Archivio dell'autore: REFO Italia

“Alfredo Ormando Altre poesie e prose d’impegno civile”

Autore: Piero Montana

Il 27 novembre c.m. sarà disponibile nella libreria Interno ’95 di Bagheria e nelle librerie Antigone di Roma e Milano il nuovo libro di Piero Montana “Alfredo Ormando Altre poesie e prose d’impegno civile”

Alfredo Ormando, scrittore gay nisseno, il 13 gennaio del ’98 si diede fuoco in piazza San Pietro a Roma per protestare contro la Chiesa Cattolica e la sua tradizionale morale repressiva nei confronti dei gay. Morirà in ospedale dopo 9 giorni di agonia, ma il suo gesto secondo la Santa Sede è quello di un alienato, di un uomo con forti problemi psichici. Solo dopo un anno dal suo suicidio l’autore di questo libro scopre tra le carte di Ormando la sua lettera autografa datata Natale ’97 e riservata ai posteri. In tale lettera Ormando scrive: << … penseranno che sia un pazzo perché ho deciso Piazza S. Pietro per darmi fuoco, mentre potevo farlo anche a Palermo. Spero che capiranno il messaggio che voglio dare: è una forma di protesta contro la Chiesa che demonizza l’omosessualità, demonizzando al contempo la natura, perché la omosessualità è sua figlia.>>. Massimo Consoli, fondatore del movimento gay italiano, nel suo libro “Ecce Homo L’omosessualità nella Bibbia”, impropriamente, in una dedica, definisce Ormando martire pagano, ma lo scrittore nisseno di fede cattolica era stato in gioventù anche in convento, uscendone tuttavia presto, disgustato dall’ipocrita moralismo di sacerdoti e frati. Lo racconta egli stesso nel suo solo, tra i suoi tanti inediti, romanzo pubblicato in vita, Il Fratacchione e ripubblicato dopo la sua morte con una prefazione dello stesso Montana, unico fino ad oggi studioso di tutta l’opera di Ormando.

Le poesie e le prose, gli articoli sullo scrittore gay nisseno, già pubblicati nel mensile Babilonia e on line da Arcigay nazionale ma anche da diversi siti religiosi, ad eccezione della prefazione (1998) al Fratacchione, che in questo libro sono raccolti, sono stati scritti nel periodo (1999-2015) in cui l’autore é stato consulente, sotto diverse sindacature, del sindaco per la realtà omosessuale della città di Bagheria.

Esse testimoniano tutte dell’impegno culturale e politico, nella lotta all’intolleranza e al pregiudizio antigay, impegno volto alla salvaguardia della dignità delle persone glbtq, che l’autore, uno dei fondatori nel lontano 1976 del Fuori! Di Palermo (Movimento di liberazione omosessuale) in tutta la sua vita non ha mai dismesso. Il libro ha una prefazione dell’Arcivescovo Giovanni Climaco Mapelli, dal 2006 Vescovo di una Chiesa di origine orientale ortodossa, che porta il nome di Chiesa Cristiana Cattolica Apostolica, che accoglie anche divorziati e risposati (secondo l’antica tradizione) e le coppie omosessuali, alle quali viene conferita la benedizione delle nozze. In appendice al libro viene pubblicata con materiale di documentazione un’intervista all’autore di Luca Locati Luciani per CulturaGay.it

Piero Montana (Bagheria-1950), poeta, gallerista e scrittore, attivista gay, consegue un dottorato in Filosofia nel 1975. Nel ’76 fonda con altri il Fuori! di Palermo, e nello stesso anno riceve da Massimo Consoli il premio Triangolo Rosa Pier Paolo Pasolini per una sua raccolta clandestina di poesie autobiografiche, “Breve Rosario di Sodoma”, che sarà pubblicata con altri suoi libri di poesia “W.C.”, “L’Angelo perverso”, “Estasi, “Sodoma Divinizzata” e “I Canti della lue” solo nel 2015. Nominato nel 1999 consulente del sindaco per la realtà omosessuale della città di Bagheria, si interessa anzitutto del caso Ormando. A questo suo interessamento infatti si deve se le opere dello scrittore gay nisseno si trovano oggi tutte custodite nella Biblioteca Comunale “Francesco Scaduto” di Bagheria, dove più agevolmente le ha potuto consultare per scrivere gli unici articoli che si sono occupati con la dovuta attenzione e serietà della vita e dell’opera di Ormando.

Non si cura una malattia che non è

Dibattito sulle pseudo-terapie riparative nei confronti dell’omosessualità

Domenica 21 settembre a Milano si è svolto un incontro organizzato dalla Rete evangelica fede, orientamenti generi (Refo+) e dall’associazione “Per i diritti umani” dedicato al tema delle pseudo-terapie riparative nei confronti dell’omosessualità. Tenutasi alla Casa dei diritti, sede laica, la tavola rotonda, moderata dai rappresentanti delle due associazioni Emanuele Crociani e Filippo Cinquemani, ha visto gli interventi di Federico Ferrari, psicoterapeuta esperto nel dare supporto psicologico a persone LGBTIAQ e co-autore del libro Curare i gay? Oltre l’ideologia ripartiva dell’omosessualità; e di Daniela Di Carlo, pastora della chiesa valdese di Milano valdese e teologa esperta in teologia queer, attualmente co-presidente della Commissione Fede Genere e Sessualità delle chiese battiste, metodiste e valdesi. Presente con una testimonianza anche Rosario, attivista cristiano LGBTQ.

