Archivi categoria: Chiese e omosessualità

Riparte il secondo ciclo de ‘La rivoluzione delle vite queer nella teologia cristiana’

Perché come cristian* vogliamo approfondire le teologie queer?

Come l’esperienza delle vite queer può aiutare ad affrontare l’intricato intreccio delle ingiustizie economiche, etniche, sessuali e di genere?

Continueremo ad interrogarci su queste domande nel secondo ciclo di incontri, che si svolgerà tra settembre e novembre, insieme al filosofo delle religioni Damiano Migliorini, al pastore valdese Gabriele Bertin e alle teologhe Luisa Alioto e Silvia Zanconato

Il secondo ciclo di webinar si svolgerà sempre di martedì intorno alla metà del mese e sarà aperto a tutt* coloro che vorranno porsi in ascolto e in dialogo, semplicemente compilando il modulo che troverete sui nostri canali.

Ad ogni incontro – per chi vorrà – seguirà un piccolo gruppo di approfondimento sul tema trattato, online o in presenza, in cui poter condividere le proprie esperienze e riflessioni e contribuire alla redazione di un breve resoconto che contribuirà a far proseguire la discussione anche oltre gli incontri online.

16
settembre

Dalla teologia transgender alle Beatitudini con Damiano Migliorini:
Un percorso che unisce le esperienze e le riflessioni della teologia transgender con le parole delle Beatitudini. Un invito a lasciarsi interrogare da un Vangelo che rovescia le logiche del potere e apre spazi di libertà e riconoscimento per tutte le vite.

14
ottobre

Gesù queer: le guarigioni nell’evangelo di Marco con Gabriele Bertin:
Le guarigioni raccontate da Marco non sono solo miracoli, ma gesti che spezzano barriere, esclusioni e pregiudizi. Uno sguardo queer ci aiuta a cogliere un Gesù che abbraccia corpi e storie marginalizzate, trasformandole in segni di nuova umanità.

11
novembre

Donne queer: la falsa profetessa di Tiatira, Babilonia, la donna vestita di sole e le altre donne dell’Apocalisse con Luisa Alioto e Silvia Zanconato:
Dietro i simboli dell’Apocalisse emergono figure femminili potenti e scomode. Rilette in chiave queer, diventano occasione per riscoprire come le Scritture parlino di resistenza, desiderio e speranza, proprio nelle storie che spesso sono state messe ai margini.

DAMIANO MIGLIORINI è Cultore della materia (Filosofia della religione) all’ISSR “Italo Mancini” dell’Università di Urbino. Di recente ha conseguito l’abilitazione scientifica nazionale per l’insegnamento di Filosofia Teoretica. I suoi interessi di ricerca sono la filosofia analitica della religione, la teologia trinitaria, i gender studies. Ha pubblicato molti articoli in riviste italiane e internazionali e vari libri, tra cui “L’amore omosessuale. Saggi di psicoanalisi, teologia e pastorale” (Cittadella, 2014), “Gender, Filosofie, Teologie. La complessità contro ogni ideologia” (Mimesis, 2017), “Ontologie relazionali e metafisica trinitaria” (Morcelliana, 2022). È tra i curatori dell’Oxford Handbook of Omnipresence (Oxford University Press, forthcoming 2025).

GABRIELE BERTIN laureato presso la Facoltà Valdese di Teologia attualmente è pastore presso le chiese di San Secondo di Pinerolo e Prarostino. Si interessa in particolare di teologie contestuali, con particolare attenzione ai gender e men’s studies, le teologie femministe, LGBT e queer. Ha pubblicato per la casa editrice Claudiana “Mosè: mito di un uomo racconto di un maschio” (2021) opera in cui rilegge in chiave critica alcuni testi biblici salienti analizzando l’identità maschile posta come norma per le successive, nonché emblema di un rapporto esclusivo con Dio mettendola in dialogo con i gender, mens e queer’s studies nel contesto della violenza contro le donne e degli episodi di omo-transfobia dei nostri tempi.

LUISA ALIOTO Insegnante IRC di scuola secondaria di I grado, appassionata di studi giudaici e impegnata nel dialogo ebraico-cristiano. Nata il 14 ottobre 1987 a Milazzo (ME), siciliana.
Nel 2023 consegue la Laurea Magistrale in Storia, Religioni e Culture presso l’Università degli Studi di Roma Tre con una tesi dal titolo: Il pensiero incarnazionale nel Chassidismo e rapporti tra il divino e l’umano nel giudaismo antico. Studio critico del testo di Shaul Magid: “Hasidism Incarnate: Hasidism, Christianity, and the Construction of Modern Judaism”.
Ha frequentato la neo-istituita Licenza in «Judaic Studies and Jewish-Christian Relations» presso il Centro Cardinal Bea per gli Studi Giudaici della Pontificia Università Gregoriana (Roma) e conseguito il grado (2021) con una tesi dal titolo: «Shaul Magid: il divino-umano nel Chassidismo “incarnato” e inediti orizzonti nel dialogo Ebraico-Cristiano». Nel 2019 ha ricevuto il Baccelierato in Teologia presso la medesima Pontificia Università Gregoriana.
È capo scout AGESCI, Incaricata alla Branca RS della Zona “Centro Urbis” di Roma e collaboratrice all’organizzazione di eventi regionali indirizzati ai ragazzi e alla formazione capi.
Ha vissuto un cammino religioso tra le Adoratrici del Sangue di Cristo per otto anni e mezzo.

SILVIA ZANCONATO Ha studiato teologia alla Gregoriana, ha conseguito la Licenza in Scienze Bibliche presso il Pontificio Istituto Biblico e un master in Religioni e Mediazione Culturale alla Sapienza di Roma. Membro del Consiglio di Presidenza del Coordinamento Teologhe Italiane, attualmente è insegnante di religione cattolica nelle scuole secondarie di secondo grado a Ferrara e presso la Scuola di Teologia “Laura Vincenzi”.
La sua formazione le consente di trasmettere un approccio alla Scrittura comparato e integrato, culturale oltre che teologico. Diverse le sue pubblicazioni soprattutto in ambito biblico e pedagogico con particolare attenzione alle questioni di genere.
Recentemente: Lo sposo di Maria. Giuseppe nei vangeli, in: Antonio Autiero Marinella Perroni (edd.), Maschilità in questione. Sguardi sulla figura di san Giuseppe, GdT 435, Brescia (Queriniana) 2021, 109-125; Verginità e apostolato. L’esempio di Paolo, in: Uta Poplutz Korinna Zamfir, Letteratura epistolare neotestamentaria, La Bibbia e le donne. Collana di esegesi, cultura e storia vol. 2.1. (in via di pubblicazione). 

