Archivi tag: Omofobia

Un pastore viene scoperto in vacanza con un “ragazzo di vita”!

Tratto da Têtu del 7 maggio 2010.

Quello a sinistra è Jo-Vallin Roman alias “Lucien”, 20 anni, bisessuale. Si autodefinisce “selvatico, “pronto a tutto”, ed è dotato di un pene di 20 cm non circonciso, secondo il suo profilo sul sito web di prostituzione maschile Rentboy. A destra, George Rekers detto “Professor George”, 62 anni. Egli è una figura di spicco del movimento anti-gay americano. Il suo curriculum farebbe impallidire persino un papa: pastore battista e professore, è membro del consiglio d’amministrazione del NARTH, centro di ricerche pseudo-scientifiche sull’ “omosessualità involontaria”. Egli è anche il co-fondatore della lobby conservatrice The Family research Council, uno dei più grandi oppositori del matrimonio omosessuale negli States. Le sue ricerche sulle terapie riparative (per “guarire” gli/le omosessuali) lo hanno fatto diventare il riferimento scientifico per il movimento omofobico d’oltre oceano.

Questi due non si sarebbero dovuti mai incontrare. Invece il quotidiano della Florida, The Miami New Times, ha rilevato martedì (4 maggio 2010, ndt), in un articolo esplosivo, che il Professor George avrebbe portato Lucien con sé per dieci giorni in Europa all’inizio di aprile. Che lo scandalo cominci… Continua a leggere

Veglia 2010, “Chi ci separerà dunque dall’amore di Cristo?”

Il 17 maggio, in occasione della Giornata Mondiale contro l’Omofobia, si terranno in molte città e in chiese di diverse confessioni le veglie per ricordare le vittime che l’ignoranza e il pregiudizio causano ancora in tutto il mondo tra le persone LGBTQ.

La REFO, Rete Evangelica Fede e Omosessualità, invita uomini e donne di buona volontà a unirsi nel ricordo delle vittime, nella preghiera comune che prenderà spunto dal versetto “Chi ci separerà dunque dall’amore di Cristo?” (Romani 8,35) e nell’azione concreta perché le discriminazioni possano cessare.

In particolare, rivolge un invito alle proprie comunità in sintonia con quanto stabilito durante l’Assemblea Sinodo del 2007, in occasione della quale le chiese battiste, metodiste e valdesi hanno confessato il peccato dell’omofobia ed invitato le comunità locali all’apertura e al rispetto nei confronti delle persone LGBTQ.

Ci auguriamo che quest’anno, come nel passato, le veglie possano essere occasione di un incontro ecumenico tra fratelli e sorelle d’ogni confessione, nel segno dell’unità e della “ convivialità delle differenze”.

Segreteria Nazionale REFO

Scientology setta omofoba

da MondoRaro Magazine

La posizione di Scientology in merito all’omosessualità è molto chiara: essa è considerata una devianza sessuale e la sua pratica costituisce un “atto over” da sottoporre a terapia.

Con “atto over” si intende un’azione che provoca gravi danni alla sopravvivenza su una o più “dinamiche” (come le chiamano nella setta) e nel nostro caso contro la Seconda e cioè la spinta alla vita sessuale ed alla famiglia.

Nel 1950 Hubbard pubblicò Dianetics: The Modern Science of Mental Health, introducendo la sua “scienza della mente”. Hubbard classificò l’omosessualità come malattia o perversione sessuale, citando testi di psicologi e psichiatri a lui contemporanei a supporto della sua tesi.

“Questo è il livello del pervertito, dell’omosessuale, del voltagabbana. È il livello a cui appartiene il sovversivo. …Questa gente dovrebbe essere allontanata dalla società al più presto possibile e internata in istituti senza eccezioni, Continua a leggere

Testimoni di Geova, una congrega religiosa a carattere omofobico

da MondoRaro Magazine

Per nostra fortuna in questo magazine noi redattori siamo completamente liberi di esprimere la nostra opinione.

La mia opinione, che si fonda sull’aver analizzato vari fatti e scritti, sul tema “Omosessualità e Testimoni di Geova”, è la seguente: i Testimoni di Geova sono una congrega religiosa a carattere omofobico.

La mia prima critica riguarda l’accusa di praticare deliberatamente la “morte sociale” per fare pressione sulle persone omosessuali che vengono scomunicate. La congrega dei TdG, chiede ai propri membri Continua a leggere

L’associazione Arcópoli invita a ripudiare il clima di omofobia che si vive in Italia

Arcópoli (Asociación de Lesbianas, Gays, Bisexuales y Transexuales de las Univ. Politécnica y Complutense de Madrid) invita tutte le persone impegnate sul fronte dei diritti umani e della solidarietà a concentrarsi questo venerdì 27 novembre alle 18:00 davanti all’Ambasciata Italiana, a Madrid.

Arcópoli desidera esprimere il suo legame e l’uguaglianza con il popolo italiano, dopo il rifiuto del parlamento italiano ad includere come aggravante l’odio verso un orientamento sessuale differente (dal maggioritario, ndt) nel Codice penale transalpino. Questo dibattito parlamentare segue una grande quantità di aggressioni dettate da omofobia e transfobia. Continua a leggere

Liverpool: quel silenzio attorno alle chiese che condannarono la violenza omosessuale

Liverpool è sempre più città di sorprese. Luogo di violenze omofobe ripetute, è stata capace di eventi di forte impatto mediatico e di grande partecipazione popolare. Oggi, sempre nella città inglese, si torna a parlare di odio nei confronti degli omosessuali e di condanna di questa violenza.