La REFO+ organizza molte iniziative in tutta Italia, soprattutto nelle chiese, per il pieno riconoscimento e valorizzazione di tutte le identità LGBTIAQ, con convegni e tavole rotonde, gruppi di studio biblici e momenti di preghiera, presidi e manifestazioni. “Per i Diritti Umani” organizza incontri pubblici, corsi presso istituti scolastici e incontri con autori. Entrambe le associazioni hanno un proprio sito internet con interviste, articoli e recensioni. Con questo evento si sono trovate a convergere sul benessere mentale delle persone LGBTIAQ. Ne è nata una intervista con Emanuele Crociani, della chiesa battista di Milano – via Pinamonte da Vimercate e co-presidente della Refo.

Ecco la versione integrale dell’intervista, pubblicata in forma ridotta su “Riforma”.

1) Innanzitutto in che cosa consistono queste “terapie” e in quali ambiti vengono applicate (religioso e/o medico?)? Ma… l’omosessualità non era stata depennata dall’elenco delle malattie mentali secondo l’Oms?

Le “terapie” riparative consistono in una serie di trattamenti molto diversi tra loro, che utilizzano alcune nozioni provenienti dalla psicologia in modo però del tutto improprio. Queste pseudo-terapie sono nate quando ancora si considerava l’omosessualità una malattia da curare, ma già dagli anni ’90 la comunità scientifica ha abbandonato questa vecchia visione perché ha notato che è errata. Perciò le terapie riparative sono antiscientifiche, inefficaci e dannose. I mezzi proposti per “guarire” sono i più diversi: colloqui con padri spirituali e sedute di gruppo, repressione dell’erotismo, prove di virilità/femminilità, svalutazione dell’aspetto corporeo della sessualità, autoconvinzione, molestie, demonizzazione dell’omosessualità, sottili intimidazioni. Al giorno d’oggi gli ordini professionali dei medici e degli psicologi hanno un codice deontologico che vieta loro di praticare queste terapie, ma essendo solo un codice deontologico ci sono alcune scappatoie e un sistema di sanzionamento blando e graduale. In qualche stato sono state perciò proibite per legge, purtroppo non in Italia.
Ormai chi sostiene queste pseudo-terapie sono soprattutto persone in ambienti religiosi, che stentano a riconoscere la “verità scientifica” contrapponendola alla “verità biblica”. La contrapposizione può avvenire in modo esplicito, e allora si citano versetti che “smentiscono” la scienza; oppure in modo implicito, ribadendo come più importante di ogni cosa il concetto che l’omosessualità è un “peccato da estirpare”. Teniamo anche conto che molte terapie riparative, invece di negare la scienza tout court, preferiscono rifarsi alle vecchie teorie scientifiche del diciannovesimo secolo, giudicando il progresso scientifico moderno “sbagliato” e “ideologico”.

2) Dicevamo che in Italia forse non se ne parla ancora così tanto: ma è perché non sono diffuse, o perché il nostro contesto nazionale è restio a parlare di questo così come di tanti altri temi legati alla sfera della sessualità?

Sono diffuse eccome purtroppo. Ma si praticano di nascosto. Inoltre giocano sul senso di timore e vergogna che subiscono le vittime, sulla necessaria delicatezza e sulla giusta sensibilità che hanno nell’evitare di fare outing e di produrre danni collaterali ad altre persone o istituzioni religiose coinvolte. Per questo non se ne parla. Non se ne parla perché sono sponsorizzate anche da persone ben inserite in un reticolo di rapporti in comunità e strutture che incutono un certo rispetto a cui le vittime stesse non vorrebbero causare danno (es. movimenti spirituali ecclesiali, seminari, chiese, pastori carismatici…). Non se ne parla anche poiché spesso parte dell’associazionismo LGBTQ disprezza a tal punto la religione da disprezzare la vittima di una terapia riparativa sostenendo che “se la sia andata a cercare” e che “magari è ora che impari la lezione”. Di sessualità si parla anche troppo, mentre di scienza e di religione assai meno.

3) L’incontro si è tenuto in presenza alla Casa dei Diritti (v. Edmondo de Amicis 10) a Milano, ma anche in diretta online. Chi ha partecipato, quale risposta c’è stata? Dai partecipanti sono emerse testimonianze, osservazioni, richieste?

Hanno partecipato parecchie persone, componendo un pubblico molto variegato che è riuscito a riempire la piccola sala. Le associazioni organizzatrici, la REFO+ e Per i Diritti Umani, hanno entrambe mobilitato i propri soci e simpatizzanti. Ho notato che alcuni miei amici e colleghi, che difficilmente vengono alle altre iniziative REFO+, sono venuti, trovando particolarmente meritevole questa iniziativa. Un po’ di delusione dall’associazionismo laico LGBTQ+ e dalla politica. Ma essendo la sala piena, l’evento è stato un successo, inoltre, qualcuno ha anche seguito online. Credo fossimo una quarantina di partecipanti in totale. Le domande dal pubblico erano davvero molte e molto diverse tra loro.

4) Se non sbaglio c’è stata una testimonianza diretta di una persona che ha subito sulla sua pelle queste “terapie”… ce ne puoi parlare?

La testimonianza dettagliata di Rosario, ex-seminarista e giovane attivista cristiano LGBTQ, ha dato un senso vivo e molto concreto agli interventi di stile accademico degli altri due relatori. Ha parlato di come, durante la formazione in seminario, sia stato convinto a partecipare a un “gruppo di riparativo” lasciandogli intendere che per diventare sacerdote era un passaggio obbligato smettere di avere pensieri omosessuali. Non gli è stata presentata chiaramente come terapia. E’ stato inserito in un gruppo che si autososteneva molto nel percorso di togliere ogni traccia di erotismo dall’aspetto amoroso e da quello corporeo. Ciò lo ha portato però a una forte disistima e senso di fallimento poiché sentiva comunque l’attrazione verso lo stesso sesso, fino a desiderare di smettere di vivere. Ma la speranza c’è: ora ha trovato persone che lo hanno supportato, ha ricostruito l’autostima, iniziato a frequentare un corso universitario di filosofia, ha un compagno, un sorriso felice in volto. Insomma, non ha più vergogna a definirsi bisessuale e ad essere quello che realmente è. Inoltre ha il coraggio di testimoniare e portare avanti una visione di chiesa inclusiva.

