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Dal 7 al 9 novembre a Firenze gli omosessuali cristiani a convegno

Evento organizzato dalla Rete Evangelica Fede e Omosessualità presso la Foresteria Valdese di Via de’ Serragli

Comunicato stampa n. 1

FIRENZE (3 NOV) – “Chiese e omosessualità: un percorso decennale e poi quali prospettive?” è il titolo del convegno, organizzato dalla REFO (Rete Evengelica Fede e Omosessualità), che dal 7 al 9 novembre riunirà numerosi omosessuali cristiani a Firenze presso la Foresteria valdese dell’Istituto Gould (Via de’ Serragli, 49). L’occasione per questo raduno è dato dalla celebrazione del decennale dalla fondazione (1998-2008) dell’associazione evangelica che si occupa dell’accoglienza dei gay e delle lesbiche nelle chiese e nella società. Continua a leggere

Intervista a Giorgio Rainelli

Giorgio Rainelli, 56 anni, romano e battista, è attualmente il coordinatore nazionale della REFO. Dal 7 al 9 novembre sarà presente a Firenze (Istituto Gould – Via de’ Serragli) per il convegno nazionale dei primi dieci anni della REFO stesso, dal titolo “Chiese e omosessualità, un percorso decennale e poi quali prospettive”.

Come è nata la REFO e come si evoluta nel corso degli anni?

La prima idea di un gruppo di persone che potesse rilanciare il tema della sessualità, con particolare riferimento all’omosessualità, nasce da un fortuito-fortunato incontro di un piccolo gruppo di credenti a ridosso della assemblea della Federazione delle Chiese Evangeliche in Italia (FCEI) nel novembre 1997 a Torre Pellice. L’idea era quella di riprendere il discorso interrotto da “Capernaum”, un gruppo di riflessione su fede e omosessualità che negli anni precedenti aveva operato a Torino e nelle valli valdesi. L’idea di una “rete” di persone interessata al tema dell’omosessualità e delle chiese venne rapidamente elaborata e nel gennaio 1998, in un incontro a Roma (Tempio valdese di piazza Cavour) nasce ufficialmente la Rete Evangelica Fede e Omosessualità (REFO). Già nel febbraio 1998 appare il primo numero del Bollettino di collegamento. Lo scopo principale della REFO è quello di promuovere la reale accoglienza delle persone omosessuali nelle chiese protestanti italiane; la REFO ha come particolarità di essere, appunto, una rete di credenti interessati/e al tema e di essere aperta a tutte e tutti senza differenza di genere e/o di orientamento sessuale. Ciò significa un arricchimento sia per le persone omosessuali e transessuali sia per le persone eterosessuali che si trovano all’interno di una struttura che facilita il dialogo senza prevenzioni di sorta. Nel corso degli anni, chiaramente, gli obiettivi non sono cambiati ma si sono allargati i campi di interesse con una serie di collaborazioni con organizzazioni del Movimento GLBT e rafforzando i rapporti con le istituzioni delle chiese.

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“Vogliamo una Chiesa accogliente” di Delia Vaccarello

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(Articolo di Delia Vaccarello tratto da l’Unità del 13 novembre 2007) – «Sei gay o trans e ti rifiutano come testimone di nozze? Succede. Ma se non sei famoso, nessuno lo sa», dice Pasquale Quaranta credente e omosessuale.
Tantissime nella comunità gay le reazioni alla vicenda che ha visto il vescovo di Foggia negare all’onorevole Luxuria il «permesso» di fare da testimone di nozze al matrimonio della cugina, per poi concederlo dopo una giornata di polemiche. C’è chi testimonia le discriminazioni subìte, chi sottolinea la distanza tra le gerarchie ecclesiastiche e la comunità dei credenti.
E chi risponde invitando a non rincorrere le «concessioni». È diffusa l’aspirazione ad avere una Chiesa Cattolica del «sì» piuttosto che dei tanti «no», più vicina alle chiese cristiane. In nome dell’accoglienza verso omosex e trans si sono pronunciati l’Assemblea generale dell’Unione battista (Ucebi) e il Sinodo delle Chiese valdesi e metodiste. La mozione approvata di recente «confessa» il peccato delle discriminazioni, condanna le persecuzioni ai danni dei gay, invita a rispettare l’amore e le coppie omosessuali.


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