Lo scorso autunno abbiamo ripreso l’attività dell’associazione, eletto una nuova segreteria, e collaborato alla realizzazione del progetto “Teologie, chiese e comunità LGBTQIA+”.
L’entusiasmo che abbiamo incontrato ci rafforza nella convinzione di dover continuare la nostra missione, e per farlo abbiamo bisogno del vostro sostegno.
Per questo, sabato 29 marzo, a partire dalle 18.00, ci incontreremo nel salone della chiesa metodista di Roma, in Via Firenze 38, per una festa di autofinanziamento, con cibo, gadget, esibizioni e tante sorprese! Chiunque è benvenutə!
Vuoi collaborare all’organizzazione della festa? Scrivici le tue idee a segreteriarefo@gmail.com!
Costruire una chiesa aperta a tutte le differenze è il nostro cammino comune nell’Evangelo di Gesù Cristo, che è di tuttɜ e per tuttɜ. Aiutaci a farlo anche tu! Porta con te amicɜ, glitter e la gioia del Regno di Dio!
Ti aspettiamo il 29 marzo!
P.S.
Non puoi venire? Puoi sempre sostenerci rinnovando o attivando il tuo tesseramento! Scrivici a segreteriarego@gmail.com per tutte le informazioni.
La rivoluzione delle vite queer nella teologia cristiana
Cammini di Speranza e REFO+ propongono un percorso a cadenza mensile con il quale sarà possibile approcciarsi alla teologia queer e integrare gli spunti biblici con la propria esperienza attraverso laboratori di incontro.
Perché come cristian* vogliamo approfondire le teologie queer?
Come l’esperienza delle vite queer può aiutare ad affrontare l’intricato intreccio delle ingiustizie economiche, etniche, sessuali e di genere?
Risponderemo a queste domanda insieme alla teologa valdese Letizia Tomassone e alla teologa cattolica Cristina Simonelli nel primo incontro lunedì 3 marzo 2025 alle ore 20.30.
Il percorso è aperto a tutt* coloro che vorranno porsi in ascolto e in dialogo, semplicemente compilando questo modulo.
Ad ogni webinar – per chi vorrà – seguirà un piccolo gruppo di approfondimento sul tema dell’incontro, online o in presenza, in cui poter condividere le proprie esperienze e riflessioni e contribuire alla redazione di un breve resoconto da pubblicare.
CRISTINA SIMONELLI insegna Storia della chiesa e Teologia patristica a Milano (Facoltà Teologica dell’Italia Settentrionale) e a Verona. Socia del Coordinamento delle Teologhe Italiane dalla sua fondazione, ne è stata Presidente per due mandati (2013-2021). Nei molti anni passati in contesto Rom (1976-2012) ha appreso la passione per la complessità e le differenze, anche nella ricerca storica. Tra le pubblicazioni si segnalano: con Elizabeth Green, Incontri. Memorie e prospettive della teologia femminista, San Paolo 2019; Eva, la prima donna. Storia e storie, Il Mulino 2021; Juana Ines de la Cruz, San Paolo 2021. Cercare Dio? Nicea un anniversario audace, ITL 2025
LETIZIA TOMASSONE classe 1957, ha fatto parte della seconda generazione di donne protestanti riconosciute al ministero pastorale nella Chiesa Valdese. Ha svolto il suo pastorato a Genova, Verona, La Spezia e Carrara, Firenze, e attualmente è a Napoli. Negli anni ’90 ha diretto il Centro ecumenico di Agape (TO) seguendo in particolare i campi donne dove si sviluppava un dialogo intenso con il “pensiero della differenza” e i campi su fede e omosessualità. Dal 2010 è incaricata del corso di Studi femministi e di genere alla Facoltà valdese di teologia di Roma, dove nell’ultimo semestre ha tenuto un corso sulle teologie queer.
Ha studiato a Roma, a Montpellier (Francia) e a Berkeley (California). È tra le socie fondatrici del Coordinamento delle Teologhe Italiane (CTI).