Veglie e Culti contro l’omolesbobitransfobia

Come ogni anno la Commissione Fede Genere e Sessualità, in collaborazione con la REFO+ Rete Evangelica Fede Orientamenti e Generi, ha preparato una liturgia ed una scheda omiletica come proposta per la realizzazione delle Veglie ed i Culti contro l’omolesbobitransfobia.
Il versetto biblico:

“Dio non fa preferenze di persone”
Atti degli Apostoli 10, 34
)

ci aiuterà nella nostra ricerca e nella nostra riflessione per un’inclusione reale di ogni persona, senza pregiudizi o preconcetti, col cuore e la mente nudi ed aperti all’accoglienza ed all’abbraccio.

Perché il 17 maggio? Fu in quel giorno del 1990 che l’Organizzazione Mondiale della Sanita (OMS) rimosse l’omosessualità dall’elenco delle malattie mentali e per questo motivo nel 2004 l’Unione Europea e le Nazioni Unite hanno riconosciuto il 17 maggio come la giornata internazionale contro l’omofobia, la lesbofobia, la bifobia e la transfobia.

Ma non è bastato cancellare una parola da un elenco per cambiare le cose i pregiudizi inchiodati nel cervello delle persone.

Ancora oggi, a 35 anni da quel 17 maggio, tutte e tutti noi come credenti abbiamo l’obbligo di seguitare a schierarci e a gridare: “Dio non fa preferenze di persone”; perché ci ha create e creati sue figlie e suoi figli e siamo belle e belli ai suoi occhi, ricordando con culti e veglie che:

  • la violenza di genere è un male che va fermato collettivamente perché solo insieme si può costruire un mondo nel quale le differenze diventino preziosa ricchezza da donarci reciprocamente.
  • siamo tutte figlie e tutti figli di Dio ed ogni persona è amata profondamente da Dio così com’è, non esistono persone sbagliate o ammaccate: esistono persone differenti perché siamo tutte e tutti al tempo stesso peccatori e santi.
  • è bello che i fratelli e le sorelle preghino insieme senza la pretesa di imporre la verità della propria chiesa all’altra.

Per questo motivo vogliamo condividere con voi l’elenco di tutti gli eventi che in collaborazione con la REFO+, soprattutto grazie al lavoro dei gruppi locali, sono state organizzate per questo 2025 per promuovere il superamento dell’omolesbobitransfobia.

VALLI VALDESI

TORINO

  • 17 maggio ore 21 Tempio valdese corso Vittorio Emanuele una serata con l’obiettivo di sensibilizzare sulla tematica dei diritti LGBTQIA+ intervallando i momenti di riflessione con intermezzi artistici e musicali. Nei giorni intorno al 17 maggio alcuni bar e ristoranti del quartiere di San Salvario contribuiranno all’iniziativa con iniziative enogastronomiche e informative dedicate all’inclusività
ALESSANDRIA

MILANO

  • 11 maggio ore 10:30 culto nella chiesa battista di via Pinamonte
  • 11 maggio ore 10:45 culto nella chiesa valdese
  • 18 maggio ore 10:30 culto nella chiesa battista di Bollate
  • 18 maggio ore 10:30 culto nella chiesa battista di via Jacopino
  • 25 maggio ore 10 culto di apertura della mostra d’arte “Artisti queer perseguitati” nella chiesa protestante luterana-riformata
  • 30 maggio ore 20:30 veglia ecumenica presso il tempio valdese
ROMA

  • 17 maggio ore 18:00 veglia ecumenica a cura di Mosaiko con la partecipazione di REFO+, Parrocchia di Santa Margherita Maria Alacoque, Via Michele Pantanella, 5 (zona Tor Vergata)
  • sabato 18 maggio ore 18 veglia di preghiera pressso la chiesa evangelica ecumenica di Albano Laziale
  • 24 maggio ore 18:30 veglia ecumenica di preghiera e testimonianza presso la chiesa metodista via Firenze 38
PALERMO

SIRACUSA

  • 16 maggio ore 18 incontro con le associazioni Lgbtqia+ presso la chiesa evangelica battista
  • 18 maggio ore 10:30 culto-veglia presso la chiesa battista di Lentini
CATANIA

LUGANO

“Perché essere felice se puoi essere normale?”

La rivoluzione delle vite queer nella teologia cristiana

Perché come cristian* vogliamo approfondire le teologie queer?

Come l’esperienza delle vite queer può aiutare ad affrontare l’intricato intreccio delle ingiustizie economiche, etniche, sessuali e di genere?

Risponderemo a queste domande insieme nel primo ciclo di incontri da aprile a giugno insieme alle pastore e teologhe valdesi Daniela di Carlo e Letizia Tomassone e al pastore battista Luca Maria Negro.

Il primo ciclo di webinar si svolgerà ogni primo martedì del mese e sarà aperto a tutt* coloro che vorranno porsi in ascolto e in dialogo, semplicemente compilando il modulo che troverete sui nostri canali.
Ad ogni incontro – per chi vorrà – seguirà un piccolo gruppo di approfondimento sul tema trattato, online o in presenza, in cui poter condividere le proprie esperienze e riflessioni e contribuire alla redazione di un breve resoconto da pubblicare.

Martedì
1 aprile 2025
ore 20:30

Nel primo incontro affronteremo La lettura queer dei racconti di creazione (Gen 1-3) insieme alla pastora e teologa valdese Daniela di Carlo.

Qual è il significato della creazione dicotomia con cui si apre il libro di Genesi? È da considerarsi in senso prescrittivo e in contrapposizione? E come interpretare allora quel duale “a nostra immagine lo creò”?

