Archivi tag: transfobia

Attacco omofobo e fascista alla Chiesa Valdese di Piazza Cavour a Roma

10380216_10202946626560203_4576638037179659768_oLa REFO – Rete Evangelica Fede e Omosessualità esprime la sua solidarietà con la Chiesa Evangelica Valdese di piazza Cavour di Roma per l’attacco di stampo chiaramente omofobo e fascista avvenuto nella notte tra il 14 e 15 maggio c.a.
Sono state rilevati disegni di croci celtiche e svastiche oltre la scritta “No Froci” sui muri in via Marianna Dionigi, dove sono ubicati gli uffici della comunità ed è stata imbratta la facciata del Tempio con lancio di inchiostro nero nel tentativo di imbrattare la bandiera rainbow esposta in occasione della Giornata Mondiale di Lotta e di Contrasto all’Omofobia e alla Transfobia.

Nel condannare questo atto di intolleranza e disgusto verso una chiesa accogliente e inclusiva quale è l’Unione delle Chiese Valdesi e Metodiste la REFO invita la società civile, tutti/e i/le credenti a rifiutare questa cultura dell’odio e della discriminazione.

La REFO invita a vigilare e ad impegnarsi nella difesa delle libertà democratiche e dei diritti di tutti e tutte perché se un diritto è di pochi allora è un sopruso.

Questa violenza non ci impedirà di continuare il nostro impegno nella lotta alle discriminazioni e a praticare realmente l’accoglienza di tutti e tutte perché come dice l’Apostolo Paolo: “ accoglietevi gli uni gli altri, come anche Cristo vi accolti” (Romani 15:7).
Questa intimidazione non impedirà di continuare l’impegno per l’autodeterminazione dei nostri corpi e della nostra sessualità.

A questo odio la REFO vuole rispondere con le parole della I lettera di Giovanni: “Nell’amore non c’è paura” (4:18) e invita tutti e tutte a ritrovarsi stasera 15 maggio alle ore 21:00 davanti al sagrato del Tempio Valdese di piazza Cavour-Roma per un incontro di solidarietà con la comunità valdese.

La Segreteria REFO.

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Non con-piacere

omofobiaArticolo di Valentino Coletta

È successo un’altra volta. Un altro ragazzino si è suicidato perché non riusciva a sopportare l’ondata di odio omofobico che l’ha travolto, non trovando nessun sostegno o rifugio. Sinceramente non mi interessa molto se il ragazzo che si è suicidato l’altro giorno a Roma fosse omosessuale o eterosessuale o queer, perché focalizzando l’attenzione su cosa fosse la vittima, darei ragione ai suoi “assassini”. Presi dall’odio verso le persone diverse perché considerate gay o comunque fuori dalla norma eterosessista, trovano giustificazione per le loro azioni nella cultura morbosa italiana che cerca di normare e vigilare sui nostri corpi e sulle nostre vite. Invece io non voglio giustificarli. Anzi come frocia sono proprio incazzata! Continua a leggere

Giornata Mondiale di Lotta all’Omo/Transfobia – Un invito alla preghiera e alla lotta.

rainbow24wDi seguito riportiamo la lettera aperta inviata dalla Segreteria Refo a tutte le Chiese Protestanti in Italia in occasione della Giornata Mondiale di Lotta all’Omofobia e alla Transfobia

Care sorelle, cari fratelli,

Ci rivolgiamo a voi con queste poche righe all’approssimarsi della Giornata mondiale contro l’omofobia, il 17 Maggio 2013.

Il 17 maggio 1990 l’Organizzazione mondiale della sanità cancellava infatti l’omosessualità dalla lista delle malattie mentali: qualche anno dopo la comunità gay e lesbica internazionale scelse la data del 17 Maggio per la celebrazione della Giornata mondiale contro l’omofobia (ovvero l’odio e la paura verso le persone omosessuali e transessuali).