Impegnata nella pratica teologica delle donne per la trasformazione delle chiese, ha colto negli eco-femminismi quella spinta al tessuto unitario del creato che mantiene in una rete interconnessa tutte le differenze, superando una logica di contrapposizione. Compassione, tensione alla giustizia e curiosità caratterizzano i suoi studi.
Tra i suoi scritti: “LE FORME DELL’AMORE Un confronto teologico fra le principali confessioni cristiane”, Letizia Tomassone, Giovanni Del Missier , Basilio Petrà – Edizioni Paoline, 2023. “Di quale genere è Dio?” in Credere Oggi 5/2023 n. 257 p.66-78. “Il percorso delle chiese protestanti con le persone LGBTQ+” in Credere Oggi 1/2023 n. 253 p.87-100. “La disobbedienza è una virtù per le donne. Pratiche di libertà femminile”, in Paola Cavallari ed., Non sono la costola di nessuno, Il Segno dei Gabrielli 2020.
Sappiamo che Dio ama tuttɜ noi e abbiamo la convinzione che sia ancora attuale portare questo messaggio alle persone LGBTQ+.
Le nuove sfide pastorali, teologiche, di evangelizzazione, ci chiedono di rinnovare il nostro agire e le nostre lotte civili ed ecclesiali.
Perciò convochiamo una Assemblea della REFO, per ricostruire una rete fatta di conoscenze, avendo in mente che la finalità è la costruzione del Regno di Dio
Lo aveva detto anche Gesù, ricordate? “Il regno dei cieli è simile a una rete” Mt 13, 47. Si riferisce forse anche alla R.E.F.O.? Noi crediamo di sì, se riusciremo ad essere all’altezza della nostra missione, anche grazie al vostro aiuto.
DOVE? Roma, salone della chiesa metodista in via Firenze 38 (zona Termini)
QUANDO? Sabato 19 ottobre dalle 10 alle 17, ma saremmo felici di vederci con chi ha piacere la sera del venerdì 18 per un saluto informale.
Per permetterci di organizzare al meglio la sala e il rinfresco ti preghiamo di rispondere a questo form online,
QUANTO COSTA? La partecipazione all’assemblea è gratuita ed aperta a tuttɜ, potranno votare le persone in possesso della tessera di iscrizione REFO. La quota di 10€ potrà essere versata anche nella giornata del 19.
Per iscriversi alla REFO potete inviare un bonifico di 10€ all’IBAN IT32L0501803200000011575818 intestato a Samaria APS e come causale scrivere
“Rilancio REFO – Nome e Cognome“
VITTO E ALLOGGIO? Verrà offerto un pranzo a un buffet, ma chi desidera potrà contribuire con una offerta minima.
La cena e l’alloggio non sono forniti dall’organizzazione.
Portate con voi la gioia del Regno di Dio.
R.E.F.O. (Rete Evangelica Fede e Omosessualità) è un’associazione che da 25 anni opera in Italia per l’inclusione piena delle persone LGBTQ+ nella società e nelle chiese, in particolar modo in quelle protestanti. La sua attività ha operato cambiamenti importanti soprattutto nelle chiese valdesi, metodiste, battiste, introducendo la benedizione delle coppie omosessuali, diffondendo in Italia la teologia queer, creando punti di riferimenti validi per una pastorale per le persone LGBTQ+, promuovendo un fecondo ecumenismo con i gruppi LGBTQ+ cristiani protestanti e cattolici, dialogando con le associazioni LGBTQ+, proponendo l’istituzione della attuale Commissione BMV Fede Genere e Sessualità… L’inclusione nelle piccole chiese BMVL appare a molti fratelli e sorelle un risultato raggiunto, grazie al passato lavoro della R.E.F.O. Ma tutto questo lavoro è sconosciuto a molte persone che si sono recentemente affacciate alle chiese, e che spesso nemmeno sanno cosa sia la R.E.F.O.