Il percorso è aperto a tutt* coloro che vorranno porsi in ascolto e in dialogo, semplicemente compilando questo modulo.

Martedì
6 maggio 2025
ore 20:30

In questo secondo incontro tratteremo di uno degli argomenti più fraintesi della storia dell’Antico Testamento: qual è il comportamento per cui viene punita la città di Sodoma? Con una Lettura speculare di Genesi 18 e 19 il pastore battista Luca Maria Negro ci guiderà nell’analisi del racconto biblico alla scoperta “della vera sodomia, ovvero la xenofobia”.

Il percorso è aperto a tutt* coloro che vorranno porsi in ascolto e in dialogo, il modulo verrà presto pubblicato su tutti i nostri canali e quelli di Cammini di Speranza.

Martedì
3 giugno 2025
ore 20:30

In questo ultimo incontro prima della pausa estiva vogliamo iniziare ad analizzare la “queerness” di Gesù. Letizia Tomassone ci presenterà una riflessione sulla “La forza della Parola che rovescia i ruoli” andando quindi a rivelare come la figura e l’agire di Cristo si siano volti al rovesciamento della struttura patriarcale. L’intento è di far risplendere il significato di “queer” non (solo) come sinonimo di LGBTQIA+, ma nella sua più intrinseca essenza di “eccentrico rispetto alle definizioni di normalità codificate” e – aggiungiamo – oppressive.

DANIELA DI CARLO è pastora titolare della Chiesa Valdese di Milano e si occupa di teologie
ecofemministe e di genere. Coordina la Commissione nazionale Fede Genere Sessualità ed è nel
comitato di presidenza del Forum delle Religioni di Milano. Ha una laurea magistrale presa alla
Facoltà Valdese di Teologia, ha studiato allo Union Theological Seminary di New York (NY) e ha
diretto il Centro di formazione Ecumenico di Agape nelle Valli valdesi.
Ha partecipato alle opere collettive La Parola e le pratiche. Donne protestanti e femminismi,
Claudiana 2007; Un vulcano nel vulcano. Mary Daly e gli spostamenti della teologia, Effatà 2012;
Giustizia di genere. Una nuova visione, Testi dell’Agenda Latino americana mondiale 2018;
Gli animali che ci servono. Antologia di testi sulla questione animale, Farina Editore 2018; Quali
segni e prodigi Dio ha compiuto per mezzo di loro. V Forum italiano dei cristiani LGBT, Viator 2019; Donne di Parola. Pastore, diacone e predicatrici nel protestantesimo italiano, Nerbini 2020; Religioni e animali, Claudiana 2020; Il fine vita. Etiche, normative e religioni, IPC 2024
Collabora alla rubrica Culto Radio su Rai radio uno.
Fa parte della Commissione Justice Peace & Integrity of Creation del Consiglio delle Chiese
Cristiane di Milano (CCCM) e si occupa di formazione interreligiosa delle e degli operatori sanitari con il gruppo Insieme per Prenderci Cura (IPC).

LUCA MARIA NEGRO, pastore evangelico battista e giornalista, ha diretto il mensile ecumenico
“Confronti”, l’agenzia stampa NEV – Notizie evangeliche e il settimanale “Riforma”.
È stato responsabile delle comunicazioni della Conferenza delle chiese europee, segretario
esecutivo e poi presidente della Federazione delle chiese evangeliche in Italia.

LETIZIA TOMASSONE classe 1957, ha fatto parte della seconda generazione di donne
protestanti riconosciute al ministero pastorale nella Chiesa Valdese. Ha svolto il suo pastorato a
Genova, Verona, La Spezia e Carrara, Firenze, e attualmente è a Napoli. Negli anni ’90 ha diretto il Centro ecumenico di Agape (TO) seguendo in particolare i campi donne dove si sviluppava un
dialogo intenso con il “pensiero della differenza” e i campi su fede e omosessualità. Dal 2010 è
incaricata del corso di Studi femministi e di genere alla Facoltà valdese di teologia di Roma, dove nell’ultimo semestre ha tenuto un corso sulle teologie queer.
Ha studiato a Roma, a Montpellier (Francia) e a Berkeley (California). È tra le socie fondatrici del
Coordinamento delle Teologhe Italiane (CTI).
Impegnata nella pratica teologica delle donne per la trasformazione delle chiese, ha colto negli
eco-femminismi quella spinta al tessuto unitario del creato che mantiene in una rete interconnessa tutte le differenze, superando una logica di contrapposizione. Compassione, tensione alla giustizia e curiosità caratterizzano i suoi studi.
Tra i suoi scritti: “LE FORME DELL’AMORE Un confronto teologico fra le principali confessioni
cristiane”, Letizia Tomassone, Giovanni Del Missier , Basilio Petrà – Edizioni Paoline, 2023. “Di
quale genere è Dio?” in Credere Oggi 5/2023 n. 257 p.66-78. “Il percorso delle chiese protestanti
con le persone LGBTQ+” in Credere Oggi 1/2023 n. 253 p.87-100. “La disobbedienza è una virtù
per le donne. Pratiche di libertà femminile”, in Paola Cavallari ed., Non sono la costola di nessuno, Il Segno dei Gabrielli 2020.

“Perché essere felice se puoi essere normale?”

La rivoluzione delle vite queer nella teologia cristiana

Cammini di Speranza e REFO+ propongono un percorso a cadenza mensile con il quale sarà possibile approcciarsi alla teologia queer e integrare gli spunti biblici con la propria esperienza attraverso laboratori di incontro.

Perché come cristian* vogliamo approfondire le teologie queer?

Come l’esperienza delle vite queer può aiutare ad affrontare l’intricato intreccio delle ingiustizie economiche, etniche, sessuali e di genere?

Risponderemo a queste domanda insieme alla teologa valdese Letizia Tomassone e alla teologa cattolica Cristina Simonelli nel primo incontro lunedì 3 marzo 2025 alle ore 20.30.

Il percorso è aperto a tutt* coloro che vorranno porsi in ascolto e in dialogo, semplicemente compilando questo modulo.

