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Benedizioni e sessualità biblica nel convegno REFO di Firenze

Rainelli: un nuovo ruolo profetico per le chiese

Comunicato stampa n. 3

 

Il David

Il David

FIRENZE (8 NOV.) – E’ in corso di svolgimento il convegno del decennale della Rete Evangelica Fede e Omosessualità (REFO) alla Foresteria Valdese di Firenze (Via de’ Serragli, 49) che terminerà il 9 novembre in mattinata con il culto di chiusura nella Chiesa valdese di Via Micheli e con la riunione con i gruppi di omosessuali credenti per decidere la data delle veglie contro l’omofobia per il 2009.

 

“Lo svolgimento dei lavori della mattinata è stato senz’altro positivo – dice Giorgio Rainelli, Coordinatore Nazionale della REFO – Dopo anni di partecipazione quasi solo al maschile sono presenti tante donne e molto qualificate. Le relazioni sono state tutte molto interessanti, con un’analisi della situazione nelle chiese europee nei loro rapporti verso l’omosessualità. In particolare Jean Vilbas, studioso della tematica, ha approfondito l’argomento delle unioni tra coppie omosessuali nelle varie realtà continentali. Tale fenomeno presenta, come al solito, momenti di estrema positività ma anche di notevoli criticità. L’aspettativa per questo convegno – soggiunge Rainelli – è che si rilanci in maniera aperta non solo il discorso circa l’omosessualità e il suo rapporto con le chiese ma anche il discorso più vasto sulla sessualità e sulla corporeità. Tra i punti che verranno analizzati nei gruppi di lavoro pomeridiani particolare rilevanza hanno quelli riguardanti la funzione profetica delle chiese circa la questione della benedizioni di unioni tra persone omosessuali, l’ampio argomento della sessualità e il corpo nelle Scritture ed infine come porsi, eticamente e teologicamente, di fronte al fenomeno delle identità di genere ed degli orientamenti sessuali nelle cosiddette “terapie riparative”, terapie psicologiche che presumono, senza nessun dato probante, di “normalizzare” le persone omosessuali, che da questo approccio vengono ritenute malate contro il parere di tutte le associazioni scientifiche mondiali .

Da domani a Firenze gli omosessuali cristiani a convegno

Il tempio valdese di Firenze

Il tempio valdese di Firenze

Comunicato stampa n. 2

FIRENZE (6 NOV) – Da domani (7 novembre) inizia a Firenze “Chiese e omosessualità: un percorso decennale e poi quali prospettive?” il convegno, organizzato dalla REFO (Rete Evengelica Fede e Omosessualità), che dal 7 al 9 novembre riunirà numerosi omosessuali cristiani a Firenze presso la Foresteria valdese dell’Istituto Gould (Via de’ Serragli, 49). L’occasione per questo raduno è dato dalla celebrazione del decennale dalla fondazione (1998-2008) dell’associazione evangelica che si occupa dell’accoglienza dei gay e delle lesbiche nelle chiese e nella società. Domani dalle 18 in poi con l’arrivo dei partecipanti esterni e, dopo la cena, con una serata comunitaria animata dai ragazzi e dalle ragazze della FGEI (Federazione Giovanile Evangelica Italiana). Sabato 8 avrà luogo la giornata più intensa, con un piccolo culto riformato alle ore 8.30 e poi, dalle 9.30, si aprono i lavori della mattina che verteranno sul rapporto tra chiese, società e credenti omosessuali. Nel pomeriggio, dalle ore 15 in poi, avranno luogo quattro gruppi di lavoro sui temi “Omogenitorialità”, “Il corpo e la sessualità nella Bibbia”, “Benedizioni di unioni: quali sviluppi e proposte” e “Identità sessuale e terapie riparative” e più tardi avrà luogo l’Assemblea generale della REFO, con l’approvazione del nuovo statuto e l’elezione dei nuovi organi sociali. In serata sarà organizzata, a cura della FGEI, una interessante serata di animazione. Domenica 9 novembre, dopo una seduta in plenaria dei partecipanti al convegno, la REFO parteciperà attivamente al culto della comunità valdese di Firenze nel tempio di Via Micheli. Dopo il pranzo, dove si saluteranno tutti i partecipanti, avrà invece luogo la riunione in cui rappresentanti della REFO e dei gruppi di omosessuali cattolici parleranno della data e della modalità di svolgimento delle veglie di preghiera in memoria delle vittime dell’omofobia per il 2009.

