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Guarire cosa?!

Terapie riparative: quando la “cura” diviene violenza contro le persone LGBTQIA+

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Le associazioni R.E.F.O.+ e Per I Diritti Umani vi invitano ad un importante evento sulle pseudo-terapie riparative. Si terrà Domenica 21 Settembre alle ore 16 in Casa dei Diritti, in via Edmondo de Amicis 10, a Milano. Sarà possibile seguire una diretta online sulla pagina Facebook della REFO+.

Queste cosiddette terapie vorrebbero guarire le persone omosessuali da una cosa che malattia non è. Vorrebbero cioè convincere che l’omosessualità è una malattia da cui si può guarire per ritornare ad una presunta originaria sana eterosessualità.
Basate su una ormai superata teoria psicologica che vedeva l’omosessualità come malattia, e diffuse ormai principalmente in ambienti religiosi conservatori, le terapie riparative sono una violenza psicologica (e a volte anche fisica) sulla pelle di chi le subisce. Per affrontare l’argomento nel modo più appropriato, oltre a sentire la voce di una vittima di queste terapie, ci avvaleremo di due persone esperte e molto qualificate nel proprio rispettivo ambito, quello psicologico e quello religioso. Il loro lavoro aiuta le persone LGBTIAQ ad affermare la propria identità e i propri diritti.

I relatori sono:

  • Federico Ferrari, psicoterapeuta competente nel dare supporto psicologico a persone LGBTIAQ e co-autore del libro “Curare i gay? Oltre l’ideologia ripartiva dell’omosessualità”;
  • Daniela Di Carlo, pastora della chiesa valdese di Milano valdese e teologa esperta in teologia queer, attualmente co-presidente della Commissione Fede Genere e Sessualità delle chiese Battiste, Metodiste e Valdesi;
  • il giovane attivista LGBTIAQ Rosario Lo Negro, ex seminarista ora studente di filosofia, in prima linea nella denuncia delle terapie riparative.

Moderano Emanuele Crociani, co-presidente della Rete Evangelica Fede Orientamenti e generi e Filippo Cinquemani, attivista dell’associazione Per i Diritti Umani.

Riparte il secondo ciclo de ‘La rivoluzione delle vite queer nella teologia cristiana’

Perché come cristian* vogliamo approfondire le teologie queer?

Come l’esperienza delle vite queer può aiutare ad affrontare l’intricato intreccio delle ingiustizie economiche, etniche, sessuali e di genere?

Continueremo ad interrogarci su queste domande nel secondo ciclo di incontri, che si svolgerà tra settembre e novembre, insieme al filosofo delle religioni Damiano Migliorini, al pastore valdese Gabriele Bertin e alle teologhe Luisa Alioto e Silvia Zanconato

Il secondo ciclo di webinar si svolgerà sempre di martedì intorno alla metà del mese e sarà aperto a tutt* coloro che vorranno porsi in ascolto e in dialogo, semplicemente compilando il modulo che troverete sui nostri canali.

Ad ogni incontro – per chi vorrà – seguirà un piccolo gruppo di approfondimento sul tema trattato, online o in presenza, in cui poter condividere le proprie esperienze e riflessioni e contribuire alla redazione di un breve resoconto che contribuirà a far proseguire la discussione anche oltre gli incontri online.

16
settembre

Dalla teologia transgender alle Beatitudini con Damiano Migliorini:
Un percorso che unisce le esperienze e le riflessioni della teologia transgender con le parole delle Beatitudini. Un invito a lasciarsi interrogare da un Vangelo che rovescia le logiche del potere e apre spazi di libertà e riconoscimento per tutte le vite.

14
ottobre

Gesù queer: le guarigioni nell’evangelo di Marco con Gabriele Bertin:
Le guarigioni raccontate da Marco non sono solo miracoli, ma gesti che spezzano barriere, esclusioni e pregiudizi. Uno sguardo queer ci aiuta a cogliere un Gesù che abbraccia corpi e storie marginalizzate, trasformandole in segni di nuova umanità.