Sappiamo che Dio ama tuttɜ le sue figlie e figli e siamo convintɜ che oggigiorno sia ancora attuale portare questo messaggio alle persone LGBT+ e alle comunità queer di questo Paese, che a volte si sentono escluse dal linguaggio e da pregiudizi duri a morire, anche nelle chiese. Nuovi argomenti inoltre recentemente sono entrati nel dibattito: la gravidanza per altri, le tematiche relative alle persone trans, la genitorialità, l’asessualità…
Le nuove sfide pastorali, teologiche, di evangelizzazione ci chiedono di rinnovare il nostro agire e le nostre lotte civili ed ecclesiali. L’intersezionalità, le nuove diversità, il multiculturalismo, la forte crescita dell’evangelismo letteralista, una fede troppo individualista e una sempre più diffusa ignoranza atea riguardo la religione cristiana rischiano di marginalizzare l’attuale discorso di cristianesimo inclusivo (che se non è inclusivo non può essere vero cristianesimo!). Le chiese protestanti in particolare sembrano ancor più dividersi tra chiese molto inclusive dove il discorso sull’inclusione LGBTQ+ appare irrilevante (ma siamo sicurɜ che lo sia davvero per tuttɜ?) e chiese dove si assistono a discriminazioni a volte anche gravi. Abbiamo Cristo che ha suscitato doni ed esperienze positive, che dobbiamo però connettere in una solida rete nazionale. Perciò convochiamo una Assemblea della REFO, invitando alla partecipazione tutte quelle persone che credono che una chiesa inclusiva è possibile e che sono disponibili a dare un proprio contributo, piccolo o grande che sia. Tuttɜ sono benvenutɜ, indipendentemente da orientamento, identità di genere e appartenenza denominazionale. Ci saranno dei cambiamenti, a partire dallo Statuto, che saranno sottoposti a discussione e votazione. Ma soprattutto ci sarà la ricostituzione di una rete, che è fatta di conoscenze, scambi, collaborazione, amicizie, avendo in mente che la finalità è la gioia dell’Evangelo e la costruzione del Regno di Dio. Lo aveva detto anche Gesù, ricordate? “Il regno dei cieli è simile a una rete” Mt 13, 47. Si riferisce forse anche alla R.E.F.O.? Noi crediamo di sì, se riusciremo ad essere all’altezza della nostra missione, anche grazie al vostro aiuto.
QUANDO? L’assemblea inizierà sabato 19 ottobre alle ore 10 e termina alle ore 17, ma saremmo felici di vederci con chi ha piacere la sera del venerdì 18 per un saluto informale. Per permetterci di organizzare al meglio la sala e il rinfresco ti preghiamo di rispondere a questo form online,
QUANTO COSTA? La partecipazione all’assemblea è gratuita ed aperta a tuttɜ, potranno votare le persone in possesso della tessera di iscrizione REFO. La quota di 10€ potrà essere versata anche nella giornata del 19.
Per iscriversi alla REFO potete inviare un bonifico di 10€ all’IBAN IT32L0501803200000011575818 intestato a Samaria APS e come causale scrivere
“Rilancio REFO – Nome e Cognome“
VITTO E ALLOGGIO? Il pranzo sarà un buffet, sarà gratuito ma chi desidera potrà contribuire con un’offerta minima. La cena e l’alloggio non sono forniti dall’organizzazione.
la REFO Rete Evangelica Fede e Omosessualità, Samarìa – la solidarietà LGBT+ d’ispirazione cristiana, ItalyChurchToo – coordinamento contro gli abusi nella chiesa cattolica e Cammini di speranza – associazione italiana persone cristiane LGBT+, col sostegno di RE.A.DY. Rete nazionale delle regioni e degli enti locali per prevenire e superare l’omotransfobia, degli Stati Genderali LGBTQIA+ & Disability, del Coordinamento Palermo Pride e di Protego – centro antidiscriminazione, invitano a
Niente da sanare
tavola rotonda sulle pseudoterapie riparative in Italia: danni e azioni di contrasto.