Ad ogni webinar – per chi vorrà – seguirà un piccolo gruppo di approfondimento sul tema dell’incontro, online o in presenza, in cui poter condividere le proprie esperienze e riflessioni e contribuire alla redazione di un breve resoconto da pubblicare.

Per altre informazioni potete scrivere a segreteriarefo@gmail.com oppure a info@camminidisperanza.org
( https://camminidisperanza.org/ )

CRISTINA SIMONELLI insegna Storia della chiesa e Teologia patristica a Milano (Facoltà Teologica dell’Italia Settentrionale) e a Verona. Socia del Coordinamento delle Teologhe Italiane dalla sua fondazione, ne è stata Presidente per due mandati (2013-2021). Nei molti anni passati in contesto Rom (1976-2012) ha appreso la passione per la complessità e le differenze, anche nella ricerca storica. Tra le pubblicazioni si segnalano: con Elizabeth Green, Incontri. Memorie e prospettive della teologia femminista, San Paolo 2019; Eva, la prima donna. Storia e storie, Il Mulino 2021; Juana Ines de la Cruz, San Paolo 2021. Cercare Dio? Nicea un anniversario audace, ITL 2025

LETIZIA TOMASSONE classe 1957, ha fatto parte della seconda generazione di donne protestanti riconosciute al ministero pastorale nella Chiesa Valdese. Ha svolto il suo pastorato a Genova, Verona, La Spezia e Carrara, Firenze, e attualmente è a Napoli. Negli anni ’90 ha diretto il Centro ecumenico di Agape (TO) seguendo in particolare i campi donne dove si sviluppava un dialogo intenso con il “pensiero della differenza” e i campi su fede e omosessualità. Dal 2010 è incaricata del corso di Studi femministi e di genere alla Facoltà valdese di teologia di Roma, dove nell’ultimo semestre ha tenuto un corso sulle teologie queer.
Ha studiato a Roma, a Montpellier (Francia) e a Berkeley (California). È tra le socie fondatrici del Coordinamento delle Teologhe Italiane (CTI).
Impegnata nella pratica teologica delle donne per la trasformazione delle chiese, ha colto negli eco-femminismi quella spinta al tessuto unitario del creato che mantiene in una rete interconnessa tutte le differenze, superando una logica di contrapposizione. Compassione, tensione alla giustizia e curiosità caratterizzano i suoi studi.
Tra i suoi scritti: “LE FORME DELL’AMORE Un confronto teologico fra le principali confessioni cristiane”, Letizia Tomassone, Giovanni Del Missier , Basilio Petrà – Edizioni Paoline, 2023. “Di quale genere è Dio?” in Credere Oggi 5/2023 n. 257 p.66-78. “Il percorso delle chiese protestanti con le persone LGBTQ+” in Credere Oggi 1/2023 n. 253 p.87-100. “La disobbedienza è una virtù per le donne. Pratiche di libertà femminile”, in Paola Cavallari ed., Non sono la costola di nessuno, Il Segno dei Gabrielli 2020.

“Il regno dei cieli é simile a una rete capiente che è stata gettata in mare e ha raccolto ogni genere di pesce” (Mt 13.47) – Assemblea nazionale REFO

Continua a leggere: “Il regno dei cieli é simile a una rete capiente che è stata gettata in mare e ha raccolto ogni genere di pesce” (Mt 13.47) – Assemblea nazionale REFO

Sappiamo che Dio ama tuttɜ noi e abbiamo la convinzione che sia ancora attuale portare questo messaggio alle persone LGBTQ+. 🏳️‍🌈🏳️‍⚧️

Le nuove sfide pastorali, teologiche, di evangelizzazione, ci chiedono di rinnovare il nostro agire e le nostre lotte civili ed ecclesiali. 🙌

Perciò convochiamo una Assemblea della REFO, per ricostruire una rete fatta di conoscenze, avendo in mente che la finalità è la costruzione del Regno di Dio 🌿

Lo aveva detto anche Gesù, ricordate? “Il regno dei cieli è simile a una rete” Mt 13, 47. Si riferisce forse anche alla R.E.F.O.? Noi crediamo di sì, se riusciremo ad essere all’altezza della nostra missione, anche grazie al vostro aiuto. 🫶

📍 DOVE? Roma, salone della chiesa metodista in via Firenze 38 (zona Termini)

📅 QUANDO? Sabato 19 ottobre dalle 10 alle 17, ma saremmo felici di vederci con chi ha piacere la sera del venerdì 18 per un saluto informale.

Per permetterci di organizzare al meglio la sala e il rinfresco ti preghiamo di rispondere a questo form online,

https://forms.gle/7dHoMFRhoPd4iY2a7

🎟 QUANTO COSTA? La partecipazione all’assemblea è gratuita ed aperta a tuttɜ, potranno votare le persone in possesso della tessera di iscrizione REFO. La quota di 10€ potrà essere versata anche nella giornata del 19.

Per iscriversi alla REFO potete inviare un bonifico di 10€ all’IBAN IT32L0501803200000011575818 intestato a Samaria APS e come causale scrivere

Rilancio REFO – Nome e Cognome

🏡 VITTO E ALLOGGIO? Verrà offerto un pranzo a un buffet, ma chi desidera potrà contribuire con una offerta minima.

La cena e l’alloggio non sono forniti dall’organizzazione.

Portate con voi la gioia del Regno di Dio.

R.E.F.O. (Rete Evangelica Fede e Omosessualità) è un’associazione che da 25 anni opera in Italia per l’inclusione piena delle persone LGBTQ+ nella società e nelle chiese, in particolar modo in quelle protestanti. La sua attività ha operato cambiamenti importanti soprattutto nelle chiese valdesi, metodiste, battiste, introducendo la benedizione delle coppie omosessuali, diffondendo in Italia la teologia queer, creando punti di riferimenti validi per una pastorale per le persone LGBTQ+,
promuovendo un fecondo ecumenismo con i gruppi LGBTQ+ cristiani protestanti e cattolici,
dialogando con le associazioni LGBTQ+, proponendo l’istituzione della attuale
Commissione BMV Fede Genere e Sessualità… L’inclusione nelle piccole chiese BMVL appare a molti fratelli e sorelle un risultato raggiunto, grazie al passato lavoro della R.E.F.O. Ma tutto questo lavoro è sconosciuto a molte persone che si sono recentemente affacciate alle chiese, e che spesso nemmeno sanno cosa sia la R.E.F.O.