5) Potresti dirci anche due parole di sintesi sui due interventi degli “esperti”, Federico Ferrari e Daniela Di Carlo?

In sintesi il messaggio principale dello psicoterapeuta Federico Ferrari (che sulle pseudo-terapie riparative ha scritto un libro) è che queste terapie non funzionano e anzi provocano gravi danni. Le pseudo-terapie riparative invalidano ciò che è il nucleo essenziale della persona, cioè le sue emozioni e la sua sessualità, annichilendo poi l’autostima e causando problemi psicologici. Inoltre le vittime vengono persuase che l’omosessualità derivi da difetti della figura materna (troppo accudente o troppo mascolina) oppure paterna (troppo autoritaria oppure troppo femminea), rompendo dunque il legame di fiducia con i genitori. In seguito Ferrari ha aggiunto che anche le credenze religiose fanno parte del nucleo essenziale del sé. Non si deve quindi porre in conflitto omosessualità e fede. Da un punto di vista professionale lo psicoterapeuta deve rimanere neutro e lasciare che sia il paziente a risolvere questo conflitto interiore.

La pastora valdese Daniela Di Carlo, esperta di teologia queer, considera la diversità il valore fondante delle società attuali, secondo il nuovo motto libertà, diversità, fraternità. Ha poi lanciato con forza un messaggio evangelico: l’accoglienza delle diversità, anche LGBTQ+, deve essere incondizionata, perché nessuna diversità può allontanare l’amore Dio. Ha citato a supporto di ciò gli episodi biblici di Filippo e l’eunuco e quello di Marta e Maria.

6) Quali sono i prossimi appuntamenti come Refo+ che vorresti segnalarci?

Il corso di teologia queer online avrà una lezione a breve: l’11 Novembre le teologhe Silvia Zanconato e Luisa Alioto parleranno delle donne dell’Apocalisse in chiave queer. Sarà aperto a tutt* coloro che vorranno porsi in ascolto e in dialogo, semplicemente compilando il modulo google che troverete sui nostri canali.

Guarire cosa?!

Terapie riparative: quando la “cura” diviene violenza contro le persone LGBTQIA+

Scarica la locandina

Le associazioni R.E.F.O.+ e Per I Diritti Umani vi invitano ad un importante evento sulle pseudo-terapie riparative. Si terrà Domenica 21 Settembre alle ore 16 in Casa dei Diritti, in via Edmondo de Amicis 10, a Milano. Sarà possibile seguire una diretta online sulla pagina Facebook della REFO+.

Queste cosiddette terapie vorrebbero guarire le persone omosessuali da una cosa che malattia non è. Vorrebbero cioè convincere che l’omosessualità è una malattia da cui si può guarire per ritornare ad una presunta originaria sana eterosessualità.
Basate su una ormai superata teoria psicologica che vedeva l’omosessualità come malattia, e diffuse ormai principalmente in ambienti religiosi conservatori, le terapie riparative sono una violenza psicologica (e a volte anche fisica) sulla pelle di chi le subisce. Per affrontare l’argomento nel modo più appropriato, oltre a sentire la voce di una vittima di queste terapie, ci avvaleremo di due persone esperte e molto qualificate nel proprio rispettivo ambito, quello psicologico e quello religioso. Il loro lavoro aiuta le persone LGBTIAQ ad affermare la propria identità e i propri diritti.

I relatori sono:

  • Federico Ferrari, psicoterapeuta competente nel dare supporto psicologico a persone LGBTIAQ e co-autore del libro “Curare i gay? Oltre l’ideologia ripartiva dell’omosessualità”;
  • Daniela Di Carlo, pastora della chiesa valdese di Milano valdese e teologa esperta in teologia queer, attualmente co-presidente della Commissione Fede Genere e Sessualità delle chiese Battiste, Metodiste e Valdesi;
  • il giovane attivista LGBTIAQ Rosario Lo Negro, ex seminarista ora studente di filosofia, in prima linea nella denuncia delle terapie riparative.

Moderano Emanuele Crociani, co-presidente della Rete Evangelica Fede Orientamenti e generi e Filippo Cinquemani, attivista dell’associazione Per i Diritti Umani.

Riparte il secondo ciclo de ‘La rivoluzione delle vite queer nella teologia cristiana’

Perché come cristian* vogliamo approfondire le teologie queer?

Come l’esperienza delle vite queer può aiutare ad affrontare l’intricato intreccio delle ingiustizie economiche, etniche, sessuali e di genere?

Continueremo ad interrogarci su queste domande nel secondo ciclo di incontri, che si svolgerà tra settembre e novembre, insieme al filosofo delle religioni Damiano Migliorini, al pastore valdese Gabriele Bertin e alle teologhe Luisa Alioto e Silvia Zanconato

Il secondo ciclo di webinar si svolgerà sempre di martedì intorno alla metà del mese e sarà aperto a tutt* coloro che vorranno porsi in ascolto e in dialogo, semplicemente compilando il modulo che troverete sui nostri canali.

Ad ogni incontro – per chi vorrà – seguirà un piccolo gruppo di approfondimento sul tema trattato, online o in presenza, in cui poter condividere le proprie esperienze e riflessioni e contribuire alla redazione di un breve resoconto che contribuirà a far proseguire la discussione anche oltre gli incontri online.