 
Per informazioni: www.refo.it

Giorgio Girardet saluta le partecipanti e i partecipanti al Convegno della REFO. Una riflessione, a volte provocatoria, ma senza dubbio stimolante.

girardet1Carissimi sorelle e fratelli della Refo, vi ringrazio per il vostro invito a rivolgere un saluto per la prossima assemblea, pur non potendo essere presente. Lo faccio volentieri sperando che questo mio contributo non sia inutile alla vostra e nostra riflessione, Confesso infatti che la vostra richiesta mi ha, sul momento, imbarazzato, se non addirittura infastidito (vi dirò perché) ma ora penso che tutti ci dobbiamo confrontare con le nostre realtà umane e cristiane, che ci coinvolgono tutti e tutte.

Dobbiamo farlo in tutta la realtà umana, in ogni tempo e cultura, e poiché siamo tutti figli e figlie del nostro tempo, e il nostro è un tempo di profonde trasformazioni culturali, cerchiamo di individuare le linee dominanti, o le preconoscenze, o i pregiudizi che caratterizzano il momento attuale e spesso determinano la nostra vita. Per non restare in balia degli eventi, delle cento strumentalizzazioni politiche e mediatiche.

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Chiese e omosessualità! I temi che saranno affrontati nei gruppi di lavoro al convegno Refo di Firenze

Riflessioni di Rosa Salamone del Gruppo Varco – Refo di Milano

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Il convegno REFO (Rete Evangelica fede e Omosessualità) di novembre inizierà con una riflessione sul cammino percorso dalla rete (REFO), che ben lontano dal voler essere celebrativa si propone un’analisi degli obiettivi raggiunti in vista del percorso futuro.
In questi dieci anni di vita la rete ha visto e accompagnato numerose trasformazioni all’interno delle nostre comunità. Si è passati dalla fase del rifiuto a quella che con una parola potrebbe definirsi della tolleranza silenziosa, cioè dell’apertura a gay e lesbiche credenti purché non causassero problemi all’interno delle chiese con atteggiamenti di aperta visibilità.

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Intervista a Giorgio Rainelli

Giorgio Rainelli, 56 anni, romano e battista, è attualmente il coordinatore nazionale della REFO. Dal 7 al 9 novembre sarà presente a Firenze (Istituto Gould – Via de’ Serragli) per il convegno nazionale dei primi dieci anni della REFO stesso, dal titolo “Chiese e omosessualità, un percorso decennale e poi quali prospettive”.

Come è nata la REFO e come si evoluta nel corso degli anni?

La prima idea di un gruppo di persone che potesse rilanciare il tema della sessualità, con particolare riferimento all’omosessualità, nasce da un fortuito-fortunato incontro di un piccolo gruppo di credenti a ridosso della assemblea della Federazione delle Chiese Evangeliche in Italia (FCEI) nel novembre 1997 a Torre Pellice. L’idea era quella di riprendere il discorso interrotto da “Capernaum”, un gruppo di riflessione su fede e omosessualità che negli anni precedenti aveva operato a Torino e nelle valli valdesi. L’idea di una “rete” di persone interessata al tema dell’omosessualità e delle chiese venne rapidamente elaborata e nel gennaio 1998, in un incontro a Roma (Tempio valdese di piazza Cavour) nasce ufficialmente la Rete Evangelica Fede e Omosessualità (REFO). Già nel febbraio 1998 appare il primo numero del Bollettino di collegamento. Lo scopo principale della REFO è quello di promuovere la reale accoglienza delle persone omosessuali nelle chiese protestanti italiane; la REFO ha come particolarità di essere, appunto, una rete di credenti interessati/e al tema e di essere aperta a tutte e tutti senza differenza di genere e/o di orientamento sessuale. Ciò significa un arricchimento sia per le persone omosessuali e transessuali sia per le persone eterosessuali che si trovano all’interno di una struttura che facilita il dialogo senza prevenzioni di sorta. Nel corso degli anni, chiaramente, gli obiettivi non sono cambiati ma si sono allargati i campi di interesse con una serie di collaborazioni con organizzazioni del Movimento GLBT e rafforzando i rapporti con le istituzioni delle chiese.