Le pseudoterapie riparative dell’orientamento sessuale e dell’identità di genere delle persone, pratiche ritenute dannose dalla comunità scientifica internazionale e lesive della dignità umana, sono tutt’ora consigliate da esponenti di parecchie chiese cristiane, anche in Italia, in diverse forme. Scopriremo i danni che provocano, le azioni di contrasto praticate (come quelle che gli Ordini degli Psicologi portano avanti da anni) e possibili (come la legislazione ad hoc, ad esempio la legge Spahn che le proibisce in Germania, che un giurista ci verrà a raccontare), i movimenti che le contrastano e i possibili modelli di azione. Daremo risalto pubblico, in una delle settimane di massima attenzione ai temi LGBT+, a quanto abbiamo scoperto in questi anni, alle implicazioni delle chiese e nelle chiese, alle piu’ recenti ricerche pubblicate, all’evoluzione della giurisprudenza a livello internazionale, facendo il punto sullo stato dell’arte con esperti nei vari campi, compresi giuristi e teologhe. Il gruppo di lavoro “Psicologia LGBT+: promozione di un approccio affermativo alle identità sessuali” dell’Ordine degli Psicologi della Regione Sicilia è stato invitato a partecipare all’ideazione della tavola rotonda e interverrà tra i relatori. L’intento è di incoraggiare la ripresa di un dibattito pubblico che chiami tutti gli attori coinvolti a responsabilità e possa far maturare piste realistiche per chiudere col passato, a salvaguardia delle tante persone, spesso giovani, coinvolte, e dei sopravvissuti.
La tavola rotonda avrà luogo in presenza nel quadro del Palermo Pride Village 2023alla Sala Eventi del Cre.Zi.Plus, è raccomandata la puntualità.
Per informazioni,
la sezione REFO della Sicilia Occidentale e Tirrenica “Ali d’aquila – persone cristiane LGBT+”:
Nascita della REFO: cosa c’era prima? Chi ha dato vita al movimento che ha portato alla sua nascita?
La REFO-Rete Evangelica Fede e Omosessualità nasce nel 1998 in seguito ad un incontro del tutto casuale a Torre Pellice durante i lavori dell’assemblea della Federazione delle Chiese Evangeliche in Italia del novembre 1997. La REFO ha ereditato il percorso di Capernaum, un gruppo nato nell’ambito delle chiese valdesi delle valli qualche anno prima che aveva iniziato a proporre i temi della sessualità, della omossualità e dei rapporti tra fede, chiese ed omosessualità all’interno delle chiese delle valli valdesi. Capernaum era stato creato da un gruppo di giovani valdesi ed ha svolto la sua attività tra le valli e Torino. L’idea era scattata per caso l’anno precedente durante un viaggio che avevamo fatto io e Luca Negro a Berlino per andare a trovare un nostro amico, Johannes. Era il 1° dicembre; giornata mondiale di lotta all’AIDS ed anche un giorno di festa per l’incontro delle Drag Queen tedesche che si teneva in città. Quel giorno nel duomo (evangelico) di Berlino c’era un culto dedicato alle vittime dell’AIDS e siamo andati pensando che ci fosse poca gente ed invece… il duomo era strapieno: gay, lesbiche, trangender, madri e padri che accompagnavano i figli e le figlie LGBT al culto tenendosi sotto braccio e sorridenti. E il culto presieduto da due pastore e due pastori in toga e stola rainbow. Io ero lì con gli occhi sgranati e quasi piangevo per l’emozione: era la prima volta che mi trovavo immerso in una folla di evangelici. non minoranza finalmente, e nel duomo di Berlino e durante un culto esplicitamente dedicato a persone lgbt e presieduto da pastore e pastori lgbt; non capivo una parola tranne che la predicazione era incentrata sull’esperienza del deserto ( wüste) come metafora della vita, della riflessione intima e della solidarietà. Poi la Cena del Signore, tutte e tutti che in fila si avvicinavano al tavolo, appunto padri e madri con figli e figlie sottobraccio, coppie di persone omosessuali che si tenevano per mano e a un certo punto dal fondo del tempio, in mezzo alle altre persone, cinque Drags vestite da suore, avete presente le suore degli ospedali col cappello a falde larghe? Sì, proprio loro, ma in minigonna, che tranquille vanno verso il tavolo della Santa Cena e prendono pane e vino dalle mani della pastora e senza batter ciglio tornano al loro posto. Ecco immaginate la scena e il mio sogno ad occhi aperti: se è possibile a Berlino perché non in Italia? Perché non nelle nostre chiese?” Ripensando a questa esperienza e parlandone con qualche amico e amica a Torre Pellice ci incontriamo Luca Negro, Henry Olsen, Antonio Feltrin, forse Luciano Kovacs e qualche altro nella sala vicino al tempio di Torre; Henry già aveva in mente qualcosa, e nasce la REFO. Un momento per noi semplice come bere un bicchier d’acqua; neanche immaginavamo cosa sarebbe successo dopo. Chi ha realmente spinto, organizzato le cose e le persone per la nascita della REFO è stato Henry Olsen. Penso che senza di lui non sarebbe nata la REFO, non sarebbe cresciuta, le sue idee, il suo contributo, il suo impegno sono stati unici e fondamentali per la sua costruzione, il suo percorso la sua crescita, dobbiamo tutti e tutte noi persone impegnate nelle REFO dirgli grazie.
