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“Alfredo Ormando Altre poesie e prose d’impegno civile”

Autore: Piero Montana

Il 27 novembre c.m. sarà disponibile nella libreria Interno ’95 di Bagheria e nelle librerie Antigone di Roma e Milano il nuovo libro di Piero Montana “Alfredo Ormando Altre poesie e prose d’impegno civile”

Alfredo Ormando, scrittore gay nisseno, il 13 gennaio del ’98 si diede fuoco in piazza San Pietro a Roma per protestare contro la Chiesa Cattolica e la sua tradizionale morale repressiva nei confronti dei gay. Morirà in ospedale dopo 9 giorni di agonia, ma il suo gesto secondo la Santa Sede è quello di un alienato, di un uomo con forti problemi psichici. Solo dopo un anno dal suo suicidio l’autore di questo libro scopre tra le carte di Ormando la sua lettera autografa datata Natale ’97 e riservata ai posteri. In tale lettera Ormando scrive: << … penseranno che sia un pazzo perché ho deciso Piazza S. Pietro per darmi fuoco, mentre potevo farlo anche a Palermo. Spero che capiranno il messaggio che voglio dare: è una forma di protesta contro la Chiesa che demonizza l’omosessualità, demonizzando al contempo la natura, perché la omosessualità è sua figlia.>>. Massimo Consoli, fondatore del movimento gay italiano, nel suo libro “Ecce Homo L’omosessualità nella Bibbia”, impropriamente, in una dedica, definisce Ormando martire pagano, ma lo scrittore nisseno di fede cattolica era stato in gioventù anche in convento, uscendone tuttavia presto, disgustato dall’ipocrita moralismo di sacerdoti e frati. Lo racconta egli stesso nel suo solo, tra i suoi tanti inediti, romanzo pubblicato in vita, Il Fratacchione e ripubblicato dopo la sua morte con una prefazione dello stesso Montana, unico fino ad oggi studioso di tutta l’opera di Ormando.

Le poesie e le prose, gli articoli sullo scrittore gay nisseno, già pubblicati nel mensile Babilonia e on line da Arcigay nazionale ma anche da diversi siti religiosi, ad eccezione della prefazione (1998) al Fratacchione, che in questo libro sono raccolti, sono stati scritti nel periodo (1999-2015) in cui l’autore é stato consulente, sotto diverse sindacature, del sindaco per la realtà omosessuale della città di Bagheria.

Esse testimoniano tutte dell’impegno culturale e politico, nella lotta all’intolleranza e al pregiudizio antigay, impegno volto alla salvaguardia della dignità delle persone glbtq, che l’autore, uno dei fondatori nel lontano 1976 del Fuori! Di Palermo (Movimento di liberazione omosessuale) in tutta la sua vita non ha mai dismesso. Il libro ha una prefazione dell’Arcivescovo Giovanni Climaco Mapelli, dal 2006 Vescovo di una Chiesa di origine orientale ortodossa, che porta il nome di Chiesa Cristiana Cattolica Apostolica, che accoglie anche divorziati e risposati (secondo l’antica tradizione) e le coppie omosessuali, alle quali viene conferita la benedizione delle nozze. In appendice al libro viene pubblicata con materiale di documentazione un’intervista all’autore di Luca Locati Luciani per CulturaGay.it

Piero Montana (Bagheria-1950), poeta, gallerista e scrittore, attivista gay, consegue un dottorato in Filosofia nel 1975. Nel ’76 fonda con altri il Fuori! di Palermo, e nello stesso anno riceve da Massimo Consoli il premio Triangolo Rosa Pier Paolo Pasolini per una sua raccolta clandestina di poesie autobiografiche, “Breve Rosario di Sodoma”, che sarà pubblicata con altri suoi libri di poesia “W.C.”, “L’Angelo perverso”, “Estasi, “Sodoma Divinizzata” e “I Canti della lue” solo nel 2015. Nominato nel 1999 consulente del sindaco per la realtà omosessuale della città di Bagheria, si interessa anzitutto del caso Ormando. A questo suo interessamento infatti si deve se le opere dello scrittore gay nisseno si trovano oggi tutte custodite nella Biblioteca Comunale “Francesco Scaduto” di Bagheria, dove più agevolmente le ha potuto consultare per scrivere gli unici articoli che si sono occupati con la dovuta attenzione e serietà della vita e dell’opera di Ormando.

Guarire cosa?!

Terapie riparative: quando la “cura” diviene violenza contro le persone LGBTQIA+

Scarica la locandina

Le associazioni R.E.F.O.+ e Per I Diritti Umani vi invitano ad un importante evento sulle pseudo-terapie riparative. Si terrà Domenica 21 Settembre alle ore 16 in Casa dei Diritti, in via Edmondo de Amicis 10, a Milano. Sarà possibile seguire una diretta online sulla pagina Facebook della REFO+.

Queste cosiddette terapie vorrebbero guarire le persone omosessuali da una cosa che malattia non è. Vorrebbero cioè convincere che l’omosessualità è una malattia da cui si può guarire per ritornare ad una presunta originaria sana eterosessualità.
Basate su una ormai superata teoria psicologica che vedeva l’omosessualità come malattia, e diffuse ormai principalmente in ambienti religiosi conservatori, le terapie riparative sono una violenza psicologica (e a volte anche fisica) sulla pelle di chi le subisce. Per affrontare l’argomento nel modo più appropriato, oltre a sentire la voce di una vittima di queste terapie, ci avvaleremo di due persone esperte e molto qualificate nel proprio rispettivo ambito, quello psicologico e quello religioso. Il loro lavoro aiuta le persone LGBTIAQ ad affermare la propria identità e i propri diritti.

I relatori sono:

  • Federico Ferrari, psicoterapeuta competente nel dare supporto psicologico a persone LGBTIAQ e co-autore del libro “Curare i gay? Oltre l’ideologia ripartiva dell’omosessualità”;
  • Daniela Di Carlo, pastora della chiesa valdese di Milano valdese e teologa esperta in teologia queer, attualmente co-presidente della Commissione Fede Genere e Sessualità delle chiese Battiste, Metodiste e Valdesi;
  • il giovane attivista LGBTIAQ Rosario Lo Negro, ex seminarista ora studente di filosofia, in prima linea nella denuncia delle terapie riparative.

