Archivi tag: omosessualità

Coppie gay e lesbo: una lezione di… diritto canonico

di Renato Maiocchi. Tratto da Riforma

Nel pur ampio dibattito che c’è stato e certamente ancora ci sarà intorno all’unione di due persone dello stesso sesso mi permetto di aggiungere un’ulteriore considerazione, che mi viene suggerita – sorpresa! – dal diritto canonico, cioè dall’ordinamento giuridico- dottrinale della Chiesa cattolica. In passato, sulla scia di una tradizione plurisecolare, nel determinare i fini obbligatori del matrimonio il Codice canonico ne indicava tre, di cui uno principale, il bonum prolis (il fine della procreazione) e due secondari, il mutuum adiutorium (il sostegno reciproco) e il remedium concupiscientiae (antidoto contro la concupiscenza). Già questo approccio tradizionale, a mio parere, offriva un appiglio alle considerazioni che seguono, ma nel frattempo, grazie al Concilio Vaticano II ma anche a tutta un’elaborazione successiva, il nuovo Codice di Diritto canonico, promulgato nel 1983, ha introdotto, con il canone 1057, significative novità. Continua a leggere

Un fiume carsico

Articolo di Alberto Signori tratto dal settimanale “Riforma”

È successo ancora una volta. Stavolta a essere stuprata è stata una tredicenne di Pretoria, in Sud Africa: solo l’ultimo di una serie di stupri «correttivi» a danno di donne (e bambine) considerate come omosessuali e perciò violentate, spesso uccise, con l’intento di farle guarire. Di riportarle sulla via dell’eterosessualità, attraverso la più tremenda delle violenze. Perpetrata da maschi taumaturghi. Prima era toccato all’attivista Noxolo, uccisa a colpi di bottiglie, e tre anni fa a Eudy, gloria del calcio femminile, anche lei lesbica, stuprata dal branco e poi finita da 25 coltellate. Il giorno stesso dell’annuncio del governo a Pretoria, è stata però comunicata anche la creazione di un’unità speciale solo per questi reati. Vedremo che cosa succederà. Fino al prossimo omicidio. A danno di una donna. A danno di una lesbica. Continua a leggere

Fede e Omosessualità: nuova sezione sul sito web della Chiesa Valdese

Segnaliamo un nuovo “spazio” aperto sul sito web ufficiale dell’Unione delle Chiese Metodiste e Valdesi dedicato al tema della Fede e Omosessualità. Si visualizzabili in questa nuova pagina, oltre ai documenti sinodali sia della sessione europea che di quella rioplatense, è possibile trovare schede esegetiche curata da alcuni docenti della Facoltà Valdese di Teologia, dalla Commissione sinodale Fede e Omosessualità e del gruppo Varco-Refo di Milano. Clicca qui per accedere alla pagina.

Laicità dove sei? 140 anni dalla Breccia di Porta Pia

Articolo di Valentino Coletta

Il 20 settembre di 140 anni fa’ l’esercito del neonato Regno d’Italia, guidato dal generale Raffaele Cadorna, irrompe nella città eterna, ponendo fino al regno teocratico del Papa e portando quella ventata fresca di libertà e laicità ai cittadini e alle cittadine di Roma.Questo piccolo fatto bellico ha un grande valore simbolico per la storia dell’Italia. La presa di Roma pone fine allo Stato teocratico che il papato avevo instaurato nella città eterna e nella maggior parte dell’Italia centrale. Nello Stato pontificio erano assenti libertà di stampa e di culto e molti diritti civili. A Roma sorse uno dei ghetti ebraici più antichi d’Europa (1555). A Roma era vietata la diffusione della Bibbia in lingua volgare e i culti non cattolici non erano ammessi.L’esercito italiano, conquistando Roma, portò ai romani e alle romane quella laicità e quei diritti civili che non avevano mai conosciuti, se escludiamo i brevi periodi napoleonico e della repubblica romana.

Subito dopo i bersaglieri, la leggenda vuole che entrò in città un colportore protestante con un carretto pieno di Bibbie trainato da un cane; con questo evento si fa cominciare l’inizio della libertà di culto anche nella città del Papa.Dopo 140 anni dalla Breccia di Porta Pia cosa è rimasto di quella ventata di laicità? A vedere il clima politico e la società italiana contemporanea, si potrebbe dire che è rimasto ben poco. Questo clima contemporaneo è dovuto sia da motivi storici che politici.