Qual è stato il percorso che ha portato all’approvazione d ell’odg del Sinodo 2010?
L’OdG del Sinodo delle chiese Metodiste e Valdesi del 2010 sulla benedizione delle coppie omosessuali non è stato un fulmine a ciel sereno o un fortuito caso in quanto già da lungo tempo nell’ambito delle chiese evangeliche italiane si era affrontato il tema della sessualità ed in particolare dell’omosessualità nelle chiese e dei rapporti tra omosessualità e fede, di come le chiese potessero o volessero e dovessero accogliere le persone omosessuali, senza se e senza ma. Nell’Assemblea-Sinodo 2000 fu istituito un gruppo BMV (battisti, metodisti, valdesi) di lavoro sull’omosessualità (GLOM) che produsse, forse per la prima volta, una serie di studi e schede esegetiche sui rapporti tra omosessualità e Scritture, analizzando i testi dell’Antico e del Nuovo Testamento. Vanno ricordati ancora gli atti dell’Assemblea-Sinodo del 2007 in cui si dice a proposito dell’amore di coppia di due persone omosessuali: “che l’essere umano sia fondamentalmente un essere in relazione con Dio e con il suo prossimo e che la relazione umana d’amore, vissuta in piena reciprocità e libertà, sia sostenuta dalla promessa di Dio”. Da questa dichiarazione alla decisione sinodale del 2010 di poter benedire l’unione di coppie dello stesso sesso il salto è stato breve anche se non privo di ostacoli a volte anche solo pretestuosi e legati a cavilli burocratici.
Quale è stato il ruolo dellɜ alleatɜ (cioè delle persone che non si identificano come LGBTQI+ ma ne sostengono le lotte), in particolare tra i membri delle chiese BMV, in questo percorso?
Chiaramente il percorso di accoglienza ed inclusione delle persone lgbt nelle chiese non è stato privo di ostacoli ma, fortunatamente, in questo percorso le persone lgbt non si sono trovate sole ma hanno trovato appoggio di pastori e pastore e di persone senza distinzione di orientamento e/o genere sessuale; importante è stato il contributo della componente giovanile delle nostre chiese, sia in ambito pastorale che non, e, cosa importante, molti pastori e pastore “adult@” che senza se e senza ma hanno lottato per l’inclusione delle persone lgbt nelle chiese a tutti i livelli. Mi piace ricordare l’intervento di Giuseppe (Zizzi) Platone durante l’assemblea sinodo del 2007 in cui, con molta semplicità, ha affermato che di fronte a Dio l’amore è amore, punto; e la difesa di Anna Maffei, allora Presidente dell’UCEBI, riguardo all’indipendenza delle chiese nella scelta di un ministro di culto prescindendo dall’orientamento sessuale, di fronte alle critiche di alcuni battisti europei riguardo alla scelta di una chiesa di un pastore omosessuale. Molte sono state e sono i /le credenti che hanno contribuito a far crescere nelle chiese evangeliche l’inclusività delle persone lgbt+ spronando le comunità a passare da una tolleranza ad un’accoglienza fino ad una inclusione reale nella vita delle chiese a tutti i livelli
Sappiamo che sei battista. Puoi raccontarci come sono cambiate le comunità battiste nel rapporto con i credenti LGBTQI+ in questi anni? Essendo la struttura delle chiese battiste basata su un sistema congregazionalista, pensi che ci sia la possibilità che si arrivi entro breve a una posizione di accoglienza condivisa?