Sappiamo che Dio ama tuttɜ le sue figlie e figli e siamo convintɜ che oggigiorno sia ancora attuale portare questo messaggio alle persone LGBT+ e alle comunità queer di questo Paese, che a volte si sentono escluse dal linguaggio e da pregiudizi duri a morire, anche nelle chiese. Nuovi argomenti inoltre recentemente sono entrati nel dibattito: la gravidanza per altri, le tematiche relative alle persone trans, la genitorialità, l’asessualità…

Le nuove sfide pastorali, teologiche, di evangelizzazione ci chiedono di rinnovare il nostro agire e le nostre lotte civili ed ecclesiali.
L’intersezionalità, le nuove diversità, il multiculturalismo, la forte crescita dell’evangelismo letteralista, una fede troppo individualista e una sempre più diffusa ignoranza atea riguardo la religione cristiana rischiano di marginalizzare l’attuale discorso di cristianesimo inclusivo (che se non è inclusivo non può essere vero cristianesimo!). Le chiese protestanti in particolare sembrano ancor più dividersi tra chiese molto inclusive dove il discorso sull’inclusione LGBTQ+ appare irrilevante (ma siamo sicurɜ che lo sia davvero per tuttɜ?) e chiese dove si assistono a discriminazioni a volte anche gravi. Abbiamo Cristo che ha suscitato doni ed esperienze positive, che dobbiamo però connettere in una solida rete nazionale. Perciò convochiamo una Assemblea della REFO, invitando alla partecipazione tutte quelle persone che credono che una chiesa inclusiva è possibile e che sono disponibili a dare un proprio contributo, piccolo o grande che sia. Tuttɜ sono benvenutɜ, indipendentemente da orientamento, identità di genere e appartenenza denominazionale. Ci saranno dei cambiamenti, a partire dallo Statuto, che saranno sottoposti a discussione e votazione. Ma soprattutto ci sarà la ricostituzione di una rete, che è fatta di conoscenze, scambi, collaborazione, amicizie, avendo in mente che la finalità è la gioia dell’Evangelo e la costruzione del Regno di Dio. Lo aveva detto anche Gesù, ricordate?
“Il regno dei cieli è simile a una rete” Mt 13, 47. Si riferisce forse anche alla R.E.F.O.? Noi crediamo di sì, se riusciremo ad essere all’altezza della nostra missione, anche grazie al vostro aiuto.

DOVE? L’Assemblea si terrà a Roma, nel salone della chiesa metodista di via Firenze 38.

QUANDO? L’assemblea inizierà sabato 19 ottobre alle ore 10 e termina alle ore 17, ma saremmo felici di vederci con chi ha piacere la sera del venerdì 18 per un saluto informale.
Per permetterci di organizzare al meglio la sala e il rinfresco ti preghiamo di rispondere a questo form online,

https://forms.gle/7dHoMFRhoPd4iY2a7

QUANTO COSTA? La partecipazione all’assemblea è gratuita ed aperta a tuttɜ, potranno votare le persone in possesso della tessera di iscrizione REFO. La quota di 10€ potrà essere versata anche nella giornata del 19.

Per iscriversi alla REFO potete inviare un bonifico di 10€ all’IBAN IT32L0501803200000011575818 intestato a Samaria APS e come causale scrivere

Rilancio REFO – Nome e Cognome

VITTO E ALLOGGIO? Il pranzo sarà un buffet, sarà gratuito ma chi desidera potrà contribuire con un’offerta minima. La cena e l’alloggio non sono forniti dall’organizzazione.

Portate con voi la gioia del Regno di Dio.

Niente da sanare. Pseudoterapie riparative: danni e azioni di contrasto, Giovedì 22 giugno 2023 ore 18:15

Giovedì 22 giugno 2023 alle ore 18:15,

la REFO Rete Evangelica Fede e Omosessualità, Samarìa – la solidarietà LGBT+ d’ispirazione cristiana, ItalyChurchToo – coordinamento contro gli abusi nella chiesa cattolica e Cammini di speranza – associazione italiana persone cristiane LGBT+, col sostegno di RE.A.DY. Rete nazionale delle regioni e degli enti locali per prevenire e superare l’omotransfobia, degli Stati Genderali LGBTQIA+ & Disability, del Coordinamento Palermo Pride e di Protego – centro antidiscriminazione, invitano a

Niente da sanare

tavola rotonda sulle pseudoterapie riparative in Italia: danni e azioni di contrasto.

Le pseudoterapie riparative dell’orientamento sessuale e dell’identità di genere delle persone, pratiche ritenute dannose dalla comunità scientifica internazionale e lesive della dignità umana, sono tutt’ora consigliate da esponenti di parecchie chiese cristiane, anche in Italia, in diverse forme. Scopriremo i danni che provocano, le azioni di contrasto praticate (come quelle che gli Ordini degli Psicologi portano avanti da anni) e possibili (come la legislazione ad hoc, ad esempio la legge Spahn che le proibisce in Germania, che un giurista ci verrà a raccontare), i movimenti che le contrastano e i possibili modelli di azione. Daremo risalto pubblico, in una delle settimane di massima attenzione ai temi LGBT+, a quanto abbiamo scoperto in questi anni, alle implicazioni delle chiese e nelle chiese, alle piu’ recenti ricerche pubblicate, all’evoluzione della giurisprudenza a livello internazionale, facendo il punto sullo stato dell’arte con esperti nei vari campi, compresi giuristi e teologhe. Il gruppo di lavoro “Psicologia LGBT+: promozione di un approccio affermativo alle identità sessuali” dell’Ordine degli Psicologi della Regione Sicilia è stato invitato a partecipare all’ideazione della tavola rotonda e interverrà tra i relatori. L’intento è di incoraggiare la ripresa di un dibattito pubblico che chiami tutti gli attori coinvolti a responsabilità e possa far maturare piste realistiche per chiudere col passato, a salvaguardia delle tante persone, spesso giovani, coinvolte, e dei sopravvissuti.

