Davild Bahati è il nuovo paladino della guerra ai gay in Uganda: in questi giorni ha presentato una legge per introdurre il reato d’omosessualità a vari livelli. Il Governo ugandese ha sempre promesso di voler estirpare l’omosessualità dalla sana società del paese e finalmente si passerà ai fatti. Verrà introdotto il reato di omosessualità “grave”, ovvero chi avrà rapporti omosessuali con minori di 18 anni, persone affette handicap mentali; oppure per quei sieropositivi che continuano ad avere rapporti gay è prevista la morte. Per le altre coppie gay invece “solo” il carcere a vita.
Ma il pugno di ferro non si limiterà a colpire solo la comunità Lgbt, ma anche chi “favorisce” l’omosessualità. Organizzazioni umanitarie, Croce Rossa o altri istituti simili non potranno più operare nella legalità nei confronti di lesbiche, gay e transgender; il “favoreggiamento” costerebbe sette anni di reclusione. Tutto questo per: “proteggere bambini, giovani e la famiglia tradizionale”. Continua a leggere