Moderano Emanuele Crociani, co-presidente della Rete Evangelica Fede Orientamenti e generi e Filippo Cinquemani, attivista dell’associazione Per i Diritti Umani.

Omosessualità in divisa

FORZE DELL’ORDINE, FORZE ARMATE E COMUNITA’ LGBTQ

Autore: Carlo Scovino

Tema e rapporto storicamente assai complicato quello tra forze dell’ordine e comunità LGBTQ. Pochi riescono davvero ad immaginare una società inclusiva in cui anche le forze dell’ordine siano annoverate come alleate della comunità LGBTQ. Perché significherebbe sanare ferite, rompere muri e pregiudizi, rinunciare a vittimismo ed antagonismo. L’antagonismo tra le forze dell’ordine e la comunità LGBTQ risale infatti a molto tempo fa, quando l’omosessualità era illegale e le persone queer multate e arrestate dai poliziotti. L’episodio di Stonewall è il prototipo di come erano tesi i rapporti, che sfociavano spesso nella violenza.

Eppure oggi molte cose sono cambiate. Carlo Scovino è un educatore appassionato di scrittura, e tra i suoi molti libri a tema LGBTQ, ha scelto di pubblicarne due che affrontano questa tematica, partendo però dalle persone perché, riprendendo un detto che si usa in psichiatria, “le persone prima di ogni diagnosi sono sempre persone”. In particolare ha raccolto molte testimonianze di persone LGBTQ in divisa, alcune delle quali hanno formato l’associazione POLIS APERTA, che è a tutti gli effetti una associazione LGBTQ. Il primo libro si intitola “Questo odio non ti somiglia”, di cui “Omosessualità in divisa” è di fatto la sua continuazione. Da queste testimonianze si possono cogliere alcuni elementi. Scovino, e con lui le forze dell’ordine intervistate, non ignorano assolutamente il problema di uso sproporzionato della violenza da parte delle forze dell’ordine (il massacro durante il G8 a Genova è l’episodio più grave ma anche i manganelli sugli studenti a Pisa e le torture nelle carceri sono episodi gravissimi), ma ci tengono a specificare che il mondo delle forze dell’ordine non è omogeneo ed è piuttosto lo specchio della società: “non tutti i poliziotti sono picchiatori fascisti, né tutti di destra”. Ci sono anche poliziotti di sinistra. Soprattutto a partire dagli anni ’90, con l’ingresso sempre più massiccio delle donne nelle forze armate, la cultura delle forze dell’ordine è cambiata molto, affievolendo molto il modello machista-patriarcale.

Bisogna tenere conto che ovviamente nelle forze dell’ordine esistono le persone LGBTQ, e che alcuni tra loro hanno fatto anche coming out pubblicamente, seppure con titubanza e difficoltà legate alla disciplina giuridica della categoria e al cosiddetto doppio stigma. Doppio stigma sia dentro la comunità queer sia dentro le forze dell’ordine. Nelle forze dell’ordine così come nelle forze armate la disciplina giuridica è differente rispetto agli altri lavoratori assunti nella Pubblica Amministrazione: rappresentando lo Stato in compiti assai delicati devono attenersi il più possibile alla terzietà, perciò non sono liberi di esprimere opinioni politiche o personali pubblicamente. In questo clima va rispettato chi con coraggio e intelligenza riesce ad esporsi facendo coming out (ricordando anche che non è necessario che tutti lo facciano). Le persone LGBTQ riunite in POLIS APERTA perciò hanno “margini ristretti di manovra” e si occupano soprattutto di formazione sulla antidiscriminazione, aiutando le forze dell’ordine e la società ad essere inclusive. Un tema importante affrontato è quello di facilitare la denuncia di reati a fondo omobitransfobico, che spesso non viene fatta perché le persone LGBTQ non vengono capite dal personale delle forze dell’ordine.

Ma purtroppo a volte il mondo LGBTQ è nemico delle forze dell’ordine in modo ideologico e in Italia POLIS APERTA, che è una associazione LGBTQ, viene a volte censurata, marginalizzata ed esclusa, da manifestazioni e convegni queer, anche dai Pride. Alcune frange di attivisti queer di sinistra estrema preferiscono chiudersi al dialogo con il paradosso di discriminare altre persone LGBTQ. L’autore sostiene che certi cambiamenti culturali, dentro le forze dell’ordine e dentro la comunità LGBTQ, richiedano anni. Che chi subisce discriminazione non sempre maturi una cultura antidiscriminazione, e che purtroppo alcuni stereotipi sono duri a morire. Fatto sta che in questo momento le persone LGBTQ dentro le forze dell’ordine sono doppiamente discriminate: non corrispondono al modello del “maschio forte ” prevalente nella categoria, ma neppure sono accettati a pieno titolo nella comunità queer. Eppure stanno costruendo il ponte necessario per rendere la società migliore per tutti, rompendo i pregiudizi più ostinati, abbattendo i muri più alti, portando maggior sensibilità tra le forze dello Stato che devono difendere i più deboli, non rinunciando all’utopia di uno Stato e una società inclusive.

Recensione di: Emanuele Crociani

SAE-Segretariato Attività Ecumeniche Sessione estiva di Formazione ecumenica : “Chiese inclusive per donne nuove e uomini nuovi”. Il versetto guida: “Edificati insieme per diventare abitazione di Dio” (Ef. 2, 22).

Roma (NEV), 23 giugno 2023 – C’è tempo fino al 30 giugno per iscriversi alla prossima Sessione estiva di Formazione ecumenica del Segretariato per le attività ecumeniche (SAE). Giunta alla sua 59^ edizione, essa si terrà presso la Domus Pacis ad Assisi, a partire dalla cena di domenica 23 luglio e fino al pranzo di sabato 29 luglio.

Il titolo scelto per questo appuntamento è “Chiese inclusive per donne nuove e uomini nuovi”. Il versetto che accompagna la Sessione è: “Edificati insieme per diventare abitazione di Dio” (Ef. 2, 22).

Come in passato, il SAE coinvolge cristiane e cristiani di confessione avventista, anglicana, battista, cattolica, metodista, ortodossa, riformata e valdese, ma non solo. In programma, infatti, ci sono anche momenti di dialogo interreligioso, con esponenti dell’ebraismo e dell’islam. Sono previsti inoltre laboratori e attività per bambini e ragazzi.