La tavola rotonda avrà luogo in presenza nel quadro del Palermo Pride Village 2023 alla Sala Eventi del Cre.Zi.Plus, è raccomandata la puntualità.

Per informazioni,

la sezione REFO della Sicilia Occidentale e TirrenicaAli d’aquila – persone cristiane LGBT+”:

📧 alidaquilapmo@gmail.com
⚡ messenger m.me/alidaquilapmo
📲 +393662059731

Il Cre.Zi.Plus si trova all’interno dei Cantieri Culturali alla Zisa di Palermo, in via Paolo Gili 4.

Bus 106 – 110 – 442 o anche 124, metro Lolli.

Per chi proprio non riuscisse a raggiungere Palermo, sarà possibile assistere e porre domande anche da remoto attraverso la piattaforma 🎦 Zoom.

  • Basta solo installare l’app ZOOM MEETING (icona celeste con telecamera bianca 🎦) prima dell’incontro sul vostro 📱cellulare o sul 🖥️ computer.
  • NON E’ NECESSARIO REGISTRARSI.
    A partire dalle 18:00 si potrà cliccare sul link 🎦 :
    https://us02web.zoom.us/j/87855170697?pwd=NTBYTXBYWHBjZjRGbFlWakpNbHBjUT09
  • E’ consigliato caldamente di tenere il proprio dispositivo attaccato 🔌all’alimentatore e di fare attenzione al consumo dei dati di connessione 📉.

~ ~ ~ ~ ~

per destinare il 5×1000 a 🤝🏳️‍🌈 Samaria APS
📝 CF 97649540156

le chiese protestanti e le persone LGBTQ+

La REFO due chiachhiere con Giorgio Rainelli

Giovedi Queer
 
Nascita della REFO: cosa c’era prima? Chi ha dato vita al movimento che ha portato alla sua nascita?
 
La REFO-Rete Evangelica Fede e Omosessualità nasce nel 1998 in seguito ad un incontro del tutto casuale a Torre Pellice durante i lavori dell’assemblea della Federazione delle Chiese Evangeliche in Italia del novembre 1997. La REFO ha ereditato il percorso di Capernaum, un gruppo nato nell’ambito delle chiese valdesi delle valli qualche anno prima che aveva iniziato a proporre i temi della sessualità, della omossualità e dei rapporti tra fede, chiese ed omosessualità all’interno delle chiese delle valli valdesi. Capernaum era stato  creato  da un gruppo di giovani valdesi ed ha svolto la sua attività tra  le valli e Torino.
L’idea era scattata per caso l’anno precedente durante un viaggio che avevamo fatto io e Luca Negro a Berlino per andare a trovare un nostro amico, Johannes. Era il 1° dicembre; giornata mondiale di lotta all’AIDS ed anche un giorno di festa per l’incontro delle Drag Queen tedesche che si teneva in città. Quel giorno nel duomo (evangelico) di Berlino c’era un culto dedicato alle vittime dell’AIDS e siamo andati pensando che ci fosse poca gente ed invece…  il duomo era strapieno: gay, lesbiche, trangender, madri e padri che accompagnavano i figli e le figlie LGBT al culto tenendosi sotto braccio e sorridenti. E il culto presieduto da  due pastore e due pastori in toga e stola rainbow. Io ero lì con gli occhi sgranati e quasi piangevo per  l’emozione: era la prima volta che mi trovavo immerso in una folla di evangelici. non minoranza finalmente, e nel duomo di Berlino e durante un culto esplicitamente dedicato a persone lgbt e presieduto da pastore e pastori lgbt; non capivo una parola tranne che la predicazione era incentrata sull’esperienza del deserto ( wüste) come metafora della vita, della riflessione intima e della solidarietà. Poi la Cena del Signore, tutte e tutti che in fila si avvicinavano al tavolo, appunto padri e madri con figli e figlie sottobraccio, coppie di persone omosessuali che si tenevano per mano e a un certo punto dal fondo del tempio, in mezzo alle altre persone, cinque Drags vestite da suore, avete presente le suore degli ospedali col cappello a falde larghe? Sì, proprio loro, ma in minigonna, che tranquille vanno verso il tavolo della Santa Cena e prendono pane e vino dalle mani della pastora e senza batter ciglio tornano al loro posto. Ecco immaginate la scena e il mio sogno ad occhi aperti: se è possibile a Berlino perché non in Italia? Perché non nelle nostre chiese?”
Ripensando a questa esperienza e parlandone con qualche amico e amica a Torre Pellice ci incontriamo Luca Negro, Henry Olsen, Antonio Feltrin, forse Luciano Kovacs e qualche altro nella sala vicino al tempio di Torre; Henry già aveva in mente qualcosa, e nasce la REFO. Un momento per noi semplice come bere un bicchier d’acqua; neanche  immaginavamo cosa sarebbe successo dopo.
Chi ha realmente spinto, organizzato le cose e le persone per la nascita della REFO è stato Henry Olsen. Penso che senza di lui non sarebbe nata la REFO, non sarebbe cresciuta, le sue idee, il suo contributo, il suo impegno sono stati unici e fondamentali per la sua costruzione, il suo percorso  la sua crescita, dobbiamo tutti e tutte noi persone impegnate nelle REFO dirgli grazie.
 
Qual è stato il percorso che ha portato all’approvazione d
ell’odg del Sinodo 2010?
 
L’OdG del Sinodo delle chiese Metodiste e Valdesi del 2010 sulla benedizione delle coppie omosessuali non è stato un fulmine a ciel sereno o un fortuito caso in quanto già da lungo tempo nell’ambito delle chiese evangeliche italiane si era affrontato il tema della sessualità ed in particolare  dell’omosessualità nelle chiese e dei rapporti tra  omosessualità e fede, di come le chiese potessero o volessero e dovessero accogliere le persone omosessuali, senza se e senza ma. Nell’Assemblea-Sinodo 2000 fu istituito un gruppo BMV (battisti, metodisti, valdesi) di lavoro sull’omosessualità  (GLOM) che produsse, forse per la prima volta, una serie di studi e schede esegetiche sui rapporti tra omosessualità e Scritture, analizzando i testi dell’Antico e del Nuovo Testamento.
Vanno ricordati ancora gli atti dell’Assemblea-Sinodo del 2007 in cui si dice a proposito dell’amore di coppia di due persone omosessuali: “che l’essere umano sia fondamentalmente un essere in relazione con Dio e con il suo prossimo e che la relazione umana d’amore, vissuta in piena reciprocità e libertà, sia sostenuta dalla promessa di Dio”. Da questa dichiarazione alla decisione sinodale del 2010 di poter benedire l’unione di coppie dello stesso sesso il salto è stato breve anche se non privo di ostacoli a volte anche solo pretestuosi e legati a cavilli burocratici.
 