16
settembre

Dalla teologia transgender alle Beatitudini con Damiano Migliorini:
Un percorso che unisce le esperienze e le riflessioni della teologia transgender con le parole delle Beatitudini. Un invito a lasciarsi interrogare da un Vangelo che rovescia le logiche del potere e apre spazi di libertà e riconoscimento per tutte le vite.

14
ottobre

Gesù queer: le guarigioni nell’evangelo di Marco con Gabriele Bertin:
Le guarigioni raccontate da Marco non sono solo miracoli, ma gesti che spezzano barriere, esclusioni e pregiudizi. Uno sguardo queer ci aiuta a cogliere un Gesù che abbraccia corpi e storie marginalizzate, trasformandole in segni di nuova umanità.

11
novembre

Donne queer: la falsa profetessa di Tiatira, Babilonia, la donna vestita di sole e le altre donne dell’Apocalisse con Luisa Alioto e Silvia Zanconato:
Dietro i simboli dell’Apocalisse emergono figure femminili potenti e scomode. Rilette in chiave queer, diventano occasione per riscoprire come le Scritture parlino di resistenza, desiderio e speranza, proprio nelle storie che spesso sono state messe ai margini.

DAMIANO MIGLIORINI è Cultore della materia (Filosofia della religione) all’ISSR “Italo Mancini” dell’Università di Urbino. Di recente ha conseguito l’abilitazione scientifica nazionale per l’insegnamento di Filosofia Teoretica. I suoi interessi di ricerca sono la filosofia analitica della religione, la teologia trinitaria, i gender studies. Ha pubblicato molti articoli in riviste italiane e internazionali e vari libri, tra cui “L’amore omosessuale. Saggi di psicoanalisi, teologia e pastorale” (Cittadella, 2014), “Gender, Filosofie, Teologie. La complessità contro ogni ideologia” (Mimesis, 2017), “Ontologie relazionali e metafisica trinitaria” (Morcelliana, 2022). È tra i curatori dell’Oxford Handbook of Omnipresence (Oxford University Press, forthcoming 2025).

GABRIELE BERTIN laureato presso la Facoltà Valdese di Teologia attualmente è pastore presso le chiese di San Secondo di Pinerolo e Prarostino. Si interessa in particolare di teologie contestuali, con particolare attenzione ai gender e men’s studies, le teologie femministe, LGBT e queer. Ha pubblicato per la casa editrice Claudiana “Mosè: mito di un uomo racconto di un maschio” (2021) opera in cui rilegge in chiave critica alcuni testi biblici salienti analizzando l’identità maschile posta come norma per le successive, nonché emblema di un rapporto esclusivo con Dio mettendola in dialogo con i gender, mens e queer’s studies nel contesto della violenza contro le donne e degli episodi di omo-transfobia dei nostri tempi.

LUISA ALIOTO Insegnante IRC di scuola secondaria di I grado, appassionata di studi giudaici e impegnata nel dialogo ebraico-cristiano. Nata il 14 ottobre 1987 a Milazzo (ME), siciliana.
Nel 2023 consegue la Laurea Magistrale in Storia, Religioni e Culture presso l’Università degli Studi di Roma Tre con una tesi dal titolo: Il pensiero incarnazionale nel Chassidismo e rapporti tra il divino e l’umano nel giudaismo antico. Studio critico del testo di Shaul Magid: “Hasidism Incarnate: Hasidism, Christianity, and the Construction of Modern Judaism”.
Ha frequentato la neo-istituita Licenza in «Judaic Studies and Jewish-Christian Relations» presso il Centro Cardinal Bea per gli Studi Giudaici della Pontificia Università Gregoriana (Roma) e conseguito il grado (2021) con una tesi dal titolo: «Shaul Magid: il divino-umano nel Chassidismo “incarnato” e inediti orizzonti nel dialogo Ebraico-Cristiano». Nel 2019 ha ricevuto il Baccelierato in Teologia presso la medesima Pontificia Università Gregoriana.
È capo scout AGESCI, Incaricata alla Branca RS della Zona “Centro Urbis” di Roma e collaboratrice all’organizzazione di eventi regionali indirizzati ai ragazzi e alla formazione capi.
Ha vissuto un cammino religioso tra le Adoratrici del Sangue di Cristo per otto anni e mezzo.

SILVIA ZANCONATO Ha studiato teologia alla Gregoriana, ha conseguito la Licenza in Scienze Bibliche presso il Pontificio Istituto Biblico e un master in Religioni e Mediazione Culturale alla Sapienza di Roma. Membro del Consiglio di Presidenza del Coordinamento Teologhe Italiane, attualmente è insegnante di religione cattolica nelle scuole secondarie di secondo grado a Ferrara e presso la Scuola di Teologia “Laura Vincenzi”.
La sua formazione le consente di trasmettere un approccio alla Scrittura comparato e integrato, culturale oltre che teologico. Diverse le sue pubblicazioni soprattutto in ambito biblico e pedagogico con particolare attenzione alle questioni di genere.
Recentemente: Lo sposo di Maria. Giuseppe nei vangeli, in: Antonio Autiero Marinella Perroni (edd.), Maschilità in questione. Sguardi sulla figura di san Giuseppe, GdT 435, Brescia (Queriniana) 2021, 109-125; Verginità e apostolato. L’esempio di Paolo, in: Uta Poplutz Korinna Zamfir, Letteratura epistolare neotestamentaria, La Bibbia e le donne. Collana di esegesi, cultura e storia vol. 2.1. (in via di pubblicazione). 