Fra i temi: la questione biblico-teologica con particolare riferimento alle teologhe donne, soprattutto protestanti e cattoliche; la questione della ministerialità; le problematiche legate al genere, che comprendono anche le discriminazioni, il modello di maschilità, l’idea di famiglia e famiglie.

Leggi il programma integrale.

Molte le presenze protestanti, come ad esempio quella del pastore Luca Baratto, Segretario esecutivo della Federazione delle chiese evangeliche in Italia (FCEI), che in questa Sessione è coinvolto nel Gruppo animazione preghiera e liturgia insieme ad Alessandro MartinelliMargherita Bertinat ed Elda Possamai.

Il SAE è una associazione laica e interconfessionale che si pone in continuità con l’attività di dialogo e di formazione ecumenica promossa da Maria Vingiani a Venezia a partire dal 1947. Sviluppatasi poi a Roma – in forma privata dal 1959 (all’annuncio del Concilio Ecumenico Vaticano II) e in forma pubblica dal 1964 – l’attività è proseguita negli anni e, dal 1964, ha visto l’organizzazione di numerose Sessioni di formazione ecumenica, di cui vengono pubblicati gli Atti. Ogni sessione, scrive il SAE, “è imperniata su un tema specifico, è articolata in meditazioni bibliche, relazioni generali, gruppi di studio e celebrazioni liturgiche”.

Il SAE è stato, inoltre, tra i promotori della giornata per l’ebraismo (1989) e del documento per i matrimoni interconfessionali tra cattolici e valdesi-metodisti (1998). Dal settembre 2021 è presieduto dalla predicatrice locale Erica Sfredda, prima presidente evangelica dell’associazione, entrata ufficialmente in carica a gennaio 2022.

Per approfondire, ascolta l’intervista a Erica Sfredda su Radio Beckwith (RBE): https://rbe.it/2023/06/23/chiese-inclusive-per-donne-nuove-e-uomini-nuovi-formazione-sae/.

Iscrizioni e informazioni sul sito www.saenotizie.it.

una breve meditazione sulla pace di don Tonino Bello

A dire il vero non siamo molto abituati a
legare il termine pace a concetti dinamici.
Raramente sentiamo dire:
“Quell’uomo si affatica in pace”,
“lotta in pace”,
“strappa la vita coi denti in pace”…

Più consuete, nel nostro linguaggio,
sono invece le espressioni:
“Sta seduto in pace”,
“sta leggendo in pace”,
“medita in pace” e,
ovviamente, “riposa in pace”.

La pace, insomma, ci richiama più la vestaglia
da camera che lo zaino del viandante.
Più il comfort del salotto che i pericoli della strada.
Più il caminetto che l’officina brulicante di problemi.
Più il silenzio del deserto che il traffico della metropoli.
Più la penombra raccolta di una chiesa che una riunione di sindacato.
Più il mistero della notte che i rumori del meriggio.

Occorre forse una rivoluzione di mentalità per capire
che la pace non è un dato, ma una conquista.
Non un bene di consumo, ma il prodotto di un impegno.
Non un nastro di partenza, ma uno striscione di arrivo.

La pace richiede lotta, sofferenza, tenacia.
Esige alti costi di incomprensione e di sacrificio.
Rifiuta la tentazione del godimento.
Non tollera atteggiamenti sedentari.
Non annulla la conflittualità.
Non ha molto da spartire con la banale “vita pacifica”.

Sì, la pace prima che traguardo, è cammino.
E, per giunta, cammino in salita.
Vuol dire allora che ha le sue tabelle di marcia e i suoi ritmi,
i suoi percorsi preferenziali ed i suoi tempi tecnici,
i suoi rallentamenti e le sue accelerazioni. Forse anche le sue soste.

Se è così, occorrono attese pazienti.
E sarà beato, perché operatore di pace,
non chi pretende di trovarsi all’arrivo senza essere mai partito, ma chi
parte.

Col miraggio di una sosta sempre gioiosamente intravista,
anche se mai – su questa terra s’intende – pienamente raggiunta.

Tonino Bello

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Giornata internazionale contro l’omofobia, la bifobia e la transfobia

17 maggio 2023

Mattarella: “L’omofobia è una piaga sociale, la risposta di condanna sia unanime”

Dichiarazione del Presidente Mattarella in occasione della Giornata internazionale contro l’omofobia, la transfobia e la bifobia

Il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, in occasione della Giornata internazionale contro l’omofobia, la transfobia e la bifobia, ha rilasciato la seguente dichiarazione:

«Omofobia, bifobia e transfobia costituiscono un’insopportabile piaga sociale ancora presente e causa di inaccettabili discriminazioni e violenze, in alcune aree del mondo persino legittimate da norme che calpestano i diritti della persona.

Dal 2007, quando venne istituita dal Parlamento Europeo la Giornata internazionale contro l’omofobia e la transfobia, la sensibilità della coscienza collettiva verso questi temi si è accentuata. L’azione di contrasto ai numerosi episodi di violenza che la cronaca continua a registrare non può cessare.

Contro le manifestazioni di intolleranza, dettate dal misconoscimento del valore di ogni persona, deve venire una risposta di condanna unanime.

È compito delle istituzioni elaborare efficaci strategie di prevenzione che educhino al rispetto della diversità e dell’altro, all’inclusione.

Gli abusi, le violenze, l’intolleranza, calpestano la Carta dei Diritti fondamentali dell’Unione europea e la nostra Costituzione che proprio nell’articolo 3 riconosce pari dignità sociale, senza distinzione di sesso, di tutti i cittadini, garantendo il pieno sviluppo della persona umana».

 Roma, 17/05/2023 

17 maggio 2013

Photo by Sanketh Rao on Pexels.com

                 Liturgia per la giornata contro l’omobilesbotransfobia

17 maggio 2023

“Chi accoglie voi accoglie me, e chi accoglie me accoglie colui che mi ha mandato”

Matteo 10, 40

A cura della Commissione Fede Genere Sessualità delle chiese battiste, metodiste e valdesi e della REFO

INNO/MUSICA

Saluto

Apertura

L: In bilico, sul confine tra il già e il non ancora, veniamo a cercarti, Nostro Dio.