Quale è stato il ruolo dellɜ alleatɜ (cioè delle persone che non si identificano come LGBTQI+ ma ne sostengono le lotte), in particolare tra i membri delle chiese BMV, in questo percorso?
 
Chiaramente  il percorso di accoglienza ed inclusione delle persone lgbt nelle chiese non è stato privo di ostacoli ma, fortunatamente, in questo percorso le persone lgbt non si sono trovate sole ma hanno trovato appoggio di pastori e pastore  e di persone senza distinzione di orientamento e/o genere sessuale; importante è stato il contributo della componente giovanile delle nostre chiese, sia in ambito pastorale che non,  e, cosa importante, molti pastori e pastore  “adult@” che senza se e senza ma hanno lottato per l’inclusione delle persone lgbt nelle chiese a tutti i livelli. Mi piace ricordare l’intervento di Giuseppe (Zizzi) Platone durante l’assemblea sinodo del  2007 in cui, con molta semplicità, ha affermato che di fronte a Dio l’amore è amore, punto; e la difesa di Anna Maffei, allora Presidente dell’UCEBI, riguardo all’indipendenza delle chiese nella scelta di un ministro di culto prescindendo dall’orientamento sessuale, di fronte alle critiche di alcuni battisti europei riguardo alla scelta di una chiesa di un pastore omosessuale. Molte sono state e sono i /le credenti che hanno contribuito a far crescere nelle chiese evangeliche l’inclusività delle persone lgbt+ spronando le comunità a passare da una tolleranza ad un’accoglienza fino ad una inclusione reale nella vita delle chiese a tutti i livelli
 
 
 
Sappiamo che sei battista. Puoi raccontarci come sono cambiate le comunità battiste nel rapporto con i credenti LGBTQI+ in questi anni? Essendo la struttura delle chiese battiste basata su un sistema congregazionalista, pensi che ci sia la possibilità che si arrivi entro breve a una posizione di accoglienza condivisa?
 
La realtà delle chiese battiste in Italia è estremamente variegata, così come nelle chiese metodiste e valdesi, in quanto le chiese non sono staccate dalla realtà sociale e ne rispecchiano le problematiche e gli aspetti, sia in positivo che in negativo. In generale si è passati da una totale “ignoranza” delle problematiche riguardanti l’omosessualità e le persone omosessuali ad una discussione più o meno aperta . Esistono comunità molto aperte che senza alcun problema accolgono ed includono persone omosessuali ed hanno pastor@ dichiaratamente  omosessuali, altre ancora che “vanno coi piedi di piombo” verso la benedizioni di unioni ed infine altre comunità chiuse alle problematiche ed alla discussione; certamente nessuna comunità e nessun credente proclamerà che una persona lgbt+ non è degna dell’amore di Dio ma….
Devo notare che molto spesso le comunità più conservatrici non conoscono persone lgbt+, o meglio non vogliono vederle, per cui per loro il problema è meramente teorico; questi atteggiamenti tendono a cambiare quando entrano in contatto con persone dichiaratamente lgbt+ che vivono serenamente la propria vita sociale e di fede. Questo atteggiamento purtroppo è rilevabile non solo nelle chiese battiste ma in tutte le realtà evangeliche italiane. Da notare che tutte le Assemblee UCEBI e tutti i documenti ufficiali condannano l’omobotransfobia e raccomandano a tutte le chiese di praticare l’inclusione fattiva senza distinzione di genere o orientamento sessuale e di partecipare alla lotta all’omobitransfobia anche organizzando culti  nella giornata del 17 maggio, giornata mondiale di lotta all’omobitransfobia.
Essendo la struttura delle chiese battiste una struttura congregazionalista gli atti delle Assemblee sono delle raccomandazioni ed al momento non hanno valore coercitivo; certo si potrebbe discutere se questo sia l’autentico congregazionalismo e se questo tipo di congregazionalismo  sia la forma migliore di organizzazione, ma questo è un altro capitolo.
Quello che mi preoccupa non poco sono invece le rivendicazioni identitarie delle chiese evangeliche, l’arroccarsi nel: “io sono valdese, io sono metodista, io sono battista”, quasi considerando defunta ogni collaborazione BMV.
Per quanto riguarda le posizioni  condivise di accoglienza di persone lgbt+ non saprei che dire,  posso solo augurarmi che le cose cambino ma dipende fortemente dal potere e dalla volontà degli esecutivi di prendere posizioni ferme riguardo a certe tematiche che al momento attuale  riguardano solo in parte l’omosessualità, che è una punta di un iceberg, ma che si estendono a visioni restrittive delle Scritture  fino ad a arrivare alla contestazione del pastorato femminile e che coinvolgono non solo le chiese battiste ma tutte le realtà protestanti italiane. Sono cose che fanno male all’animo in un mondo che dovrebbe ispirarsi all’amore di Cristo ma è inutile nascondersi sotto una coperta per altro bucata.
 
 
Negli ultimi due decenni la composizione delle nostre chiese è molto cambiata; in particolare, abbiamo oggi, tra membri e simpatizzanti, moltissime persone provenienti da altri paesi, culture e tradizioni. Quali sono stati gli arricchimenti e i limiti di questo incontro?
 
