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Fede, genere e sessualità: il Sinodo della Chiesa Evangelica Valdese – Unione delle chiese metodiste e valdesi approva due nuovi atti sui temi LGBTQIA+

Il Sinodo, facendo proprio l’atto 12 della CDI che richiama il percorso compiuto negli anni dalle chiese e dai circuiti sulle tematiche LGBTQIA+, guarda all’Europride 2027 di Torino come a un’occasione per rendere visibile una testimonianza evangelica fatta di accoglienza, solidarietà e riflessione etica e teologica.

Tra gli impegni approvati, inoltre, la promozione di percorsi di formazione e sensibilizzazione per costruire spazi ecclesiali esplicitamente e concretamente sicuri (safe spaces) per le persone transgender, insieme all’adozione di un linguaggio inclusivo e rispettoso nelle liturgie, nella predicazione e nella comunicazione istituzionale, nel rispetto del nome eletto e dei pronomi indicati dalle persone.

Due passaggi importanti, che raccolgono e rilanciano un cammino portato avanti da tante persone e realtà della nostra Chiesa.

Alla base, una convinzione semplice e radicale: ogni essere umano è creato a immagine di Dio e amato in modo unico e irripetibile.

Gli atti sono stati proposti da Emma Amarilli Ascoli, Co-Presidente REFO+ Rete Evangelica Fede Orientamenti e generi, e Daniela Di Carlo coordinatrice della Commissione Fede Genere Sessualità (FEGESE).

Ne parla in particolare Agenzia stampa NEV – notizie evangeliche.

Foto: Pietro Romeo

“Vogliamo una Chiesa accogliente” di Delia Vaccarello

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(Articolo di Delia Vaccarello tratto da l’Unità del 13 novembre 2007) – «Sei gay o trans e ti rifiutano come testimone di nozze? Succede. Ma se non sei famoso, nessuno lo sa», dice Pasquale Quaranta credente e omosessuale.
Tantissime nella comunità gay le reazioni alla vicenda che ha visto il vescovo di Foggia negare all’onorevole Luxuria il «permesso» di fare da testimone di nozze al matrimonio della cugina, per poi concederlo dopo una giornata di polemiche. C’è chi testimonia le discriminazioni subìte, chi sottolinea la distanza tra le gerarchie ecclesiastiche e la comunità dei credenti.
E chi risponde invitando a non rincorrere le «concessioni». È diffusa l’aspirazione ad avere una Chiesa Cattolica del «sì» piuttosto che dei tanti «no», più vicina alle chiese cristiane. In nome dell’accoglienza verso omosex e trans si sono pronunciati l’Assemblea generale dell’Unione battista (Ucebi) e il Sinodo delle Chiese valdesi e metodiste. La mozione approvata di recente «confessa» il peccato delle discriminazioni, condanna le persecuzioni ai danni dei gay, invita a rispettare l’amore e le coppie omosessuali.


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Battisti, Metodisti e Valdesi per l’accoglienza delle persone omosessuali

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(NEV) – La Rete Evangelica Fede e Omosessualità (REFO) esprime soddisfazione per la mozione sull’omosessualità approvata oggi a larga maggioranza dalla sessione congiunta dell’Assemblea generale dell’Unione battista (UCEBI) e del Sinodo delle Chiese valdesi e metodiste, riunita a Ciampino (Roma) dal 2 al 4 novembre 2007.

La mozione dell’Assemblea/Sinodo sottolinea la vocazione delle chiese cristiane all’accoglienza; afferma che “lccato della discriminazione delle persone omosessuali” e “condanna “ogni violenza verbale, fisica e psicologica, ogni persecuzione nei confronti di persone omosessuali”; invita i/le credenti a contribuire ad una “cultura del rispetto, dell’ascolto e del dialogo”; invita le chiese “ad accogliere le persone omosessuali senza alcuna discriminazione” e, nell’ottica di uno stato laico, a “sostenere e promuovere concretamente progetti e iniziative tesi a riconoscere i diritti civili delle persone e delle coppie discriminate sulla base dell’orientamento sessuale”.