Omosessualità in divisa

FORZE DELL’ORDINE, FORZE ARMATE E COMUNITA’ LGBTQ

Autore: Carlo Scovino

Tema e rapporto storicamente assai complicato quello tra forze dell’ordine e comunità LGBTQ. Pochi riescono davvero ad immaginare una società inclusiva in cui anche le forze dell’ordine siano annoverate come alleate della comunità LGBTQ. Perché significherebbe sanare ferite, rompere muri e pregiudizi, rinunciare a vittimismo ed antagonismo. L’antagonismo tra le forze dell’ordine e la comunità LGBTQ risale infatti a molto tempo fa, quando l’omosessualità era illegale e le persone queer multate e arrestate dai poliziotti. L’episodio di Stonewall è il prototipo di come erano tesi i rapporti, che sfociavano spesso nella violenza.

Eppure oggi molte cose sono cambiate. Carlo Scovino è un educatore appassionato di scrittura, e tra i suoi molti libri a tema LGBTQ, ha scelto di pubblicarne due che affrontano questa tematica, partendo però dalle persone perché, riprendendo un detto che si usa in psichiatria, “le persone prima di ogni diagnosi sono sempre persone”. In particolare ha raccolto molte testimonianze di persone LGBTQ in divisa, alcune delle quali hanno formato l’associazione POLIS APERTA, che è a tutti gli effetti una associazione LGBTQ. Il primo libro si intitola “Questo odio non ti somiglia”, di cui “Omosessualità in divisa” è di fatto la sua continuazione. Da queste testimonianze si possono cogliere alcuni elementi. Scovino, e con lui le forze dell’ordine intervistate, non ignorano assolutamente il problema di uso sproporzionato della violenza da parte delle forze dell’ordine (il massacro durante il G8 a Genova è l’episodio più grave ma anche i manganelli sugli studenti a Pisa e le torture nelle carceri sono episodi gravissimi), ma ci tengono a specificare che il mondo delle forze dell’ordine non è omogeneo ed è piuttosto lo specchio della società: “non tutti i poliziotti sono picchiatori fascisti, né tutti di destra”. Ci sono anche poliziotti di sinistra. Soprattutto a partire dagli anni ’90, con l’ingresso sempre più massiccio delle donne nelle forze armate, la cultura delle forze dell’ordine è cambiata molto, affievolendo molto il modello machista-patriarcale.

Bisogna tenere conto che ovviamente nelle forze dell’ordine esistono le persone LGBTQ, e che alcuni tra loro hanno fatto anche coming out pubblicamente, seppure con titubanza e difficoltà legate alla disciplina giuridica della categoria e al cosiddetto doppio stigma. Doppio stigma sia dentro la comunità queer sia dentro le forze dell’ordine. Nelle forze dell’ordine così come nelle forze armate la disciplina giuridica è differente rispetto agli altri lavoratori assunti nella Pubblica Amministrazione: rappresentando lo Stato in compiti assai delicati devono attenersi il più possibile alla terzietà, perciò non sono liberi di esprimere opinioni politiche o personali pubblicamente. In questo clima va rispettato chi con coraggio e intelligenza riesce ad esporsi facendo coming out (ricordando anche che non è necessario che tutti lo facciano). Le persone LGBTQ riunite in POLIS APERTA perciò hanno “margini ristretti di manovra” e si occupano soprattutto di formazione sulla antidiscriminazione, aiutando le forze dell’ordine e la società ad essere inclusive. Un tema importante affrontato è quello di facilitare la denuncia di reati a fondo omobitransfobico, che spesso non viene fatta perché le persone LGBTQ non vengono capite dal personale delle forze dell’ordine.

Ma purtroppo a volte il mondo LGBTQ è nemico delle forze dell’ordine in modo ideologico e in Italia POLIS APERTA, che è una associazione LGBTQ, viene a volte censurata, marginalizzata ed esclusa, da manifestazioni e convegni queer, anche dai Pride. Alcune frange di attivisti queer di sinistra estrema preferiscono chiudersi al dialogo con il paradosso di discriminare altre persone LGBTQ. L’autore sostiene che certi cambiamenti culturali, dentro le forze dell’ordine e dentro la comunità LGBTQ, richiedano anni. Che chi subisce discriminazione non sempre maturi una cultura antidiscriminazione, e che purtroppo alcuni stereotipi sono duri a morire. Fatto sta che in questo momento le persone LGBTQ dentro le forze dell’ordine sono doppiamente discriminate: non corrispondono al modello del “maschio forte ” prevalente nella categoria, ma neppure sono accettati a pieno titolo nella comunità queer. Eppure stanno costruendo il ponte necessario per rendere la società migliore per tutti, rompendo i pregiudizi più ostinati, abbattendo i muri più alti, portando maggior sensibilità tra le forze dello Stato che devono difendere i più deboli, non rinunciando all’utopia di uno Stato e una società inclusive.

Recensione di: Emanuele Crociani

Veglie e Culti contro l’omolesbobitransfobia

Come ogni anno la Commissione Fede Genere e Sessualità, in collaborazione con la REFO+ Rete Evangelica Fede Orientamenti e Generi, ha preparato una liturgia ed una scheda omiletica come proposta per la realizzazione delle Veglie ed i Culti contro l’omolesbobitransfobia.
Il versetto biblico:

“Dio non fa preferenze di persone”
Atti degli Apostoli 10, 34
)

ci aiuterà nella nostra ricerca e nella nostra riflessione per un’inclusione reale di ogni persona, senza pregiudizi o preconcetti, col cuore e la mente nudi ed aperti all’accoglienza ed all’abbraccio.

Perché il 17 maggio? Fu in quel giorno del 1990 che l’Organizzazione Mondiale della Sanita (OMS) rimosse l’omosessualità dall’elenco delle malattie mentali e per questo motivo nel 2004 l’Unione Europea e le Nazioni Unite hanno riconosciuto il 17 maggio come la giornata internazionale contro l’omofobia, la lesbofobia, la bifobia e la transfobia.