11
novembre

Donne queer: la falsa profetessa di Tiatira, Babilonia, la donna vestita di sole e le altre donne dell’Apocalisse con Luisa Alioto e Silvia Zanconato:
Dietro i simboli dell’Apocalisse emergono figure femminili potenti e scomode. Rilette in chiave queer, diventano occasione per riscoprire come le Scritture parlino di resistenza, desiderio e speranza, proprio nelle storie che spesso sono state messe ai margini.

DAMIANO MIGLIORINI è Cultore della materia (Filosofia della religione) all’ISSR “Italo Mancini” dell’Università di Urbino. Di recente ha conseguito l’abilitazione scientifica nazionale per l’insegnamento di Filosofia Teoretica. I suoi interessi di ricerca sono la filosofia analitica della religione, la teologia trinitaria, i gender studies. Ha pubblicato molti articoli in riviste italiane e internazionali e vari libri, tra cui “L’amore omosessuale. Saggi di psicoanalisi, teologia e pastorale” (Cittadella, 2014), “Gender, Filosofie, Teologie. La complessità contro ogni ideologia” (Mimesis, 2017), “Ontologie relazionali e metafisica trinitaria” (Morcelliana, 2022). È tra i curatori dell’Oxford Handbook of Omnipresence (Oxford University Press, forthcoming 2025).

GABRIELE BERTIN laureato presso la Facoltà Valdese di Teologia attualmente è pastore presso le chiese di San Secondo di Pinerolo e Prarostino. Si interessa in particolare di teologie contestuali, con particolare attenzione ai gender e men’s studies, le teologie femministe, LGBT e queer. Ha pubblicato per la casa editrice Claudiana “Mosè: mito di un uomo racconto di un maschio” (2021) opera in cui rilegge in chiave critica alcuni testi biblici salienti analizzando l’identità maschile posta come norma per le successive, nonché emblema di un rapporto esclusivo con Dio mettendola in dialogo con i gender, mens e queer’s studies nel contesto della violenza contro le donne e degli episodi di omo-transfobia dei nostri tempi.

LUISA ALIOTO Insegnante IRC di scuola secondaria di I grado, appassionata di studi giudaici e impegnata nel dialogo ebraico-cristiano. Nata il 14 ottobre 1987 a Milazzo (ME), siciliana.
Nel 2023 consegue la Laurea Magistrale in Storia, Religioni e Culture presso l’Università degli Studi di Roma Tre con una tesi dal titolo: Il pensiero incarnazionale nel Chassidismo e rapporti tra il divino e l’umano nel giudaismo antico. Studio critico del testo di Shaul Magid: “Hasidism Incarnate: Hasidism, Christianity, and the Construction of Modern Judaism”.
Ha frequentato la neo-istituita Licenza in «Judaic Studies and Jewish-Christian Relations» presso il Centro Cardinal Bea per gli Studi Giudaici della Pontificia Università Gregoriana (Roma) e conseguito il grado (2021) con una tesi dal titolo: «Shaul Magid: il divino-umano nel Chassidismo “incarnato” e inediti orizzonti nel dialogo Ebraico-Cristiano». Nel 2019 ha ricevuto il Baccelierato in Teologia presso la medesima Pontificia Università Gregoriana.
È capo scout AGESCI, Incaricata alla Branca RS della Zona “Centro Urbis” di Roma e collaboratrice all’organizzazione di eventi regionali indirizzati ai ragazzi e alla formazione capi.
Ha vissuto un cammino religioso tra le Adoratrici del Sangue di Cristo per otto anni e mezzo.

