Con notevole imbarazzo ho seguito la storia della trans Brenda e con notevole imbarazzo ne scrivo.
Dovrei dire che è la mancanza del più elementare rispetto nei confronti di Brenda e delle altre trans ciò che mi colpisce, e se non fosse perché in questa vicenda c’è poco da ridere, aggiungerei che è l’assoluta mancanza di grammatica esistenziale ciò che più mi avvelena l’anima.
Leggendo i giornali che miscuglio di lei, lui, il trans, la trans, l’amico del trans anche da parte delle firme più note del giornalismo, gente da cui proprio non ti aspetteresti un inciampo sul genere dei sostantivi e delle esistenze argomentate.
Ci vuole proprio tanto a capire che il pronome da usare è quello del sesso di destinazione, che Brenda è una donna, una lei, una ragazza, una vittima, una transessuale? Continua a leggere