Assemblea: Ci sussurri promesse fatte di amore e accoglienza e ci riempi di slancio per il nostro presente; cammini al nostro fianco e ci guidi colmo di gioia davanti a noi.

L: Noi siamo testimoni del Dio che ci dona la pace

Assemblea: E che regala giustizia amandoci

L: Noi siamo testimoni del Dio che ci ha liberate e liberati dall’oppressione e dalla violenza

Assemblea: E che ci ha create e creati a sua immagine e somiglianza

L: Noi siamo testimoni del Dio che ci ha restituito dignità

Assemblea: Possa il nome di Cristo durare per sempre, facendo splendere la sua luce ovunque su questa terra. Amen

Salmo 139 (lettura a due voci)
1 Signore, tu mi scruti e mi conosci,
2 tu sai quando seggo e quando mi alzo.
Penetri da lontano i miei pensieri,
3 mi scruti quando cammino e quando riposo.
Ti sono note tutte le mie vie;
4 la mia parola non è ancora sulla lingua
e tu, Signore, già la conosci tutta.
5 Alle spalle e di fronte mi circondi
e poni su di me la tua mano.
6 Stupenda per me la tua saggezza,
troppo alta, e io non la comprendo.
7 Dove andare lontano dal tuo spirito,
dove fuggire dalla tua presenza?
8 Se salgo in cielo, là tu sei,
se scendo negli inferi, eccoti.
9 Se prendo le ali dell’aurora
per abitare all’estremità del mare,
10 anche là mi guida la tua mano
e mi afferra la tua destra.
11 Se dico: «Almeno l’oscurità mi copra
e intorno a me sia la notte»;
12 nemmeno le tenebre per te sono oscure,
e la notte è chiara come il giorno;
per te le tenebre sono come luce.
13 Sei tu che hai creato le mie viscere
e mi hai tessuto nel seno di mia madre.
14 Ti lodo, perché mi hai fatto come un prodigio;
sono stupende le tue opere,
tu mi conosci fino in fondo.

Amen

Raccogliamoci in preghiera

Nostro Dio che sei padre e madre

Dio di tutti i secoli e di tutti i popoli,

Dio di tutti i tempi e oltre il tempo.

Avvolgici nel tuo amore come una madre abbraccia una figlia e un figlio.

Cantaci dolcemente come un padre che mormora una ninna nanna.

Tu conosci le gioie e i dolori dei nostri cuori,

I nostri sforzi per il cambiamento e la nostra resistenza ad esso.

Aiutaci a far diventare le tue vie, le nostre vie,

La tua pace, la nostra pace.

La tua giustizia, la nostra giustizia.

Spirito di vita, oggi ti chiediamo di saper godere di ciò che siamo

Aiutaci a perdonare gli altri e noi stesse e noi stessi.

Perché la tua grazia è sufficiente per tutte e tutti noi.

Dalla tua creatività è nato l’universo,

E nel tuo amore, siamo sostenuti. Amen.

INNO/CANTO

Confessione di peccato

Vi esorto a comportarvi in modo degno della vocazione che vi è stata rivolta, con ogni umiltà e mansuetudine, con pazienza, sopportandovi gli uni gli altri con amore, sforzandovi di conservare l’unità dello Spirito con il vincolo della pace (Efesini 4, 1-3).

Momenti di silenzio per la preghiera individuale accompagnati da musica

Preghiamo

Dio nostro, ci hai dato la tua Parola
per guidarci nel cammino della verità; perdonaci,
perché seguiamo le nostre vie.

Dio nostro, ci hai dato la tua Parola
per nutrire le nostre anime affamate; perdonaci,
perché cerchiamo altrove il nostro cibo.

Dio nostro, ci hai dato la tua Parola
per renderci forti; perdonaci,

perché contiamo soltanto sulle nostre forze.

Dio nostro, ci hai dato la tua Parola
per consolarci nelle nostre afflizioni; perdonaci,
perché non sappiamo abbandonarci tra le tue braccia.

Dio nostro, ci hai dato la tua Parola
per la nostra salvezza e la nostra felicità eterna; perdonaci,
perché le diamo così poca importanza. Rimanici accanto in Cristo. Amen

INNO/CANTO

Annuncio del perdono

Vi darò un cuore nuovo e metterò dentro di voi uno spirito nuovo; toglierò dal vostro corpo il cuore di pietra, e vi darò un cuore di carne. Metterò dentro di voi il mio Spirito e farò in modo che camminerete secondo le mie leggi, e osserverete e metterete in pratica le mie leggi (Ezechiele 36, 26-27)

Riceviamo il perdono in Cristo!

Con Cristo, siamo chiamate e chiamati a costruire nuovi ponti fatti di amore

Tra di noi e tra noi e Dio.

Insieme a lui possiamo creare un nuovo cielo e una nuova terra.

Amen

INNO/CANTO

Confessione di fede

Dio, Padre e Madre di tutte e tutti noi,
così come sei venuto a cercarmi nell’abisso della mia solitudine,
dammi la forza di superare il mio egoismo per andare incontro alle persone che incontro, riconoscendole come creature simili a me.

Gesù, mio fratello ed amico,
così come tu sei venuto a curare le ferite del mio corpo e del mio spirito,
dammi la forza di incontrare l’altra e l’altro da me, nella sua umanità sofferente
e bisognosa di aiuto,
per concederci di sostenerci a vicenda lungo il cammino della vita.

Spirito di Dio, forza di vita vincente,
così come tu sei venuto a rinnovare la mia vita, dammi l’umiltà per riconoscere nella mia sorella e nel mio fratello l’altro e l’altra con cui mi chiami a vivere
la comunità di Dio come regno dei cieli. Amen

LETTURE BIBLICHE

Predicazione: “Chi accoglie voi accoglie me, e chi accoglie me accoglie colui che mi ha mandato”

Matteo 10, 40

INNO/MUSICA

Preghiera di intercessione

Dio di saggezza e cura,

ti preghiamo per tutte e tutti coloro che chiami

a condividere con te il lavoro di trasformazione del mondo

perché ragazze e ragazzi, donne e uomini, persone non binarie

possano vivere, lavorare e imparare insieme

con rispetto e dignità.