La realtà delle chiese battiste in Italia è estremamente variegata, così come nelle chiese metodiste e valdesi, in quanto le chiese non sono staccate dalla realtà sociale e ne rispecchiano le problematiche e gli aspetti, sia in positivo che in negativo. In generale si è passati da una totale “ignoranza” delle problematiche riguardanti l’omosessualità e le persone omosessuali ad una discussione più o meno aperta . Esistono comunità molto aperte che senza alcun problema accolgono ed includono persone omosessuali ed hanno pastor@ dichiaratamente omosessuali, altre ancora che “vanno coi piedi di piombo” verso la benedizioni di unioni ed infine altre comunità chiuse alle problematiche ed alla discussione; certamente nessuna comunità e nessun credente proclamerà che una persona lgbt+ non è degna dell’amore di Dio ma…. Devo notare che molto spesso le comunità più conservatrici non conoscono persone lgbt+, o meglio non vogliono vederle, per cui per loro il problema è meramente teorico; questi atteggiamenti tendono a cambiare quando entrano in contatto con persone dichiaratamente lgbt+ che vivono serenamente la propria vita sociale e di fede. Questo atteggiamento purtroppo è rilevabile non solo nelle chiese battiste ma in tutte le realtà evangeliche italiane. Da notare che tutte le Assemblee UCEBI e tutti i documenti ufficiali condannano l’omobotransfobia e raccomandano a tutte le chiese di praticare l’inclusione fattiva senza distinzione di genere o orientamento sessuale e di partecipare alla lotta all’omobitransfobia anche organizzando culti nella giornata del 17 maggio, giornata mondiale di lotta all’omobitransfobia. Essendo la struttura delle chiese battiste una struttura congregazionalista gli atti delle Assemblee sono delle raccomandazioni ed al momento non hanno valore coercitivo; certo si potrebbe discutere se questo sia l’autentico congregazionalismo e se questo tipo di congregazionalismo sia la forma migliore di organizzazione, ma questo è un altro capitolo. Quello che mi preoccupa non poco sono invece le rivendicazioni identitarie delle chiese evangeliche, l’arroccarsi nel: “io sono valdese, io sono metodista, io sono battista”, quasi considerando defunta ogni collaborazione BMV. Per quanto riguarda le posizioni condivise di accoglienza di persone lgbt+ non saprei che dire, posso solo augurarmi che le cose cambino ma dipende fortemente dal potere e dalla volontà degli esecutivi di prendere posizioni ferme riguardo a certe tematiche che al momento attuale riguardano solo in parte l’omosessualità, che è una punta di un iceberg, ma che si estendono a visioni restrittive delle Scritture fino ad a arrivare alla contestazione del pastorato femminile e che coinvolgono non solo le chiese battiste ma tutte le realtà protestanti italiane. Sono cose che fanno male all’animo in un mondo che dovrebbe ispirarsi all’amore di Cristo ma è inutile nascondersi sotto una coperta per altro bucata.
Negli ultimi due decenni la composizione delle nostre chiese è molto cambiata; in particolare, abbiamo oggi, tra membri e simpatizzanti, moltissime persone provenienti da altri paesi, culture e tradizioni. Quali sono stati gli arricchimenti e i limiti di questo incontro?
Il fatto di entrare in contatto con realtà differenti ha portato ad una deuropeizzazione delle chiese del vecchio continente ed in particolare delle chiese italiane. Queste contaminazioni socio-culturali hanno permesso senza dubbio un arricchimento, ad esempio sul piano liturgico e partecipativo ai culti (insomma, diciamocelo: spesso i culti protestanti italiani erano e sono un po’ tristanzuoli) ma anche, di contraltare, spesso alcune posizioni etiche e teologiche sono meno “liberali”. Penso che questo fenomeno sia, però, legato al fatto che la società italiana sta facendo passi indietro, o almeno qualcuno ci sta provando, come nel caso della riproposizione di modelli patriarcali e decisamente machisti che si riflettono nelle nostre chiese mettendo addirittura in discussione il ministero femminile o di persone lgbt. Con questo occorre fare i conti; insomma se nella società si propongono modelli discriminatori questo non può che riverberarsi nelle chiese.