SILVIA ZANCONATO Ha studiato teologia alla Gregoriana, ha conseguito la Licenza in Scienze Bibliche presso il Pontificio Istituto Biblico e un master in Religioni e Mediazione Culturale alla Sapienza di Roma. Membro del Consiglio di Presidenza del Coordinamento Teologhe Italiane, attualmente è insegnante di religione cattolica nelle scuole secondarie di secondo grado a Ferrara e presso la Scuola di Teologia “Laura Vincenzi”.
La sua formazione le consente di trasmettere un approccio alla Scrittura comparato e integrato, culturale oltre che teologico. Diverse le sue pubblicazioni soprattutto in ambito biblico e pedagogico con particolare attenzione alle questioni di genere.
Recentemente: Lo sposo di Maria. Giuseppe nei vangeli, in: Antonio Autiero Marinella Perroni (edd.), Maschilità in questione. Sguardi sulla figura di san Giuseppe, GdT 435, Brescia (Queriniana) 2021, 109-125; Verginità e apostolato. L’esempio di Paolo, in: Uta Poplutz Korinna Zamfir, Letteratura epistolare neotestamentaria, La Bibbia e le donne. Collana di esegesi, cultura e storia vol. 2.1. (in via di pubblicazione). 

Omosessualità in divisa

FORZE DELL’ORDINE, FORZE ARMATE E COMUNITA’ LGBTQ

Autore: Carlo Scovino

Tema e rapporto storicamente assai complicato quello tra forze dell’ordine e comunità LGBTQ. Pochi riescono davvero ad immaginare una società inclusiva in cui anche le forze dell’ordine siano annoverate come alleate della comunità LGBTQ. Perché significherebbe sanare ferite, rompere muri e pregiudizi, rinunciare a vittimismo ed antagonismo. L’antagonismo tra le forze dell’ordine e la comunità LGBTQ risale infatti a molto tempo fa, quando l’omosessualità era illegale e le persone queer multate e arrestate dai poliziotti. L’episodio di Stonewall è il prototipo di come erano tesi i rapporti, che sfociavano spesso nella violenza.

Eppure oggi molte cose sono cambiate. Carlo Scovino è un educatore appassionato di scrittura, e tra i suoi molti libri a tema LGBTQ, ha scelto di pubblicarne due che affrontano questa tematica, partendo però dalle persone perché, riprendendo un detto che si usa in psichiatria, “le persone prima di ogni diagnosi sono sempre persone”. In particolare ha raccolto molte testimonianze di persone LGBTQ in divisa, alcune delle quali hanno formato l’associazione POLIS APERTA, che è a tutti gli effetti una associazione LGBTQ. Il primo libro si intitola “Questo odio non ti somiglia”, di cui “Omosessualità in divisa” è di fatto la sua continuazione. Da queste testimonianze si possono cogliere alcuni elementi. Scovino, e con lui le forze dell’ordine intervistate, non ignorano assolutamente il problema di uso sproporzionato della violenza da parte delle forze dell’ordine (il massacro durante il G8 a Genova è l’episodio più grave ma anche i manganelli sugli studenti a Pisa e le torture nelle carceri sono episodi gravissimi), ma ci tengono a specificare che il mondo delle forze dell’ordine non è omogeneo ed è piuttosto lo specchio della società: “non tutti i poliziotti sono picchiatori fascisti, né tutti di destra”. Ci sono anche poliziotti di sinistra. Soprattutto a partire dagli anni ’90, con l’ingresso sempre più massiccio delle donne nelle forze armate, la cultura delle forze dell’ordine è cambiata molto, affievolendo molto il modello machista-patriarcale.