Ma non è bastato cancellare una parola da un elenco per cambiare le cose i pregiudizi inchiodati nel cervello delle persone.

Ancora oggi, a 35 anni da quel 17 maggio, tutte e tutti noi come credenti abbiamo l’obbligo di seguitare a schierarci e a gridare: “Dio non fa preferenze di persone”; perché ci ha create e creati sue figlie e suoi figli e siamo belle e belli ai suoi occhi, ricordando con culti e veglie che:

  • la violenza di genere è un male che va fermato collettivamente perché solo insieme si può costruire un mondo nel quale le differenze diventino preziosa ricchezza da donarci reciprocamente.
  • siamo tutte figlie e tutti figli di Dio ed ogni persona è amata profondamente da Dio così com’è, non esistono persone sbagliate o ammaccate: esistono persone differenti perché siamo tutte e tutti al tempo stesso peccatori e santi.
  • è bello che i fratelli e le sorelle preghino insieme senza la pretesa di imporre la verità della propria chiesa all’altra.

Per questo motivo vogliamo condividere con voi l’elenco di tutti gli eventi che in collaborazione con la REFO+, soprattutto grazie al lavoro dei gruppi locali, sono state organizzate per questo 2025 per promuovere il superamento dell’omolesbobitransfobia.

VALLI VALDESI

TORINO

  • 17 maggio ore 21 Tempio valdese corso Vittorio Emanuele una serata con l’obiettivo di sensibilizzare sulla tematica dei diritti LGBTQIA+ intervallando i momenti di riflessione con intermezzi artistici e musicali. Nei giorni intorno al 17 maggio alcuni bar e ristoranti del quartiere di San Salvario contribuiranno all’iniziativa con iniziative enogastronomiche e informative dedicate all’inclusività
ALESSANDRIA

MILANO

  • 11 maggio ore 10:30 culto nella chiesa battista di via Pinamonte
  • 11 maggio ore 10:45 culto nella chiesa valdese
  • 18 maggio ore 10:30 culto nella chiesa battista di Bollate
  • 18 maggio ore 10:30 culto nella chiesa battista di via Jacopino
  • 25 maggio ore 10 culto di apertura della mostra d’arte “Artisti queer perseguitati” nella chiesa protestante luterana-riformata
  • 30 maggio ore 20:30 veglia ecumenica presso il tempio valdese
ROMA

  • 17 maggio ore 18:00 veglia ecumenica a cura di Mosaiko con la partecipazione di REFO+, Parrocchia di Santa Margherita Maria Alacoque, Via Michele Pantanella, 5 (zona Tor Vergata)
  • sabato 18 maggio ore 18 veglia di preghiera pressso la chiesa evangelica ecumenica di Albano Laziale
  • 24 maggio ore 18:30 veglia ecumenica di preghiera e testimonianza presso la chiesa metodista via Firenze 38
PALERMO

SIRACUSA

  • 16 maggio ore 18 incontro con le associazioni Lgbtqia+ presso la chiesa evangelica battista
  • 18 maggio ore 10:30 culto-veglia presso la chiesa battista di Lentini
CATANIA

LUGANO

“Venite a me voi tutti che siete stanchi ed oppressi, ed io vi darò ristoro” (MT 11,28)

Quale augurio migliore per la giornata mondiale della visibilità transgender e non binaria? Proprio quest’anno essa ha un sapore amaro e quasi beffardo: Davide Alexandra Garufi, tiktoter che raccontava sui social il suo processo di transizione di genere e la sua scelta successiva di determinarsi come persona non binaria, si è suicidato solo una settimana fa. E queste parole di Gesù ci suggeriscono l’immagine di persone che portano pesi lungo il cammino della vita e sperano che arrivi il giorno in cui possano liberarsene. Tra loro sicuramente Davide Alexandra Garufi, che aveva perso la sorella qualche anno fa e in un recente video aveva affermato “io c’ho il dolore dentro”. Gesù con il suo insegnamento mostra una attenzione particolare verso loro e verso tutt3 quell3 che sono esclusi dalla società. E gli insulti omofobi e transfobici che Davide Alexandra aveva ricevuti sui social erano terribili, da averla portata al pianto, e probabilmente da fargli pensare di essere marginalizzat3, spingendolo forse al suicidio. E dove sarebbe il ristoro? Il ristoro di Gesù è il volto visibile di Dio che è Amore per tutt3, perché durante la salita al calvario e la crocifissione Egli non ha avuto vergogna a mostrarsi affaticato ed oppresso, dando così la dignità di figli3 di Dio a tutti coloro considerati un peso dalla società e togliendo loro il velo della vergogna. Qualunque sia il peso, quantunque sia esso gravoso, non abbiate vergogna, non abbiate paura a mostrarvi! Nessuno deve insultarvi nè disprezzarvi. Nessuna regola morale, legislativa, ecclesiale, sociale o legge deve emarginarvi. Crediamo che la società tutta debba supportare chi ha bisogno di un ristoro quando il peso che trasporta diventa troppo pesante, anche tramite leggi e politiche sociali adeguate, e lotta per rimuovere ogni peso e discriminazione, perché tutti hanno diritto alla propria dignità, visibilità ed autodeterminazione.

“Perché essere felice se puoi essere normale?”

La rivoluzione delle vite queer nella teologia cristiana

Perché come cristian* vogliamo approfondire le teologie queer?

Come l’esperienza delle vite queer può aiutare ad affrontare l’intricato intreccio delle ingiustizie economiche, etniche, sessuali e di genere?

