matrimoni fra omosessuali, come già stanno facendo numerose chiese protestanti del nord Europa ed anche degli Stati Uniti” ha concluso il Collettivo.
Fonte: Religionenlibertad