Il fatto di entrare in contatto con realtà differenti ha portato ad una deuropeizzazione delle chiese  del vecchio continente ed in particolare delle chiese italiane. Queste contaminazioni socio-culturali hanno permesso senza dubbio un arricchimento,  ad esempio sul piano liturgico e partecipativo ai culti (insomma, diciamocelo: spesso i culti protestanti italiani erano e sono un po’ tristanzuoli) ma anche, di contraltare, spesso alcune posizioni etiche e teologiche sono  meno  “liberali”. Penso che questo fenomeno sia, però, legato al fatto che la società italiana sta  facendo passi indietro, o almeno qualcuno ci sta provando, come nel caso della riproposizione di modelli patriarcali  e decisamente machisti che si riflettono nelle nostre chiese mettendo addirittura in discussione il  ministero  femminile o di persone lgbt. Con questo occorre fare i conti; insomma se nella società si propongono modelli discriminatori questo non può che riverberarsi nelle chiese.
 
Dal 2021 la Commissione Fede e Omosessualità, espressione delle chiese BMV, ha cambiato nome in Commissione Genere e Sessualità. Qual è il processo che ha portato a questo cambio di denominazione?
 
Il processo è stato naturale nel senso che ci si è res@ conto che, nonostante non siano totalmente risolti i nodi dei rapporti tra chiese, fede e omosessualità, non era più sufficiente affrontare in discorso solo da quel punto di vista. Le realtà cambiano, appaiono nuovi aspetti sia a livello teorico che, soprattutto, pratico; non ha più senso parlare di eterosessualità e omosessualità, maschio e femmina, uomo e donna tout court. Bisogna prendere atto che la sessualità e/o il genere possono essere fluidi. Non si possono tagliare fuori ad esempio le persone transgender, le loro esigenze di spiritualità e partecipazione alla vita ecclesiale. Mentre  l’accoglienza, se non l’inclusività, delle persone omosessuali è all’ordine del giorno ed il contrasto all’omofobia (almeno per essere politicamente corrett@) è un dato di fatto, restano aperti gli argomenti riguardanti l’accoglienza delle persone transgender, le interpretazioni restrittive di testi biblici, le problematiche etiche riguardanti il cambiamento di sesso (anche solo sui documenti), le difficoltà di cambiare atteggiamento e linguaggio verso  persone transgender e, ammettiamolo, una transfobia latente o spesso nascosta ma pur sempre transfobia, sia a livello di comunità che di organismi delle chiese.
Restano ancora da affrontare nelle chiese tutti gli argomenti riguardanti la gravidanza per altri, la genitorialità delle persone single e delle coppie omosessuali, l’adozione di persone singole e/o di coppie omosessuali, insomma il mare degli argomenti è vasto e non si può rinchiudere  nei paletti omosessualità e fede.

Chiesa di Svezia, il gesuita Gamberini: «No alle fake news. Ma Dio è transessuale e transgender in quanto è al di là di ogni genere»

Gaynews ha pubblicato un articolo con un commento anche di un nostro socio, membro della chiesa metodista di Roma

Fake news nei media sul nuovo libro di culto della Chiesa di Svezia. I media hanno diffuso informazioni errate in Svezia e nel mondo sul linguaggio inclusivo del nuovo Libro di Culto, che è stato appena adottato dal Sinodo Generale.

Questo il titolo e il sommario inequivocabile del comunicato che la Chiesa di Svezia ha ieri diramato in risposta a un vero e proprio tsunami mediatico globale. Tsunami mediatico sollevato dalle maggiori testate ed emittenti televisive internazionali – in Italia, ad esempio, a partire da Il Corriere della Sera – con la notizia bomba dell’abbandono di termini di genere maschile (come quelli biblici di Signore o Padre compreso il pronome lui) nel nuovo Libro di Culto, approvato il 23 novembre dal Sinodo generale della massima comunità luterana del Paese scandinavo. Continua a leggere

Il documento finale di “Cammini di speranza” La ricerca per una chiesa inclusiva

 

 “Contribuire a una chiesa più inclusiva e accogliente. Cristiani LGBT a confronto”: l’assemblea di Cammini di Speranza, associazione nazionale persone LGBT cristiane.

E così, dopo tanto lavoro organizzativo, dal 7 al 9 aprile si è tenuto ad Albano, presso il Centro dei padri Somaschi  “San Girolamo Emiliani”
Le parole scelte per il tema del congresso sono evocativa sin dalla prima: “contribuire”, perché lo spirito di Cammini  vuole essere di partecipazione e proposizione, mai di antagonismo.

Molte le regioni d’Italia rappresentate dai delegati intervenuti: Lazio, Lombardia, Sicilia, Piemonte, Campania, Abruzzo, Emilia Romagna, Liguria, Toscana…

Le giornate sono state davvero intense e proficue fin da subito.

Venerdì pomeriggio l’inizio dei lavori, con un momento di conoscenza iniziale e la riunione del gruppo di lavoro interconfessionale che ha fatto un ottimo lavoro preparatorio per consolidare il progetto di ospitare in Italia, sempre ad Albano Laziale, dal 9 al 13 maggio 2018, la conferenza annuale dello European Forum of LGBT Christian Groups, la rete europea dei gruppi delle persone LGBT cristiani di cui Cammini di Speranza è membro. Il Forum Europeo ritorna, quindi, ad incontrarsi in Italia dopo oltre 20 anni. Continua a leggere

17 maggio 2016-Giornata mondiale di lotta contro l’omofobia e la transfobia Liturgia per un culto ecumenico

 

La Commissione Fede e Omosessualità delle chiese Battiste, Metodiste e Valdesi ha redatto uno schema di liturgia per un culto in occasione del 17 maggio 2016. giornata in cui in tutto il mondo si celebra la Giornata Internazionale di Lotta all’Omofobia e alla Transfobia. Il versetto biblico scelto quest’anno per la riflessione sul tema della Omofobia e Transfobia è tratto dal Vangelo di Giovanni : capitolo 13 versetto 35 :

“AMATEVI COME IO VI HO AMATO”.

La Commissione propone anche una scheda omiletica che può essere uno spunto per una riflessione approfondita e per  una eventuale predicazione.

La liturgia per il culto può essere consultata e scaricata al seguente link:

Fai clic per accedere a liturgia_veglia_omofobia2016.pdf

La scheda omiletica sul tasto Giovanni 13,35 al seguente link :

Fai clic per accedere a note%20_omiletiche2016.pdf