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Fede e identità sessuale

1Intervento al seminario di formazione a cura della F.C.E.P.L. e l’Associazione N.U.D.I. su “fede e identità sessuale”     Grottaglie  19.12.15.

Lo scopo del mio intervento è 1) contestualizzare il seminario nella vita delle chiese ripercorrendo brevemente e non in modo esaustivo alcune tappe del percorso che ci ha portato qui oggi; 2)  dare alcuni suggerimenti su come affrontare il tema nella chiesa locale e 3)fornirci delle coordinate teologiche all’interno delle quali situare i nostri lavori.

1)         Non ancora vent’anni fa  (1998) si  fondò l’Associazione Rete Evangelica Fede e Omosessualità la quale  raccoglieva il lavoro precedente svolto nel nord Italia dal gruppo Capernaum. Attive nella REFO dall’inizio erano persone come Giorgio Girardet , Simon Pietro Marchese, nonché l’attuale Presidente, Giorgio Rainelli. La REFO  ha sempre viste unite persone di orientamenti sessuali diversi (gay e gay friendly) il cui scopo era affrontare e promuovere il discorso fede e omosessualità nelle chiese protestanti in Italia. Continua a leggere

Non con-piacere

omofobiaArticolo di Valentino Coletta

È successo un’altra volta. Un altro ragazzino si è suicidato perché non riusciva a sopportare l’ondata di odio omofobico che l’ha travolto, non trovando nessun sostegno o rifugio. Sinceramente non mi interessa molto se il ragazzo che si è suicidato l’altro giorno a Roma fosse omosessuale o eterosessuale o queer, perché focalizzando l’attenzione su cosa fosse la vittima, darei ragione ai suoi “assassini”. Presi dall’odio verso le persone diverse perché considerate gay o comunque fuori dalla norma eterosessista, trovano giustificazione per le loro azioni nella cultura morbosa italiana che cerca di normare e vigilare sui nostri corpi e sulle nostre vite. Invece io non voglio giustificarli. Anzi come frocia sono proprio incazzata! Continua a leggere

Il caso della trans Brenda o della grammatica esistenziale

di Rosa Salamone*

Con notevole imbarazzo ho seguito la storia della trans Brenda e con notevole imbarazzo ne scrivo.
Dovrei dire che è la mancanza del più elementare rispetto nei confronti di Brenda e delle altre trans ciò che mi colpisce, e se non fosse perché in questa vicenda c’è poco da ridere, aggiungerei che è l’assoluta mancanza di grammatica esistenziale ciò che più mi avvelena l’anima.

Leggendo i giornali che miscuglio di lei, lui, il trans, la trans, l’amico del trans anche da parte delle firme più note del giornalismo, gente da cui proprio non ti aspetteresti un inciampo sul genere dei sostantivi e delle esistenze argomentate.

Ci vuole proprio tanto a capire che il pronome da usare è quello del sesso di destinazione, che Brenda è una donna, una lei, una ragazza, una vittima, una transessuale? Continua a leggere

Gb: una madre lotta perchè il figlio minorenne possa cambiare sesso

Il Sistema Sanitario Nazionale (NHS) britannico si trova a dover affrontare le istanze di una madre particolarmente decisa. Carole Smith ha quarantun anni ed una figlia transessuale di quattordici. La preoccupazione di Carole come quella di ogni madre è il bene della figlia ed è proprio per evitare che sua figlia entri nella pubertà come un ragazzo che la signora Smith ha deciso di affrontare la sanità britannica perché fornisca alla figlia gli ormoni necessari a questo tipo di trattamento.

Si tratterebbe di una cura molto costosa (prezzo stimato sedicimila sterline) cui la signora non è grado di far fronte. Senza questi ormoni però la ragazza, nata maschietto, potrebbe crescere in altezza e sviluppare anche mani e piedi ed incontrare, in questo modo, ulteriori difficoltà nel passaggio da maschio a femmina. Continua a leggere