Per le operatrici e gli operatori sanitari e assistenti sociali,

che accompagnano le trasformazioni dei corpi

Dio, nella tua misericordia, ascolta la nostra preghiera

Per coloro che creano le leggi, per coloro che hanno responsabilità politiche

ti preghiamo affinché possano creare strutture che proteggano

e promuovano il benessere di ogni essere umano

Dio, nella tua misericordia, ascolta la nostra preghiera.

Per coloro che si occupano della cura delle comunità di fede,

che danno forma alle convinzioni sul valore delle donne, degli uomini e del popolo queer

Dio, nella tua misericordia, ascolta la nostra preghiera.

Per coloro che si occupano e difendono la ricchezza delle diversità

Dio, nella tua misericordia, ascolta la nostra preghiera.

Per chi lavora nelle case rifugio e nelle carceri

Toccando con mano i danni causati dalla violenza

Dio, nella tua misericordia, ascolta la nostra preghiera.

Per coloro che promuovono programmi di giustizia riparativa,

che danno speranza dove la violenza ha distrutto molte vite,

Dio, nella tua misericordia, ascolta la nostra preghiera.

Per coloro che creano gruppi di sostegno,

spazi sicuri dove poter nominare e affrontare i profondi problemi,

Dio, nella tua misericordia, ascolta la nostra preghiera.

Per gli attivisti e le attiviste che si impegnano contro le discriminazioni di genere,

Dio, nella tua misericordia, ascolta la nostra preghiera.

Ascolta le nostre preghiere, o Dio,

poiché non ti fermerai dalla tua opera di guarigione

finché non avrai asciugato le lacrime da ogni volto,

per mezzo di Gesù Cristo. Amen.

Permettici di dirti ogni giorno della nostra vita:

Padre nostro

Padre nostro che sei nei cieli

Sia santificato il tuo nome

Venga il tuo regno

Sia fatta la tua volontà

Come in cielo anche in terra

Dacci oggi il nostro pane quotidiano

E rimetti a noi i nostri debiti

Come anche noi li rimettiamo ai nostri debitori

E non esporci alla tentazione

Ma liberaci dal male

Tuo è il regno, la potenza e la gloria nei secoli dei secoli. Amen

Inno/Canto

Accogliamo la benedizione di Dio:

Che i nostri piedi lascino nella polvere orme di speranza. Che nell’oscurità udiamo battere il cuore di chi ci è accanto. Che le nostre mani si protendano come porte che si aprono. Che le nostre bocche trasmettano quanto ci è stato dato di ricevere. Che le nostre orecchie colgano le storie di vita che incontriamo. E che la grazia del Dio ci accompagni ora e sempre.

le chiese protestanti e le persone LGBTQ+

La REFO due chiachhiere con Giorgio Rainelli

Giovedi Queer
 
Nascita della REFO: cosa c’era prima? Chi ha dato vita al movimento che ha portato alla sua nascita?
 
La REFO-Rete Evangelica Fede e Omosessualità nasce nel 1998 in seguito ad un incontro del tutto casuale a Torre Pellice durante i lavori dell’assemblea della Federazione delle Chiese Evangeliche in Italia del novembre 1997. La REFO ha ereditato il percorso di Capernaum, un gruppo nato nell’ambito delle chiese valdesi delle valli qualche anno prima che aveva iniziato a proporre i temi della sessualità, della omossualità e dei rapporti tra fede, chiese ed omosessualità all’interno delle chiese delle valli valdesi. Capernaum era stato  creato  da un gruppo di giovani valdesi ed ha svolto la sua attività tra  le valli e Torino.
L’idea era scattata per caso l’anno precedente durante un viaggio che avevamo fatto io e Luca Negro a Berlino per andare a trovare un nostro amico, Johannes. Era il 1° dicembre; giornata mondiale di lotta all’AIDS ed anche un giorno di festa per l’incontro delle Drag Queen tedesche che si teneva in città. Quel giorno nel duomo (evangelico) di Berlino c’era un culto dedicato alle vittime dell’AIDS e siamo andati pensando che ci fosse poca gente ed invece…  il duomo era strapieno: gay, lesbiche, trangender, madri e padri che accompagnavano i figli e le figlie LGBT al culto tenendosi sotto braccio e sorridenti. E il culto presieduto da  due pastore e due pastori in toga e stola rainbow. Io ero lì con gli occhi sgranati e quasi piangevo per  l’emozione: era la prima volta che mi trovavo immerso in una folla di evangelici. non minoranza finalmente, e nel duomo di Berlino e durante un culto esplicitamente dedicato a persone lgbt e presieduto da pastore e pastori lgbt; non capivo una parola tranne che la predicazione era incentrata sull’esperienza del deserto ( wüste) come metafora della vita, della riflessione intima e della solidarietà. Poi la Cena del Signore, tutte e tutti che in fila si avvicinavano al tavolo, appunto padri e madri con figli e figlie sottobraccio, coppie di persone omosessuali che si tenevano per mano e a un certo punto dal fondo del tempio, in mezzo alle altre persone, cinque Drags vestite da suore, avete presente le suore degli ospedali col cappello a falde larghe? Sì, proprio loro, ma in minigonna, che tranquille vanno verso il tavolo della Santa Cena e prendono pane e vino dalle mani della pastora e senza batter ciglio tornano al loro posto. Ecco immaginate la scena e il mio sogno ad occhi aperti: se è possibile a Berlino perché non in Italia? Perché non nelle nostre chiese?”
Ripensando a questa esperienza e parlandone con qualche amico e amica a Torre Pellice ci incontriamo Luca Negro, Henry Olsen, Antonio Feltrin, forse Luciano Kovacs e qualche altro nella sala vicino al tempio di Torre; Henry già aveva in mente qualcosa, e nasce la REFO. Un momento per noi semplice come bere un bicchier d’acqua; neanche  immaginavamo cosa sarebbe successo dopo.
Chi ha realmente spinto, organizzato le cose e le persone per la nascita della REFO è stato Henry Olsen. Penso che senza di lui non sarebbe nata la REFO, non sarebbe cresciuta, le sue idee, il suo contributo, il suo impegno sono stati unici e fondamentali per la sua costruzione, il suo percorso  la sua crescita, dobbiamo tutti e tutte noi persone impegnate nelle REFO dirgli grazie.
 