Risponderemo a queste domande insieme nel primo ciclo di incontri da aprile a giugno insieme alle pastore e teologhe valdesi Daniela di Carlo e Letizia Tomassone e al pastore battista Luca Maria Negro.

Il primo ciclo di webinar si svolgerà ogni primo martedì del mese e sarà aperto a tutt* coloro che vorranno porsi in ascolto e in dialogo, semplicemente compilando il modulo che troverete sui nostri canali.
Ad ogni incontro – per chi vorrà – seguirà un piccolo gruppo di approfondimento sul tema trattato, online o in presenza, in cui poter condividere le proprie esperienze e riflessioni e contribuire alla redazione di un breve resoconto da pubblicare.

Martedì
1 aprile 2025
ore 20:30

Nel primo incontro affronteremo La lettura queer dei racconti di creazione (Gen 1-3) insieme alla pastora e teologa valdese Daniela di Carlo.

Qual è il significato della creazione dicotomia con cui si apre il libro di Genesi? È da considerarsi in senso prescrittivo e in contrapposizione? E come interpretare allora quel duale “a nostra immagine lo creò”?

Il percorso è aperto a tutt* coloro che vorranno porsi in ascolto e in dialogo, semplicemente compilando questo modulo.

Martedì
6 maggio 2025
ore 20:30

In questo secondo incontro tratteremo di uno degli argomenti più fraintesi della storia dell’Antico Testamento: qual è il comportamento per cui viene punita la città di Sodoma? Con una Lettura speculare di Genesi 18 e 19 il pastore battista Luca Maria Negro ci guiderà nell’analisi del racconto biblico alla scoperta “della vera sodomia, ovvero la xenofobia”.

Il percorso è aperto a tutt* coloro che vorranno porsi in ascolto e in dialogo, il modulo verrà presto pubblicato su tutti i nostri canali e quelli di Cammini di Speranza.

Martedì
3 giugno 2025
ore 20:30

In questo ultimo incontro prima della pausa estiva vogliamo iniziare ad analizzare la “queerness” di Gesù. Letizia Tomassone ci presenterà una riflessione sulla “La forza della Parola che rovescia i ruoli” andando quindi a rivelare come la figura e l’agire di Cristo si siano volti al rovesciamento della struttura patriarcale. L’intento è di far risplendere il significato di “queer” non (solo) come sinonimo di LGBTQIA+, ma nella sua più intrinseca essenza di “eccentrico rispetto alle definizioni di normalità codificate” e – aggiungiamo – oppressive.

DANIELA DI CARLO è pastora titolare della Chiesa Valdese di Milano e si occupa di teologie
ecofemministe e di genere. Coordina la Commissione nazionale Fede Genere Sessualità ed è nel
comitato di presidenza del Forum delle Religioni di Milano. Ha una laurea magistrale presa alla
Facoltà Valdese di Teologia, ha studiato allo Union Theological Seminary di New York (NY) e ha
diretto il Centro di formazione Ecumenico di Agape nelle Valli valdesi.
Ha partecipato alle opere collettive La Parola e le pratiche. Donne protestanti e femminismi,
Claudiana 2007; Un vulcano nel vulcano. Mary Daly e gli spostamenti della teologia, Effatà 2012;
Giustizia di genere. Una nuova visione, Testi dell’Agenda Latino americana mondiale 2018;
Gli animali che ci servono. Antologia di testi sulla questione animale, Farina Editore 2018; Quali
segni e prodigi Dio ha compiuto per mezzo di loro. V Forum italiano dei cristiani LGBT, Viator 2019; Donne di Parola. Pastore, diacone e predicatrici nel protestantesimo italiano, Nerbini 2020; Religioni e animali, Claudiana 2020; Il fine vita. Etiche, normative e religioni, IPC 2024
Collabora alla rubrica Culto Radio su Rai radio uno.
Fa parte della Commissione Justice Peace &amp; Integrity of Creation del Consiglio delle Chiese
Cristiane di Milano (CCCM) e si occupa di formazione interreligiosa delle e degli operatori sanitari con il gruppo Insieme per Prenderci Cura (IPC).

LUCA MARIA NEGRO, pastore evangelico battista e giornalista, ha diretto il mensile ecumenico
“Confronti”, l’agenzia stampa NEV – Notizie evangeliche e il settimanale “Riforma”.
È stato responsabile delle comunicazioni della Conferenza delle chiese europee, segretario
esecutivo e poi presidente della Federazione delle chiese evangeliche in Italia.

LETIZIA TOMASSONE classe 1957, ha fatto parte della seconda generazione di donne
protestanti riconosciute al ministero pastorale nella Chiesa Valdese. Ha svolto il suo pastorato a
Genova, Verona, La Spezia e Carrara, Firenze, e attualmente è a Napoli. Negli anni ’90 ha diretto il Centro ecumenico di Agape (TO) seguendo in particolare i campi donne dove si sviluppava un
dialogo intenso con il “pensiero della differenza” e i campi su fede e omosessualità. Dal 2010 è
incaricata del corso di Studi femministi e di genere alla Facoltà valdese di teologia di Roma, dove nell’ultimo semestre ha tenuto un corso sulle teologie queer.
Ha studiato a Roma, a Montpellier (Francia) e a Berkeley (California). È tra le socie fondatrici del
Coordinamento delle Teologhe Italiane (CTI).
Impegnata nella pratica teologica delle donne per la trasformazione delle chiese, ha colto negli
eco-femminismi quella spinta al tessuto unitario del creato che mantiene in una rete interconnessa tutte le differenze, superando una logica di contrapposizione. Compassione, tensione alla giustizia e curiosità caratterizzano i suoi studi.
Tra i suoi scritti: “LE FORME DELL’AMORE Un confronto teologico fra le principali confessioni
cristiane”, Letizia Tomassone, Giovanni Del Missier , Basilio Petrà – Edizioni Paoline, 2023. “Di
quale genere è Dio?” in Credere Oggi 5/2023 n. 257 p.66-78. “Il percorso delle chiese protestanti
con le persone LGBTQ+” in Credere Oggi 1/2023 n. 253 p.87-100. “La disobbedienza è una virtù
per le donne. Pratiche di libertà femminile”, in Paola Cavallari ed., Non sono la costola di nessuno, Il Segno dei Gabrielli 2020.