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Celebrazione Ecumenica in occasione del Gay Pride di Roma 2008

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Alle ore 11, presso la sede della Comunita’ di base di San Paolo in via Ostiense 152/b, gli amici della Comunita’ Cristiana di Base di San Paolo insieme a Nuova Proposta (Donne e Uomini omosessuali cristiani), alla R.E.F.O. (Rete Evangelica Fede e Omosessualità) e al gruppo di cristiani omosessuali della Sorgente cureranno una celebrazione ecumenica.
Diverse confessioni religiose, diverse provenienze, diversi orientamenti sessuali e diverse identita’ sessuali unite e uniti nel messaggio di Cristo, “Misericordia voglio e non sacrifici“.

Dopo la celebrazione e’ previsto un momento di convivialita’ al quale ciascuno di noi potra’ contribuire portando qualcosa da mangiare o da bere da condividere con le sorelle e i fratelli degli altri gruppi. La celebrazione e’ inserita all’interno delle manifestazioni del gay pride di Roma 2008.

“Vogliamo una Chiesa accogliente” di Delia Vaccarello

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(Articolo di Delia Vaccarello tratto da l’Unità del 13 novembre 2007) – «Sei gay o trans e ti rifiutano come testimone di nozze? Succede. Ma se non sei famoso, nessuno lo sa», dice Pasquale Quaranta credente e omosessuale.
Tantissime nella comunità gay le reazioni alla vicenda che ha visto il vescovo di Foggia negare all’onorevole Luxuria il «permesso» di fare da testimone di nozze al matrimonio della cugina, per poi concederlo dopo una giornata di polemiche. C’è chi testimonia le discriminazioni subìte, chi sottolinea la distanza tra le gerarchie ecclesiastiche e la comunità dei credenti.
E chi risponde invitando a non rincorrere le «concessioni». È diffusa l’aspirazione ad avere una Chiesa Cattolica del «sì» piuttosto che dei tanti «no», più vicina alle chiese cristiane. In nome dell’accoglienza verso omosex e trans si sono pronunciati l’Assemblea generale dell’Unione battista (Ucebi) e il Sinodo delle Chiese valdesi e metodiste. La mozione approvata di recente «confessa» il peccato delle discriminazioni, condanna le persecuzioni ai danni dei gay, invita a rispettare l’amore e le coppie omosessuali.


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Il 28 giugno 2007 in tutta Italia veglie ecumeniche di preghiera contro l’omofobia. Un momento di testimonianza cristiana e di comunione tra credenti, omosessuali e non

luci di Monserrat

Luci di Monserrat

(NEV) – Veglie ecumeniche di preghiera si svolgeranno il 28 giugno 2007 in diverse città italiane per ricordare le vittime dell’omofobia, della paura e della violenza nei confronti delle persone omosessuali.
Dopo la partecipazione al Gay Pride il 16 giugno scorso a Roma, con un culto ecumenico il giorno successivo alla Comunità di base di San Paolo, numerosi gruppi di cristiani omosessuali, tra cui la Rete evangelica fede e omosessualità (REFO), hanno aderito all’iniziativa del 28 giugno lanciata dal gruppo Kairòs di Firenze. Sono in programma appuntamenti nelle chiese valdesi di Firenze, Milano, Napoli e Palermo, nella chiesa metodista di Roma, nonché nelle città di Torino,Bologna, Ancona, Avellino, Pescara e Rimini.

“È la prima volta che si organizza un’iniziativa di questo genere – ha dichiarato Giorgio Rainelli, coordinatore della REFO – Alcune delle città coinvolte adotteranno la stessa liturgia, con letture, meditazioni su testi biblici e riflessioni su episodi di ‘ordinaria omofobia’: a Roma ricorderemo il ragazzo accoltellato e morto dissanguato al Parco delle Valli poco tempo fa. Abbiamo invitato a partecipare tutte le chiese evangeliche della zona e ci auguriamo una risposta positiva”.

La data del 28 giugno ricorda la rivolta di Stonewall (New York) nel 1969, quando un gruppo di omosessuali reagì alle quotidiane violenze della polizia, chiedendo dignità e giustizia. Lo scopo dell’iniziativa – si legge in un comunicato del gruppo Kairòs – è di “pregare per le vittime dell’omofobia, condividendo insieme agli altri la nostra sete di speranza e di giustizia perché cessi questa inumana violenza. Non si tratta solo di una preghiera recitata ad alta voce in un luogo di culto né di una ricerca di visibilità fine a se stessa, ma di un momento di testimonianza cristiana e di comunione tra i gruppi di credenti, omosessuali e non”.