Qual è stato il percorso che ha portato all’approvazione d
ell’odg del Sinodo 2010?
 
L’OdG del Sinodo delle chiese Metodiste e Valdesi del 2010 sulla benedizione delle coppie omosessuali non è stato un fulmine a ciel sereno o un fortuito caso in quanto già da lungo tempo nell’ambito delle chiese evangeliche italiane si era affrontato il tema della sessualità ed in particolare  dell’omosessualità nelle chiese e dei rapporti tra  omosessualità e fede, di come le chiese potessero o volessero e dovessero accogliere le persone omosessuali, senza se e senza ma. Nell’Assemblea-Sinodo 2000 fu istituito un gruppo BMV (battisti, metodisti, valdesi) di lavoro sull’omosessualità  (GLOM) che produsse, forse per la prima volta, una serie di studi e schede esegetiche sui rapporti tra omosessualità e Scritture, analizzando i testi dell’Antico e del Nuovo Testamento.
Vanno ricordati ancora gli atti dell’Assemblea-Sinodo del 2007 in cui si dice a proposito dell’amore di coppia di due persone omosessuali: “che l’essere umano sia fondamentalmente un essere in relazione con Dio e con il suo prossimo e che la relazione umana d’amore, vissuta in piena reciprocità e libertà, sia sostenuta dalla promessa di Dio”. Da questa dichiarazione alla decisione sinodale del 2010 di poter benedire l’unione di coppie dello stesso sesso il salto è stato breve anche se non privo di ostacoli a volte anche solo pretestuosi e legati a cavilli burocratici.
 
Quale è stato il ruolo dellɜ alleatɜ (cioè delle persone che non si identificano come LGBTQI+ ma ne sostengono le lotte), in particolare tra i membri delle chiese BMV, in questo percorso?
 
Chiaramente  il percorso di accoglienza ed inclusione delle persone lgbt nelle chiese non è stato privo di ostacoli ma, fortunatamente, in questo percorso le persone lgbt non si sono trovate sole ma hanno trovato appoggio di pastori e pastore  e di persone senza distinzione di orientamento e/o genere sessuale; importante è stato il contributo della componente giovanile delle nostre chiese, sia in ambito pastorale che non,  e, cosa importante, molti pastori e pastore  “adult@” che senza se e senza ma hanno lottato per l’inclusione delle persone lgbt nelle chiese a tutti i livelli. Mi piace ricordare l’intervento di Giuseppe (Zizzi) Platone durante l’assemblea sinodo del  2007 in cui, con molta semplicità, ha affermato che di fronte a Dio l’amore è amore, punto; e la difesa di Anna Maffei, allora Presidente dell’UCEBI, riguardo all’indipendenza delle chiese nella scelta di un ministro di culto prescindendo dall’orientamento sessuale, di fronte alle critiche di alcuni battisti europei riguardo alla scelta di una chiesa di un pastore omosessuale. Molte sono state e sono i /le credenti che hanno contribuito a far crescere nelle chiese evangeliche l’inclusività delle persone lgbt+ spronando le comunità a passare da una tolleranza ad un’accoglienza fino ad una inclusione reale nella vita delle chiese a tutti i livelli
 
 
 
Sappiamo che sei battista. Puoi raccontarci come sono cambiate le comunità battiste nel rapporto con i credenti LGBTQI+ in questi anni? Essendo la struttura delle chiese battiste basata su un sistema congregazionalista, pensi che ci sia la possibilità che si arrivi entro breve a una posizione di accoglienza condivisa?
 
La realtà delle chiese battiste in Italia è estremamente variegata, così come nelle chiese metodiste e valdesi, in quanto le chiese non sono staccate dalla realtà sociale e ne rispecchiano le problematiche e gli aspetti, sia in positivo che in negativo. In generale si è passati da una totale “ignoranza” delle problematiche riguardanti l’omosessualità e le persone omosessuali ad una discussione più o meno aperta . Esistono comunità molto aperte che senza alcun problema accolgono ed includono persone omosessuali ed hanno pastor@ dichiaratamente  omosessuali, altre ancora che “vanno coi piedi di piombo” verso la benedizioni di unioni ed infine altre comunità chiuse alle problematiche ed alla discussione; certamente nessuna comunità e nessun credente proclamerà che una persona lgbt+ non è degna dell’amore di Dio ma….
Devo notare che molto spesso le comunità più conservatrici non conoscono persone lgbt+, o meglio non vogliono vederle, per cui per loro il problema è meramente teorico; questi atteggiamenti tendono a cambiare quando entrano in contatto con persone dichiaratamente lgbt+ che vivono serenamente la propria vita sociale e di fede. Questo atteggiamento purtroppo è rilevabile non solo nelle chiese battiste ma in tutte le realtà evangeliche italiane. Da notare che tutte le Assemblee UCEBI e tutti i documenti ufficiali condannano l’omobotransfobia e raccomandano a tutte le chiese di praticare l’inclusione fattiva senza distinzione di genere o orientamento sessuale e di partecipare alla lotta all’omobitransfobia anche organizzando culti  nella giornata del 17 maggio, giornata mondiale di lotta all’omobitransfobia.
Essendo la struttura delle chiese battiste una struttura congregazionalista gli atti delle Assemblee sono delle raccomandazioni ed al momento non hanno valore coercitivo; certo si potrebbe discutere se questo sia l’autentico congregazionalismo e se questo tipo di congregazionalismo  sia la forma migliore di organizzazione, ma questo è un altro capitolo.
Quello che mi preoccupa non poco sono invece le rivendicazioni identitarie delle chiese evangeliche, l’arroccarsi nel: “io sono valdese, io sono metodista, io sono battista”, quasi considerando defunta ogni collaborazione BMV.
Per quanto riguarda le posizioni  condivise di accoglienza di persone lgbt+ non saprei che dire,  posso solo augurarmi che le cose cambino ma dipende fortemente dal potere e dalla volontà degli esecutivi di prendere posizioni ferme riguardo a certe tematiche che al momento attuale  riguardano solo in parte l’omosessualità, che è una punta di un iceberg, ma che si estendono a visioni restrittive delle Scritture  fino ad a arrivare alla contestazione del pastorato femminile e che coinvolgono non solo le chiese battiste ma tutte le realtà protestanti italiane. Sono cose che fanno male all’animo in un mondo che dovrebbe ispirarsi all’amore di Cristo ma è inutile nascondersi sotto una coperta per altro bucata.
 