In questa occasione noi, uomini e donne della Rete Evangelica Fede e Omosessualità, vogliamo invitare tutte le Chiese BMV e Luterane ad unirsi a noi (e agli ormai numerosi gruppi di cristiani LGBTIQ presenti sul territorio nazionale) nella preghiera e nel ricordo delle discriminazioni, dell’esclusione e di tutte le violenze fisiche e verbali nei confronti delle persone omosessuali e transessuali, ma anche nella speranza che tutto questo venga presto superato nelle Chiese e nella società. Continua a leggere

Laicità dove sei? 140 anni dalla Breccia di Porta Pia

Articolo di Valentino Coletta

Il 20 settembre di 140 anni fa’ l’esercito del neonato Regno d’Italia, guidato dal generale Raffaele Cadorna, irrompe nella città eterna, ponendo fino al regno teocratico del Papa e portando quella ventata fresca di libertà e laicità ai cittadini e alle cittadine di Roma.Questo piccolo fatto bellico ha un grande valore simbolico per la storia dell’Italia. La presa di Roma pone fine allo Stato teocratico che il papato avevo instaurato nella città eterna e nella maggior parte dell’Italia centrale. Nello Stato pontificio erano assenti libertà di stampa e di culto e molti diritti civili. A Roma sorse uno dei ghetti ebraici più antichi d’Europa (1555). A Roma era vietata la diffusione della Bibbia in lingua volgare e i culti non cattolici non erano ammessi.L’esercito italiano, conquistando Roma, portò ai romani e alle romane quella laicità e quei diritti civili che non avevano mai conosciuti, se escludiamo i brevi periodi napoleonico e della repubblica romana.

Subito dopo i bersaglieri, la leggenda vuole che entrò in città un colportore protestante con un carretto pieno di Bibbie trainato da un cane; con questo evento si fa cominciare l’inizio della libertà di culto anche nella città del Papa.Dopo 140 anni dalla Breccia di Porta Pia cosa è rimasto di quella ventata di laicità? A vedere il clima politico e la società italiana contemporanea, si potrebbe dire che è rimasto ben poco. Questo clima contemporaneo è dovuto sia da motivi storici che politici.

Lo spirito della presa di Roma fu seppellito ben presto con la firma dei Patti Lateranensi da parte di Mussolini e del Papato nel 1929. Il peso del Concordato viene posto anche sulla Costituzione repubblicana. Oggi lo Stato Città del Vaticano ha ancora un’influenza pressante sulle istituzioni della Repubblica italiana. Influenza che ha risvolti politici ma soprattutto sociali. Il potere delle gerarchie cattoliche impediscono a questo paese di essere veramente laico. Impediscono a questa repubblica di essere imparziale davanti a tutti i culti e a tutte le fedi professate dagli stessi cittadini e dalle stesse cittadine di questo paese. Si impedisce di avere un legge sulla libertà religiosa, rimanendo in vigore la legge fascista sui culti ammessi. Si impedisce di avere un vero dibattito sulla bioetica in questo paese. Continua a leggere

Il caso della trans Brenda o della grammatica esistenziale

di Rosa Salamone*

Con notevole imbarazzo ho seguito la storia della trans Brenda e con notevole imbarazzo ne scrivo.
Dovrei dire che è la mancanza del più elementare rispetto nei confronti di Brenda e delle altre trans ciò che mi colpisce, e se non fosse perché in questa vicenda c’è poco da ridere, aggiungerei che è l’assoluta mancanza di grammatica esistenziale ciò che più mi avvelena l’anima.

Leggendo i giornali che miscuglio di lei, lui, il trans, la trans, l’amico del trans anche da parte delle firme più note del giornalismo, gente da cui proprio non ti aspetteresti un inciampo sul genere dei sostantivi e delle esistenze argomentate.

Ci vuole proprio tanto a capire che il pronome da usare è quello del sesso di destinazione, che Brenda è una donna, una lei, una ragazza, una vittima, una transessuale? Continua a leggere