A condannare gli episodi recenti sono stati i leader delle sei più importanti chiese cristiane di Liverpool che hanno espresso in un comunicato congiunto la propria lontananza contro ogni forma di violenza verso gli omosessuali. La Chiesa Romana Cattolica, Anglicana, Metodista, Riformata, Battista e la Società degli Amici si sono trovate d’accordo e hanno parlato chiaro “esprimendo solidarietà verso le vittime e condanna nei confronti dei responsabili”.

L’anno scorso Micheal Causer ha perso la vita in un’aggressione che, nonostante i testimoni abbiano riportato essere accompagnata da “urla ed insulti omofobi”, non è stata giudicata come motivata dall’odio. Continua a leggere

Comunicato stampa delle Comunità di Base Cristiane

COMUNITA’ CRISTIANE DI BASE

Segreteria Tecnica Nazionale

CdB Nord-Milano

3397952637

segrcdb@alice.it

www.cdbitalia.it

Comunicato stampaocchio-arcobaleno1

Perfino il senso critico più disincantato si arrende di fronte al carattere così pesantemente irrazionale e contraddittorio della opposizione di mons. Celestino Migliore, rappresentante permanente della Santa Sede presso le Nazioni Unite, confermata dal portavoce vaticano padre Federico Lombardi, al progetto di una depenalizzazione universale dell’omosessualità presentato all’ONU dalla presidenza francese dell’UE, condiviso dai 27 paesi dell’Unione Europea.

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La paura alla mia porta, di Luca Baratto, pastore e curatore del programma di RAIUNO “Culto Evangelico”

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Mi è capitato di assistere ad una discussione in cui un interlocutore sosteneva che alla parola “omofobia” non dovesse essere attribuito l’atteggiamento violento verso i gay. “Una fobia è una paura e non si può incolpare nessuno di aver paura.
Bisogna invece avere pazienza e spiegare”. Un ragionamento dettato da buone intenzioni, ma in definitiva poco convincente perché omette di segnalare lo stretto rapporto che esiste tra paura e violenza. Una società dominata dalla paura è una società destinata inevitabilmente a diventare più violenta. Ce lo dicono i fatti di cronaca.

Nel nostro paese, oltre ai reati di cui da sempre, italiani e stranieri, si rendono colpevoli, sono già evidenti le avvisaglie di una nuova violenza: a Roma e a Parma, un cinese alla fermata dell’autobus e uno studente africano imbattutosi in un gruppo di vigili urbani sono stati pestati perché stranieri; e ancora a Roma, due omosessuali sono stati aggrediti perché omosessuali.

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Convegno REFO – 7/9 novembre 2008 Firenze: “Chiese e omosessualità: un percorso decennale e poi quali prospettive?”

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La REFO-Rete Evangelica Fede e Omosessualità, quest’anno compie dieci anni ed ha organizzato un convegno per analizzare cosa è successo nelle chiese italiane ed europee in rapporto al tema dell’omosessualità, come si sono sviluppati i temi dell’accoglienza, della condivisione per le persone omosessuali nelle nostre realtà ecclesiali.

Il convegno non sarà una “rievocazione” storica del lavoro svolto dalla REFO ma certamente sarà ricco di spunti di riflessione riguardo a tale percorso; si cercherà, inoltre, di analizzare e lanciare nuovi temi sui quali le chiese possano confrontarsi.

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Il 28 giugno 2007 in tutta Italia veglie ecumeniche di preghiera contro l’omofobia. Un momento di testimonianza cristiana e di comunione tra credenti, omosessuali e non

luci di Monserrat

Luci di Monserrat

(NEV) – Veglie ecumeniche di preghiera si svolgeranno il 28 giugno 2007 in diverse città italiane per ricordare le vittime dell’omofobia, della paura e della violenza nei confronti delle persone omosessuali.
Dopo la partecipazione al Gay Pride il 16 giugno scorso a Roma, con un culto ecumenico il giorno successivo alla Comunità di base di San Paolo, numerosi gruppi di cristiani omosessuali, tra cui la Rete evangelica fede e omosessualità (REFO), hanno aderito all’iniziativa del 28 giugno lanciata dal gruppo Kairòs di Firenze. Sono in programma appuntamenti nelle chiese valdesi di Firenze, Milano, Napoli e Palermo, nella chiesa metodista di Roma, nonché nelle città di Torino,Bologna, Ancona, Avellino, Pescara e Rimini.

“È la prima volta che si organizza un’iniziativa di questo genere – ha dichiarato Giorgio Rainelli, coordinatore della REFO – Alcune delle città coinvolte adotteranno la stessa liturgia, con letture, meditazioni su testi biblici e riflessioni su episodi di ‘ordinaria omofobia’: a Roma ricorderemo il ragazzo accoltellato e morto dissanguato al Parco delle Valli poco tempo fa. Abbiamo invitato a partecipare tutte le chiese evangeliche della zona e ci auguriamo una risposta positiva”.

La data del 28 giugno ricorda la rivolta di Stonewall (New York) nel 1969, quando un gruppo di omosessuali reagì alle quotidiane violenze della polizia, chiedendo dignità e giustizia. Lo scopo dell’iniziativa – si legge in un comunicato del gruppo Kairòs – è di “pregare per le vittime dell’omofobia, condividendo insieme agli altri la nostra sete di speranza e di giustizia perché cessi questa inumana violenza. Non si tratta solo di una preghiera recitata ad alta voce in un luogo di culto né di una ricerca di visibilità fine a se stessa, ma di un momento di testimonianza cristiana e di comunione tra i gruppi di credenti, omosessuali e non”.