 
Negli ultimi due decenni la composizione delle nostre chiese è molto cambiata; in particolare, abbiamo oggi, tra membri e simpatizzanti, moltissime persone provenienti da altri paesi, culture e tradizioni. Quali sono stati gli arricchimenti e i limiti di questo incontro?
 
Il fatto di entrare in contatto con realtà differenti ha portato ad una deuropeizzazione delle chiese  del vecchio continente ed in particolare delle chiese italiane. Queste contaminazioni socio-culturali hanno permesso senza dubbio un arricchimento,  ad esempio sul piano liturgico e partecipativo ai culti (insomma, diciamocelo: spesso i culti protestanti italiani erano e sono un po’ tristanzuoli) ma anche, di contraltare, spesso alcune posizioni etiche e teologiche sono  meno  “liberali”. Penso che questo fenomeno sia, però, legato al fatto che la società italiana sta  facendo passi indietro, o almeno qualcuno ci sta provando, come nel caso della riproposizione di modelli patriarcali  e decisamente machisti che si riflettono nelle nostre chiese mettendo addirittura in discussione il  ministero  femminile o di persone lgbt. Con questo occorre fare i conti; insomma se nella società si propongono modelli discriminatori questo non può che riverberarsi nelle chiese.
 
Dal 2021 la Commissione Fede e Omosessualità, espressione delle chiese BMV, ha cambiato nome in Commissione Genere e Sessualità. Qual è il processo che ha portato a questo cambio di denominazione?
 
Il processo è stato naturale nel senso che ci si è res@ conto che, nonostante non siano totalmente risolti i nodi dei rapporti tra chiese, fede e omosessualità, non era più sufficiente affrontare in discorso solo da quel punto di vista. Le realtà cambiano, appaiono nuovi aspetti sia a livello teorico che, soprattutto, pratico; non ha più senso parlare di eterosessualità e omosessualità, maschio e femmina, uomo e donna tout court. Bisogna prendere atto che la sessualità e/o il genere possono essere fluidi. Non si possono tagliare fuori ad esempio le persone transgender, le loro esigenze di spiritualità e partecipazione alla vita ecclesiale. Mentre  l’accoglienza, se non l’inclusività, delle persone omosessuali è all’ordine del giorno ed il contrasto all’omofobia (almeno per essere politicamente corrett@) è un dato di fatto, restano aperti gli argomenti riguardanti l’accoglienza delle persone transgender, le interpretazioni restrittive di testi biblici, le problematiche etiche riguardanti il cambiamento di sesso (anche solo sui documenti), le difficoltà di cambiare atteggiamento e linguaggio verso  persone transgender e, ammettiamolo, una transfobia latente o spesso nascosta ma pur sempre transfobia, sia a livello di comunità che di organismi delle chiese.
Restano ancora da affrontare nelle chiese tutti gli argomenti riguardanti la gravidanza per altri, la genitorialità delle persone single e delle coppie omosessuali, l’adozione di persone singole e/o di coppie omosessuali, insomma il mare degli argomenti è vasto e non si può rinchiudere  nei paletti omosessualità e fede.

Liturgia per la giornata contro l’omofobia e la transfobia

17 maggio 2023

“Chi accoglie voi accoglie me, e chi accoglie me accoglie colui che mi ha mandato”

Matteo 10, 40

A cura della Commissione Fede Genere Sessualità

delle chiese battiste, metodiste e valdesi e della REFO

INNO/MUSICA

Saluto

Apertura

L: In bilico, sul confine tra il già e il non ancora, veniamo a cercarti, Nostro Dio.

Assemblea: Ci sussurri promesse fatte di amore e accoglienza e ci riempi di slancio per il nostro presente; cammini al nostro fianco e ci guidi colmo di gioia davanti a noi.

L: Noi siamo testimoni del Dio che ci dona la pace

Assemblea: E che regala giustizia amandoci

L: Noi siamo testimoni del Dio che ci ha liberate e liberati dall’oppressione e dalla violenza

Assemblea: E che ci ha create e creati a sua immagine e somiglianza

L: Noi siamo testimoni del Dio che ci ha restituito dignità

Assemblea: Possa il nome di Cristo durare per sempre, facendo splendere la sua luce ovunque su questa terra. Amen

Salmo 139 (lettura a due voci)
1 Signore, tu mi scruti e mi conosci,
2 tu sai quando seggo e quando mi alzo.
Penetri da lontano i miei pensieri,
3 mi scruti quando cammino e quando riposo.
Ti sono note tutte le mie vie;
4 la mia parola non è ancora sulla lingua
e tu, Signore, già la conosci tutta.
5 Alle spalle e di fronte mi circondi
e poni su di me la tua mano.
6 Stupenda per me la tua saggezza,
troppo alta, e io non la comprendo.
7 Dove andare lontano dal tuo spirito,
dove fuggire dalla tua presenza?
8 Se salgo in cielo, là tu sei,
se scendo negli inferi, eccoti.
9 Se prendo le ali dell’aurora
per abitare all’estremità del mare,
10 anche là mi guida la tua mano
e mi afferra la tua destra.
11 Se dico: «Almeno l’oscurità mi copra
e intorno a me sia la notte»;
12 nemmeno le tenebre per te sono oscure,
e la notte è chiara come il giorno;
per te le tenebre sono come luce.
13 Sei tu che hai creato le mie viscere
e mi hai tessuto nel seno di mia madre.
14 Ti lodo, perché mi hai fatto come un prodigio;
sono stupende le tue opere,
tu mi conosci fino in fondo.

Amen

Raccogliamoci in preghiera

Nostro Dio che sei padre e madre

Dio di tutti i secoli e di tutti i popoli,

Dio di tutti i tempi e oltre il tempo.

Avvolgici nel tuo amore come una madre abbraccia una figlia e un figlio.

Cantaci dolcemente come un padre che mormora una ninna nanna.

Tu conosci le gioie e i dolori dei nostri cuori,

I nostri sforzi per il cambiamento e la nostra resistenza ad esso.

Aiutaci a far diventare le tue vie, le nostre vie,

La tua pace, la nostra pace.

