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“Alfredo Ormando Altre poesie e prose d’impegno civile”

Autore: Piero Montana

Il 27 novembre c.m. sarà disponibile nella libreria Interno ’95 di Bagheria e nelle librerie Antigone di Roma e Milano il nuovo libro di Piero Montana “Alfredo Ormando Altre poesie e prose d’impegno civile”

Alfredo Ormando, scrittore gay nisseno, il 13 gennaio del ’98 si diede fuoco in piazza San Pietro a Roma per protestare contro la Chiesa Cattolica e la sua tradizionale morale repressiva nei confronti dei gay. Morirà in ospedale dopo 9 giorni di agonia, ma il suo gesto secondo la Santa Sede è quello di un alienato, di un uomo con forti problemi psichici. Solo dopo un anno dal suo suicidio l’autore di questo libro scopre tra le carte di Ormando la sua lettera autografa datata Natale ’97 e riservata ai posteri. In tale lettera Ormando scrive: << … penseranno che sia un pazzo perché ho deciso Piazza S. Pietro per darmi fuoco, mentre potevo farlo anche a Palermo. Spero che capiranno il messaggio che voglio dare: è una forma di protesta contro la Chiesa che demonizza l’omosessualità, demonizzando al contempo la natura, perché la omosessualità è sua figlia.>>. Massimo Consoli, fondatore del movimento gay italiano, nel suo libro “Ecce Homo L’omosessualità nella Bibbia”, impropriamente, in una dedica, definisce Ormando martire pagano, ma lo scrittore nisseno di fede cattolica era stato in gioventù anche in convento, uscendone tuttavia presto, disgustato dall’ipocrita moralismo di sacerdoti e frati. Lo racconta egli stesso nel suo solo, tra i suoi tanti inediti, romanzo pubblicato in vita, Il Fratacchione e ripubblicato dopo la sua morte con una prefazione dello stesso Montana, unico fino ad oggi studioso di tutta l’opera di Ormando.

Le poesie e le prose, gli articoli sullo scrittore gay nisseno, già pubblicati nel mensile Babilonia e on line da Arcigay nazionale ma anche da diversi siti religiosi, ad eccezione della prefazione (1998) al Fratacchione, che in questo libro sono raccolti, sono stati scritti nel periodo (1999-2015) in cui l’autore é stato consulente, sotto diverse sindacature, del sindaco per la realtà omosessuale della città di Bagheria.

Esse testimoniano tutte dell’impegno culturale e politico, nella lotta all’intolleranza e al pregiudizio antigay, impegno volto alla salvaguardia della dignità delle persone glbtq, che l’autore, uno dei fondatori nel lontano 1976 del Fuori! Di Palermo (Movimento di liberazione omosessuale) in tutta la sua vita non ha mai dismesso. Il libro ha una prefazione dell’Arcivescovo Giovanni Climaco Mapelli, dal 2006 Vescovo di una Chiesa di origine orientale ortodossa, che porta il nome di Chiesa Cristiana Cattolica Apostolica, che accoglie anche divorziati e risposati (secondo l’antica tradizione) e le coppie omosessuali, alle quali viene conferita la benedizione delle nozze. In appendice al libro viene pubblicata con materiale di documentazione un’intervista all’autore di Luca Locati Luciani per CulturaGay.it

Piero Montana (Bagheria-1950), poeta, gallerista e scrittore, attivista gay, consegue un dottorato in Filosofia nel 1975. Nel ’76 fonda con altri il Fuori! di Palermo, e nello stesso anno riceve da Massimo Consoli il premio Triangolo Rosa Pier Paolo Pasolini per una sua raccolta clandestina di poesie autobiografiche, “Breve Rosario di Sodoma”, che sarà pubblicata con altri suoi libri di poesia “W.C.”, “L’Angelo perverso”, “Estasi, “Sodoma Divinizzata” e “I Canti della lue” solo nel 2015. Nominato nel 1999 consulente del sindaco per la realtà omosessuale della città di Bagheria, si interessa anzitutto del caso Ormando. A questo suo interessamento infatti si deve se le opere dello scrittore gay nisseno si trovano oggi tutte custodite nella Biblioteca Comunale “Francesco Scaduto” di Bagheria, dove più agevolmente le ha potuto consultare per scrivere gli unici articoli che si sono occupati con la dovuta attenzione e serietà della vita e dell’opera di Ormando.

Omosessualità in divisa

FORZE DELL’ORDINE, FORZE ARMATE E COMUNITA’ LGBTQ

Autore: Carlo Scovino

Tema e rapporto storicamente assai complicato quello tra forze dell’ordine e comunità LGBTQ. Pochi riescono davvero ad immaginare una società inclusiva in cui anche le forze dell’ordine siano annoverate come alleate della comunità LGBTQ. Perché significherebbe sanare ferite, rompere muri e pregiudizi, rinunciare a vittimismo ed antagonismo. L’antagonismo tra le forze dell’ordine e la comunità LGBTQ risale infatti a molto tempo fa, quando l’omosessualità era illegale e le persone queer multate e arrestate dai poliziotti. L’episodio di Stonewall è il prototipo di come erano tesi i rapporti, che sfociavano spesso nella violenza.