Lo spirito della presa di Roma fu seppellito ben presto con la firma dei Patti Lateranensi da parte di Mussolini e del Papato nel 1929. Il peso del Concordato viene posto anche sulla Costituzione repubblicana. Oggi lo Stato Città del Vaticano ha ancora un’influenza pressante sulle istituzioni della Repubblica italiana. Influenza che ha risvolti politici ma soprattutto sociali. Il potere delle gerarchie cattoliche impediscono a questo paese di essere veramente laico. Impediscono a questa repubblica di essere imparziale davanti a tutti i culti e a tutte le fedi professate dagli stessi cittadini e dalle stesse cittadine di questo paese. Si impedisce di avere un legge sulla libertà religiosa, rimanendo in vigore la legge fascista sui culti ammessi. Si impedisce di avere un vero dibattito sulla bioetica in questo paese. Continua a leggere

Il Sinodo Metodista-Valdese apre di fatto alle benedizioni delle coppie omosessuali

Torre Pellice (Torino), 26 agosto 2010 (SSSMV/10) – A conclusione di un lungo, articolato ed approfondito dibattito, questa sera il Sinodo delle chiese metodiste e valdesi ha approvato con un ordine del giorno la benedizione di coppie dello stesso sesso, “laddove la chiesa locale abbia raggiunto un consenso maturo e rispettoso delle diverse posizioni”.

Una clausola impostasi, data l’impossibilità emersa nel corso delle discussione di un “si” incondizionato reputato ancora prematuro. L’accento è posto infatti sul percorso di maturazione delle stesse coppie e delle rispettive comunità locali. La decisione è stata presa con 105 voti favorevoli, 9 contrari, e 29 astenuti.

“Un passo in avanti chiaro e netto, certo, ma da collocare in un percorso che andrà ancora meglio definito, soprattutto per quanto attiene il rapporto tra le chiese e le stesse coppie omoaffettive”, è stato a caldo il commento del presidente del Sinodo, Marco Bouchard. Continua a leggere

“I vostri nomi sono scritti nei cieli”

Dopo queste cose, il Signore designò altri settanta discepoli e li mandò a due a due davanti a sé in ogni città e luogo dov’egli stesso stava per andare.Or i settanta tornarono pieni di gioia, dicendo: «Signore, anche i demòni ci sono sottoposti nel tuo nome». Ed egli disse loro: «Io vedevo Satana cadere dal cielo come folgore. Ecco, io vi ho dato il potere di camminare sopra serpenti e scorpioni e su tutta la potenza del nemico; nulla potrà farvi del male. Tuttavia, non vi rallegrate perché gli spiriti vi sono sottoposti, ma rallegratevi perché i vostri nomi sono scritti nei cieli».In quella stessa ora, Gesù, mosso dallo Spirito Santo, esultò e disse: «Io ti rendo lode, o Padre, Signore del cielo e della terra, perché hai nascosto queste cose ai sapienti e agli intelligenti, e le hai rivelate ai piccoli! Sì, Padre, perché così ti è piaciuto! Ogni cosa mi è stata data in mano dal Padre mio; e nessuno sa chi è il Figlio, se non il Padre; né chi è il Padre, se non il Figlio e colui al quale il Figlio voglia rivelarlo». E, rivolgendosi ai discepoli, disse loro privatamente: «Beati gli occhi che vedono quello che voi vedete! Perché vi dico che molti profeti e re hanno desiderato vedere quello che voi vedete, e non l’hanno visto; e udire quello che voi udite, e non l’hanno udito». (Luca 10:1;17-24)

Predicazione della past. Letizia Tomassone in occasione del culto d’apertura del Sinodo 2010 dell’Unione delle Chiese Metodiste e Valdesi

I discepoli che tornano sono 70 come le nazioni del mondo. Coloro che portano l’evangelo percorrono le strade del mondo e Luca già intravede un evangelo che si espande e non sta chiuso nei confini di una nazione, di una sola cultura. Eppure spesso la missione è stata vissuta come una coincidenza fra cultura occidentale ed evangelo, e l’esportazione dell’uno ha portato con sé l’esportazione dell’altro.

Questo ci pone almeno due domande principali:

– in che modo leggiamo la Bibbia che motiva la nostra vocazione come chiesa?

E poi:

– cosa diciamo quando, come oggi, osiamo noi stessi, come chiesa, inviare qualcuno in missione?

I 70 tornano a Gesù, non a un luogo sacro o fondativo, ma a una persona vivente che è al centro del loro agire e motiva il mandato che ci è rivolto anche oggi. Tornano dunque con quel movimento centripeto che usiamo per descrivere l’ecumenismo. Gesù al centro e noi, come tanti raggi, che convergiamo verso di lui.

Eppure non si verifica qui ciò che il movimento ecumenico auspica, cioè che ci si conosca e riconosca andando verso il Cristo. Infatti, pur nella gioia, i 70 sembrano tutti concentrati sui loro successi. Si sono dimenticati di esser stati mandati davanti a Gesù, e non al posto suo.

Quell’identificazione tra cultura occidentale ed evangelo, operata con prepotenza dagli europei nel tempo del colonialismo, ora si rivolta in molti modi contro di noi. L’evangelo va liberato dall’eurocentrismo e da ogni centratura che lo riferisce e lo riduce a una cultura, a un modo di vita. Continua a leggere

Benedizione coppie dello stesso sesso: “Ritrovare un clima di dialogo”

La REFO – Rete Evangelica Fede e Omosessualità è da circa 12 anni impegnata per promuovere un dibattito sui temi della fede e l’orientamento sessuale all’interno delle chiese battiste, metodiste e valdesi.