Dal 2021 la Commissione Fede e Omosessualità, espressione delle chiese BMV, ha cambiato nome in Commissione Genere e Sessualità. Qual è il processo che ha portato a questo cambio di denominazione?
Il processo è stato naturale nel senso che ci si è res@ conto che, nonostante non siano totalmente risolti i nodi dei rapporti tra chiese, fede e omosessualità, non era più sufficiente affrontare in discorso solo da quel punto di vista. Le realtà cambiano, appaiono nuovi aspetti sia a livello teorico che, soprattutto, pratico; non ha più senso parlare di eterosessualità e omosessualità, maschio e femmina, uomo e donna tout court. Bisogna prendere atto che la sessualità e/o il genere possono essere fluidi. Non si possono tagliare fuori ad esempio le persone transgender, le loro esigenze di spiritualità e partecipazione alla vita ecclesiale. Mentre l’accoglienza, se non l’inclusività, delle persone omosessuali è all’ordine del giorno ed il contrasto all’omofobia (almeno per essere politicamente corrett@) è un dato di fatto, restano aperti gli argomenti riguardanti l’accoglienza delle persone transgender, le interpretazioni restrittive di testi biblici, le problematiche etiche riguardanti il cambiamento di sesso (anche solo sui documenti), le difficoltà di cambiare atteggiamento e linguaggio verso persone transgender e, ammettiamolo, una transfobia latente o spesso nascosta ma pur sempre transfobia, sia a livello di comunità che di organismi delle chiese. Restano ancora da affrontare nelle chiese tutti gli argomenti riguardanti la gravidanza per altri, la genitorialità delle persone single e delle coppie omosessuali, l’adozione di persone singole e/o di coppie omosessuali, insomma il mare degli argomenti è vasto e non si può rinchiudere nei paletti omosessualità e fede.
La REFO vi invita a partecipare numeros* al suo prossimo Convegno, sabato 27 novembre 2010, presso la Chiesa Battista, di via Pinamonte da Vimercate 10 a Milano.
Potete scaricate il depliant, per il programma dettagliato.
Domenica 28 novembre è prevista la partecipazione al culto della Chiesa battista di via Pinamonte (ore 10.30), con liturgia a cura del gruppo Varco-REFO di Milano.
A margine di questi eventi la REFO – Rete Evangelica Fede e Omosessualità, celebrerà la sua Assemblea Annua nella serata del venerdì 26 novembre, sempre presso gli stessi locali.
A Roma, negli ultimi mesi, sono accadute cose talmente sconcertanti e rilevanti in merito al Pride della Capitale del 2010 da indurre molte Associazioni, gruppi e singoli/e ad una riflessione comune, avvenuta nella sede del Circolo Mario Mieli in tre riunioni molto partecipate e ricche di diversità.
Dopo un’ ampia analisi della situazione politica attuale del movimento lgbtiq e dei fatti di Roma, le Associazioni, i gruppi, i/le singoli/e che sottoscrivono questo documento hanno deciso di non aderire a Roma Pride del 2010, per ragioni sia di metodo sia di sostanza politica, che riassumiamo con poche righe non esaustive ma indispensabili.
Il comitato che organizza e promuove il Roma Pride, costituito alla fine da sole quattro associazioni romane, ha effettuato una serie di operazioni, da aprile ad oggi, tali da impedire modalità di costruzione condivisa. Prima sono stati contestati i Pride precedenti e si è richiesta una nuova entità organizzatrice a ridosso dell’evento, invocando maggiore collegialità ma estromettendo dalla costruzione tutte le realtà non della Capitale, per la prima volta dal 1994. Continua a leggere →
Il 17 maggio, in occasione della Giornata Mondiale contro l’Omofobia, si terranno in molte città e in chiese di diverse confessioni le veglie per ricordare le vittime che l’ignoranza e il pregiudizio causano ancora in tutto il mondo tra le persone LGBTQ.