La tua giustizia, la nostra giustizia.

Spirito di vita, oggi ti chiediamo di saper godere di ciò che siamo

Aiutaci a perdonare gli altri e noi stesse e noi stessi.

Perché la tua grazia è sufficiente per tutte e tutti noi.

Dalla tua creatività è nato l’universo,

E nel tuo amore, siamo sostenuti. Amen.

INNO/CANTO

Confessione di peccato

Vi esorto a comportarvi in modo degno della vocazione che vi è stata rivolta, con ogni umiltà e mansuetudine, con pazienza, sopportandovi gli uni gli altri con amore, sforzandovi di conservare l’unità dello Spirito con il vincolo della pace (Efesini 4, 1-3).

Momenti di silenzio per la preghiera individuale accompagnati da musica

Preghiamo

Dio nostro, ci hai dato la tua Parola
per guidarci nel cammino della verità; perdonaci,
perché seguiamo le nostre vie.

Dio nostro, ci hai dato la tua Parola
per nutrire le nostre anime affamate; perdonaci,
perché cerchiamo altrove il nostro cibo.

Dio nostro, ci hai dato la tua Parola
per renderci forti; perdonaci,

perché contiamo soltanto sulle nostre forze.

Dio nostro, ci hai dato la tua Parola
per consolarci nelle nostre afflizioni; perdonaci,
perché non sappiamo abbandonarci tra le tue braccia.

Dio nostro, ci hai dato la tua Parola
per la nostra salvezza e la nostra felicità eterna; perdonaci,
perché le diamo così poca importanza. Rimanici accanto in Cristo. Amen

INNO/CANTO

Annuncio del perdono

Vi darò un cuore nuovo e metterò dentro di voi uno spirito nuovo; toglierò dal vostro corpo il cuore di pietra, e vi darò un cuore di carne. Metterò dentro di voi il mio Spirito e farò in modo che camminerete secondo le mie leggi, e osserverete e metterete in pratica le mie leggi (Ezechiele 36, 26-27)

Riceviamo il perdono in Cristo!

Con Cristo, siamo chiamate e chiamati a costruire nuovi ponti fatti di amore

Tra di noi e tra noi e Dio.

Insieme a lui possiamo creare un nuovo cielo e una nuova terra.

Amen

INNO/CANTO

Confessione di fede

Dio, Padre e Madre di tutte e tutti noi,
così come sei venuto a cercarmi nell’abisso della mia solitudine,
dammi la forza di superare il mio egoismo per andare incontro alle persone che incontro, riconoscendole come creature simili a me.

Gesù, mio fratello ed amico,
così come tu sei venuto a curare le ferite del mio corpo e del mio spirito,
dammi la forza di incontrare l’altra e l’altro da me, nella sua umanità sofferente
e bisognosa di aiuto,
per concederci di sostenerci a vicenda lungo il cammino della vita.

Spirito di Dio, forza di vita vincente,
così come tu sei venuto a rinnovare la mia vita, dammi l’umiltà per riconoscere nella mia sorella e nel mio fratello l’altro e l’altra con cui mi chiami a vivere
la comunità di Dio come regno dei cieli. Amen

LETTURE BIBLICHE

Predicazione: “Chi accoglie voi accoglie me, e chi accoglie me accoglie colui che mi ha mandato”

Matteo 10, 40

INNO/MUSICA

Preghiera di intercessione

Dio di saggezza e cura,

ti preghiamo per tutte e tutti coloro che chiami

a condividere con te il lavoro di trasformazione del mondo

perché ragazze e ragazzi, donne e uomini, persone non binarie

possano vivere, lavorare e imparare insieme

con rispetto e dignità.

Per le operatrici e gli operatori sanitari e assistenti sociali,

che accompagnano le trasformazioni dei corpi

Dio, nella tua misericordia, ascolta la nostra preghiera

Per coloro che creano le leggi, per coloro che hanno responsabilità politiche

ti preghiamo affinché possano creare strutture che proteggano

e promuovano il benessere di ogni essere umano

Dio, nella tua misericordia, ascolta la nostra preghiera.

Per coloro che si occupano della cura delle comunità di fede,

che danno forma alle convinzioni sul valore delle donne, degli uomini e del popolo queer

Dio, nella tua misericordia, ascolta la nostra preghiera.

Per coloro che si occupano e difendono la ricchezza delle diversità

Dio, nella tua misericordia, ascolta la nostra preghiera.

Per chi lavora nelle case rifugio e nelle carceri

Toccando con mano i danni causati dalla violenza

Dio, nella tua misericordia, ascolta la nostra preghiera.

Per coloro che promuovono programmi di giustizia riparativa,

che danno speranza dove la violenza ha distrutto molte vite,

Dio, nella tua misericordia, ascolta la nostra preghiera.

Per coloro che creano gruppi di sostegno,

spazi sicuri dove poter nominare e affrontare i profondi problemi,

Dio, nella tua misericordia, ascolta la nostra preghiera.

Per gli attivisti e le attiviste che si impegnano contro le discriminazioni di genere,

Dio, nella tua misericordia, ascolta la nostra preghiera.

Ascolta le nostre preghiere, o Dio,

poiché non ti fermerai dalla tua opera di guarigione

finché non avrai asciugato le lacrime da ogni volto,

per mezzo di Gesù Cristo. Amen.

Permettici di dirti ogni giorno della nostra vita:

Padre nostro

Padre nostro che sei nei cieli

Sia santificato il tuo nome

Venga il tuo regno

Sia fatta la tua volontà

Come in cielo anche in terra

Dacci oggi il nostro pane quotidiano

E rimetti a noi i nostri debiti

Come anche noi li rimettiamo ai nostri debitori

E non esporci alla tentazione

Ma liberaci dal male

Tuo è il regno, la potenza e la gloria nei secoli dei secoli. Amen

Inno/Canto

Accogliamo la benedizione di Dio:

Che i nostri piedi lascino nella polvere orme di speranza. Che nell’oscurità udiamo battere il cuore di chi ci è accanto. Che le nostre mani si protendano come porte che si aprono. Che le nostre bocche trasmettano quanto ci è stato dato di ricevere. Che le nostre orecchie colgano le storie di vita che incontriamo. E che la grazia del Dio ci accompagni ora e sempre.