In questo tempo le nostre chiese hanno portato avanti un dibattito che è culminato con la IV Assemblea-Sinodo BMV del 2007, la quale riconosce il peccato e condanna ogni atto di omofobia, facendo riferimento allo spirito di accoglienza del passo della Lettera ai Romani: “Perciò accoglietevi gli uni gli altri, come anche Cristo vi accolti per la gloria di Dio (15:7)”.

Il documento sull’omosessualità del 2007 è stato frutto di un incessante dialogo all’interno delle chiese ed è stata una decisione presa a maggioranza dopo regolare dibattito.

Anche nel caso della benedizione delle coppie dello stesso sesso la REFO invita tutti e tutte i fratelli e le sorelle delle chiese BMV a ritrovare e a volere con forza quel clima di dialogo che ha accompagnato negli anni passati la discussione sui temi della sessualità in rapporto alla fede.

La REFO, consapevole di una maggiore partecipazione dal basso sul tema, auspica che il Sinodo Metodista e Valdese di questo mese e l’Assemblea Battista di novembre p.v. rilancino la discussione sui temi della benedizione delle coppie dello stesso sesso e delle nuove forme di famiglia.

La Segreteria REFO

La Corte Suprema del Regno Unito concede asilo a due profughi gay dal Camerun e dall’Iran

La Corte Suprema del Regno Unito ha concesso asilo politico a due rifugiati omosessuali provenienti da Iran e Camerun, due Paesi che perseguitano gay e lesbiche. E’ una tappa storica, per i diritti Lgbt, una tappa che il Gruppo EveryOne sente particolarmente e non solo per le numerose campagne riguardanti gay e lesbiche iraniani, fra cui i casi emblematici di Pegah Emambakhsh, Mehdi Kazemi e Kiana Firouz.

Fino a tre anni fa, quando il Gruppo EveryOne realizzò per il governo inglese un dossier riguardante la situazione dei diritti Lgbt in Africa, i rifugiati omosessuali provenienti da alcuni Stati di quel continente venivano regolarmente rimpatriati. I casi Alvin Gahimbaze e Annociate Nimgaparitse – risolti grazie a due campagne attivate da EveryOne – modificavano l’orientamento del governo e della magistratura del Regno Unito. Proprio in quelle occasioni EveryOne raccoglieva prove e documenti provenienti da nazioni africane, per dimostrare le violazioni che colpivano, in quegli Stati, gay e lesbiche. Alvin e Annociate ottenevano asilo, mentre le Istituzioni britanniche iniziavano una valutazione meno cieca di fronte alle istanze dei profughi africani. Continua a leggere

Benedizione coppie omosessuali: il matrimonio non è un sacramento

A seguito della benedizione della coppia lesbica da parte del pastore valdese Alessandro Esposito della chiesa valdese di Trapani ed in seguito alle dichiarazioni rilasciate dal membro della chiesa valdese Lucio Malan, la REFO – Rete Evangelica Fede e Omosessualità e il VARCO, gruppo di Riconoscimento della Comunità Omosessuale, precisano quanto segue:

le chiese protestanti non considerano il matrimonio un sacramento, anche se in base alle intese con lo stato italiano per i ministri di culto iscritti nei ruoli esiste la possibilità di celebrare secondo il proprio ordinamento dei matrimoni civilmente validi.

Il fatto che la benedizione di una coppia lesbica sia diventata per gli organi di stampa un “matrimonio” costituisce un errore da ascriversi, senza dubbio, a un certo modo di pensare “cattolico romano” che è tornato a diventare “unico” e che finisce con il non considerare l’esistenza di “altre” chiese con teologie, storie, ecclesiologie e tradizioni diverse. Continua a leggere

Roma Pride 2010: Noi non ci saremo

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A Roma, negli ultimi mesi, sono accadute cose talmente sconcertanti e rilevanti in merito al Pride della Capitale del 2010 da indurre molte Associazioni, gruppi e singoli/e ad una riflessione comune, avvenuta nella sede del Circolo Mario Mieli in tre riunioni molto partecipate e ricche di diversità.

Dopo un’ ampia analisi della situazione politica attuale del movimento lgbtiq e dei fatti di Roma, le Associazioni, i gruppi, i/le singoli/e che sottoscrivono questo documento hanno deciso di non aderire a Roma Pride del 2010, per ragioni sia di metodo sia di sostanza politica, che riassumiamo con poche righe non esaustive ma indispensabili.

Il comitato che organizza e promuove il Roma Pride, costituito alla fine da sole quattro associazioni romane, ha effettuato una serie di operazioni, da aprile ad oggi, tali da impedire modalità di costruzione condivisa. Prima sono stati contestati i Pride precedenti e si è richiesta una nuova entità organizzatrice a ridosso dell’evento, invocando maggiore collegialità ma estromettendo dalla costruzione tutte le realtà non della Capitale, per la prima volta dal 1994. Continua a leggere