La REFO, Rete Evangelica Fede e Omosessualità, invita uomini e donne di buona volontà a unirsi nel ricordo delle vittime, nella preghiera comune che prenderà spunto dal versetto “Chi ci separerà dunque dall’amore di Cristo?” (Romani 8,35) e nell’azione concreta perché le discriminazioni possano cessare.
In particolare, rivolge un invito alle proprie comunità in sintonia con quanto stabilito durante l’Assemblea Sinodo del 2007, in occasione della quale le chiese battiste, metodiste e valdesi hanno confessato il peccato dell’omofobia ed invitato le comunità locali all’apertura e al rispetto nei confronti delle persone LGBTQ.
Ci auguriamo che quest’anno, come nel passato, le veglie possano essere occasione di un incontro ecumenico tra fratelli e sorelle d’ogni confessione, nel segno dell’unità e della “ convivialità delle differenze”.
La REFO – Rete Evangelica Fede e Omosessualità aderisce ufficialmente alla manifestazione contro la pedofilia indetta per sabato 24 aprile 2010 da alcune associazioni del movimento LGBT italiano. Per noi, come omo-etero-transessuali credenti, la violenza contro un(‘) indifeso/a non è solo un peccato molto grave, ma anche un reato gravissimo. Per questo saremo present* in piazza a Roma sabato prossimo per chiedere giustizia per le vittime e per protestare l’inappropriato accostamento tra omosessualità e pedofilia fatto nei giorni scorsi dal segretario di stato vaticano Tarcisio Bertone. Bisogna ricordare che la pedofilia riguarda tutti gli orientamenti sessuali e che spesso si tramanda di vittima in vittima. A nostro avviso, bisogna pregare per le gerarchie cattoliche-romane affinche ritornino a seguire Cristo, Figlio del Dio d’Amore, e non più il diritto canonico, figlio del potere.
Di seguito viene riportato il comunicato delle associazioni organizzatrici.
In questi giorni in cui si sta tentando di nascondere la verità sugli abusi perpetrati ai danni di minori innocenti tirando in ballo assurdi parallelismi tra omosessualità e pedofilia, Arcigay, ArciLesbica, AGEDO, Famiglie Arcobaleno, Circolo Mario Mieli, MIT, Certi Diritti, Dì Gay Project lanciano un appello ai cittadini e alle associazioni per una manifestazione contro la pedofilia e in sostegno delle vittime per sabato 24 aprile a Roma in Piazza SS Apostoli alle ore 16.30. Continua a leggere →
La legge “Concia” contro l’omofobia è stata affossata per una pregiudiziale di costituzionalità. L’«orientamento sessuale» includerebbe secondo chi l’ha avanzata e votata anche «zoofilia, pedofilia, necrofilia, masochismo e sadismo».
Che per alcuni o molti la sessualità nelle declinazioni altre da quella maggioritaria sia ancora da equiparare alla stregua di una perversione è grave, lesivo, e discriminatorio, tanto più nel XXI secolo.
Se poi ciò avviene in un Parlamento che dovrebbe farsi garanzia, nel suo lavoro legislativo, proprio di quella Costituzione che invece qui vediamo calpestata ed offesa la cosa ci indigna ancor di più.
Occorre ricordare che il diritto costituzionale è quel complesso di regole finalizzate all’organizzazione di una società, norme che garantiscono le libertà e i diritti fondamentali dei cittadini.
Le libertà e i diritti non posso essere che di tutti. Altrimenti sono privilegi.
Stabilire un diritto o estenderne l’applicazione all’intera società rende quest’ultima libera.
In una nazione che si professa moderna, europea, cristiana negare il diritto all’incolumità di una parte della cittadinanza rende privilegiati chi invece ne gode.
Questo sì è incivile ed incostituzionale.
La REFO – Rete Evangelica Fede e Omosessualità esprime tutta la sua amarezza per l’esito dell’iter parlamentare della legge contro l’omofobia ed auspica che con urgenza si trovi rimedio a quella che in Italia come all’estero viene considerata a ragione una pagina nera della democrazia di questa nazione.
La Segreteria nazionale della REFO – Rete Evangelica Fede e Omosessualità