Roma, 29 marzo: una festa per la REFO+

Lo scorso autunno abbiamo ripreso l’attività dell’associazione, eletto una nuova segreteria, e collaborato alla realizzazione del progetto “Teologie, chiese e comunità LGBTQIA+”.

L’entusiasmo che abbiamo incontrato ci rafforza nella convinzione di dover continuare la nostra missione, e per farlo abbiamo bisogno del vostro sostegno.

Per questo, sabato 29 marzo, a partire dalle 18.00, ci incontreremo nel salone della chiesa metodista di Roma, in Via Firenze 38, per una festa di autofinanziamento, con cibo, gadget, esibizioni e tante sorprese! Chiunque è benvenutə!

Vuoi collaborare all’organizzazione della festa? Scrivici le tue idee a segreteriarefo@gmail.com!

Costruire una chiesa aperta a tutte le differenze è il nostro cammino comune nell’Evangelo di Gesù Cristo, che è di tuttɜ e per tuttɜ. Aiutaci a farlo anche tu! Porta con te amicɜ, glitter e la gioia del Regno di Dio!

Ti aspettiamo il 29 marzo!

P.S.
Non puoi venire? Puoi sempre sostenerci rinnovando o attivando il tuo tesseramento! Scrivici a segreteriarego@gmail.com per tutte le informazioni.

“Perché essere felice se puoi essere normale?”

La rivoluzione delle vite queer nella teologia cristiana

Cammini di Speranza e REFO+ propongono un percorso a cadenza mensile con il quale sarà possibile approcciarsi alla teologia queer e integrare gli spunti biblici con la propria esperienza attraverso laboratori di incontro.

Perché come cristian* vogliamo approfondire le teologie queer?

Come l’esperienza delle vite queer può aiutare ad affrontare l’intricato intreccio delle ingiustizie economiche, etniche, sessuali e di genere?

Risponderemo a queste domanda insieme alla teologa valdese Letizia Tomassone e alla teologa cattolica Cristina Simonelli nel primo incontro lunedì 3 marzo 2025 alle ore 20.30.

Il percorso è aperto a tutt* coloro che vorranno porsi in ascolto e in dialogo, semplicemente compilando questo modulo.

Ad ogni webinar – per chi vorrà – seguirà un piccolo gruppo di approfondimento sul tema dell’incontro, online o in presenza, in cui poter condividere le proprie esperienze e riflessioni e contribuire alla redazione di un breve resoconto da pubblicare.

Per altre informazioni potete scrivere a segreteriarefo@gmail.com oppure a info@camminidisperanza.org
( https://camminidisperanza.org/ )

CRISTINA SIMONELLI insegna Storia della chiesa e Teologia patristica a Milano (Facoltà Teologica dell’Italia Settentrionale) e a Verona. Socia del Coordinamento delle Teologhe Italiane dalla sua fondazione, ne è stata Presidente per due mandati (2013-2021). Nei molti anni passati in contesto Rom (1976-2012) ha appreso la passione per la complessità e le differenze, anche nella ricerca storica. Tra le pubblicazioni si segnalano: con Elizabeth Green, Incontri. Memorie e prospettive della teologia femminista, San Paolo 2019; Eva, la prima donna. Storia e storie, Il Mulino 2021; Juana Ines de la Cruz, San Paolo 2021. Cercare Dio? Nicea un anniversario audace, ITL 2025

LETIZIA TOMASSONE classe 1957, ha fatto parte della seconda generazione di donne protestanti riconosciute al ministero pastorale nella Chiesa Valdese. Ha svolto il suo pastorato a Genova, Verona, La Spezia e Carrara, Firenze, e attualmente è a Napoli. Negli anni ’90 ha diretto il Centro ecumenico di Agape (TO) seguendo in particolare i campi donne dove si sviluppava un dialogo intenso con il “pensiero della differenza” e i campi su fede e omosessualità. Dal 2010 è incaricata del corso di Studi femministi e di genere alla Facoltà valdese di teologia di Roma, dove nell’ultimo semestre ha tenuto un corso sulle teologie queer.
Ha studiato a Roma, a Montpellier (Francia) e a Berkeley (California). È tra le socie fondatrici del Coordinamento delle Teologhe Italiane (CTI).
Impegnata nella pratica teologica delle donne per la trasformazione delle chiese, ha colto negli eco-femminismi quella spinta al tessuto unitario del creato che mantiene in una rete interconnessa tutte le differenze, superando una logica di contrapposizione. Compassione, tensione alla giustizia e curiosità caratterizzano i suoi studi.
Tra i suoi scritti: “LE FORME DELL’AMORE Un confronto teologico fra le principali confessioni cristiane”, Letizia Tomassone, Giovanni Del Missier , Basilio Petrà – Edizioni Paoline, 2023. “Di quale genere è Dio?” in Credere Oggi 5/2023 n. 257 p.66-78. “Il percorso delle chiese protestanti con le persone LGBTQ+” in Credere Oggi 1/2023 n. 253 p.87-100. “La disobbedienza è una virtù per le donne. Pratiche di libertà femminile”, in Paola Cavallari ed., Non sono la costola di nessuno, Il Segno dei Gabrielli 2020.