Eppure oggi molte cose sono cambiate. Carlo Scovino è un educatore appassionato di scrittura, e tra i suoi molti libri a tema LGBTQ, ha scelto di pubblicarne due che affrontano questa tematica, partendo però dalle persone perché, riprendendo un detto che si usa in psichiatria, “le persone prima di ogni diagnosi sono sempre persone”. In particolare ha raccolto molte testimonianze di persone LGBTQ in divisa, alcune delle quali hanno formato l’associazione POLIS APERTA, che è a tutti gli effetti una associazione LGBTQ. Il primo libro si intitola “Questo odio non ti somiglia”, di cui “Omosessualità in divisa” è di fatto la sua continuazione. Da queste testimonianze si possono cogliere alcuni elementi. Scovino, e con lui le forze dell’ordine intervistate, non ignorano assolutamente il problema di uso sproporzionato della violenza da parte delle forze dell’ordine (il massacro durante il G8 a Genova è l’episodio più grave ma anche i manganelli sugli studenti a Pisa e le torture nelle carceri sono episodi gravissimi), ma ci tengono a specificare che il mondo delle forze dell’ordine non è omogeneo ed è piuttosto lo specchio della società: “non tutti i poliziotti sono picchiatori fascisti, né tutti di destra”. Ci sono anche poliziotti di sinistra. Soprattutto a partire dagli anni ’90, con l’ingresso sempre più massiccio delle donne nelle forze armate, la cultura delle forze dell’ordine è cambiata molto, affievolendo molto il modello machista-patriarcale.

Bisogna tenere conto che ovviamente nelle forze dell’ordine esistono le persone LGBTQ, e che alcuni tra loro hanno fatto anche coming out pubblicamente, seppure con titubanza e difficoltà legate alla disciplina giuridica della categoria e al cosiddetto doppio stigma. Doppio stigma sia dentro la comunità queer sia dentro le forze dell’ordine. Nelle forze dell’ordine così come nelle forze armate la disciplina giuridica è differente rispetto agli altri lavoratori assunti nella Pubblica Amministrazione: rappresentando lo Stato in compiti assai delicati devono attenersi il più possibile alla terzietà, perciò non sono liberi di esprimere opinioni politiche o personali pubblicamente. In questo clima va rispettato chi con coraggio e intelligenza riesce ad esporsi facendo coming out (ricordando anche che non è necessario che tutti lo facciano). Le persone LGBTQ riunite in POLIS APERTA perciò hanno “margini ristretti di manovra” e si occupano soprattutto di formazione sulla antidiscriminazione, aiutando le forze dell’ordine e la società ad essere inclusive. Un tema importante affrontato è quello di facilitare la denuncia di reati a fondo omobitransfobico, che spesso non viene fatta perché le persone LGBTQ non vengono capite dal personale delle forze dell’ordine.

Ma purtroppo a volte il mondo LGBTQ è nemico delle forze dell’ordine in modo ideologico e in Italia POLIS APERTA, che è una associazione LGBTQ, viene a volte censurata, marginalizzata ed esclusa, da manifestazioni e convegni queer, anche dai Pride. Alcune frange di attivisti queer di sinistra estrema preferiscono chiudersi al dialogo con il paradosso di discriminare altre persone LGBTQ. L’autore sostiene che certi cambiamenti culturali, dentro le forze dell’ordine e dentro la comunità LGBTQ, richiedano anni. Che chi subisce discriminazione non sempre maturi una cultura antidiscriminazione, e che purtroppo alcuni stereotipi sono duri a morire. Fatto sta che in questo momento le persone LGBTQ dentro le forze dell’ordine sono doppiamente discriminate: non corrispondono al modello del “maschio forte ” prevalente nella categoria, ma neppure sono accettati a pieno titolo nella comunità queer. Eppure stanno costruendo il ponte necessario per rendere la società migliore per tutti, rompendo i pregiudizi più ostinati, abbattendo i muri più alti, portando maggior sensibilità tra le forze dello Stato che devono difendere i più deboli, non rinunciando all’utopia di uno Stato e una società inclusive.

Recensione di: Emanuele Crociani

“Il Dio queer” di Marcella Althaus-Reid

Il Dio queer

autore Marcella Althaus-Reid
curatore Gianluigi Gugliermetto
collana Piccola biblioteca teologica, 114
editore Claudiana

Descrizione Chi pensasse che Il Dio queer sia semplicemente un altro libro sulla fede cristiana e l’omosessualità sbaglierebbe: la teologia queer proposta da Marcella Althaus-Reid è molto di più e proviene da un’universo concettuale e spirituale altro che non cessa di provocare e stupire. Per l’autrice parlare di Dio queer significa parlare di una trascendenza foriera di trasformazioni, di una fonte immanente di scompaginazione rivoluzionaria, per far emergere ciò che contraddice lo status quo, e dunque anche le norme che regolano la sessualità che ne deriva. Continua a leggere

Diritti diversi. La legge negata ai gay

Diritti diversi. La legge negata ai gay

Annamaria Bernardini De Pace

(collana I grandi pasSaggi Bompiani)

Bompiani, 2009

€ 17,50

pp.223

Descrizione: Cosa vuoi dire oggi “essere gay”? È proprio vero che la legge è uguale per tutti? L’omosessualità gode ormai del rispetto e degli stessi diritti riconosciuti all’eterosessualità o è ancora vista con sospetto e pregiudizio? Secondo uno degli avvocati più famosi d’Italia i casi di discriminazione sono ancora tanti, troppi, l’autrice riflette su alcuni principi della Costituzione italiana, e in particolare quelli espressi negli articoli 2 e 3, che risultano non applicati nel caso degli omosessuali. Inutile dire che particolare peso hanno, in tutto questo, la religione e le posizioni della Chiesa cattolica. Le nozze, le adozioni, le successioni, la convivenza: tutte battaglie ancora da combattere, in nome della legge. E inoltre, in appendice: una rassegna delle legislazioni sul tema omosessualità nel mondo (dalla pena di morte in Iran ai pari diritti in Olanda).

Intervista ad Annamaria De Pace a cura di Luisa Pronzato, da Il Corriere della Sera
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