Bisogna tenere conto che ovviamente nelle forze dell’ordine esistono le persone LGBTQ, e che alcuni tra loro hanno fatto anche coming out pubblicamente, seppure con titubanza e difficoltà legate alla disciplina giuridica della categoria e al cosiddetto doppio stigma. Doppio stigma sia dentro la comunità queer sia dentro le forze dell’ordine. Nelle forze dell’ordine così come nelle forze armate la disciplina giuridica è differente rispetto agli altri lavoratori assunti nella Pubblica Amministrazione: rappresentando lo Stato in compiti assai delicati devono attenersi il più possibile alla terzietà, perciò non sono liberi di esprimere opinioni politiche o personali pubblicamente. In questo clima va rispettato chi con coraggio e intelligenza riesce ad esporsi facendo coming out (ricordando anche che non è necessario che tutti lo facciano). Le persone LGBTQ riunite in POLIS APERTA perciò hanno “margini ristretti di manovra” e si occupano soprattutto di formazione sulla antidiscriminazione, aiutando le forze dell’ordine e la società ad essere inclusive. Un tema importante affrontato è quello di facilitare la denuncia di reati a fondo omobitransfobico, che spesso non viene fatta perché le persone LGBTQ non vengono capite dal personale delle forze dell’ordine.

Ma purtroppo a volte il mondo LGBTQ è nemico delle forze dell’ordine in modo ideologico e in Italia POLIS APERTA, che è una associazione LGBTQ, viene a volte censurata, marginalizzata ed esclusa, da manifestazioni e convegni queer, anche dai Pride. Alcune frange di attivisti queer di sinistra estrema preferiscono chiudersi al dialogo con il paradosso di discriminare altre persone LGBTQ. L’autore sostiene che certi cambiamenti culturali, dentro le forze dell’ordine e dentro la comunità LGBTQ, richiedano anni. Che chi subisce discriminazione non sempre maturi una cultura antidiscriminazione, e che purtroppo alcuni stereotipi sono duri a morire. Fatto sta che in questo momento le persone LGBTQ dentro le forze dell’ordine sono doppiamente discriminate: non corrispondono al modello del “maschio forte ” prevalente nella categoria, ma neppure sono accettati a pieno titolo nella comunità queer. Eppure stanno costruendo il ponte necessario per rendere la società migliore per tutti, rompendo i pregiudizi più ostinati, abbattendo i muri più alti, portando maggior sensibilità tra le forze dello Stato che devono difendere i più deboli, non rinunciando all’utopia di uno Stato e una società inclusive.

Recensione di: Emanuele Crociani

Veglie e Culti contro l’omolesbobitransfobia

Come ogni anno la Commissione Fede Genere e Sessualità, in collaborazione con la REFO+ Rete Evangelica Fede Orientamenti e Generi, ha preparato una liturgia ed una scheda omiletica come proposta per la realizzazione delle Veglie ed i Culti contro l’omolesbobitransfobia.
Il versetto biblico:

“Dio non fa preferenze di persone”
Atti degli Apostoli 10, 34
)

ci aiuterà nella nostra ricerca e nella nostra riflessione per un’inclusione reale di ogni persona, senza pregiudizi o preconcetti, col cuore e la mente nudi ed aperti all’accoglienza ed all’abbraccio.

Perché il 17 maggio? Fu in quel giorno del 1990 che l’Organizzazione Mondiale della Sanita (OMS) rimosse l’omosessualità dall’elenco delle malattie mentali e per questo motivo nel 2004 l’Unione Europea e le Nazioni Unite hanno riconosciuto il 17 maggio come la giornata internazionale contro l’omofobia, la lesbofobia, la bifobia e la transfobia.

Ma non è bastato cancellare una parola da un elenco per cambiare le cose i pregiudizi inchiodati nel cervello delle persone.

Ancora oggi, a 35 anni da quel 17 maggio, tutte e tutti noi come credenti abbiamo l’obbligo di seguitare a schierarci e a gridare: “Dio non fa preferenze di persone”; perché ci ha create e creati sue figlie e suoi figli e siamo belle e belli ai suoi occhi, ricordando con culti e veglie che:

  • la violenza di genere è un male che va fermato collettivamente perché solo insieme si può costruire un mondo nel quale le differenze diventino preziosa ricchezza da donarci reciprocamente.
  • siamo tutte figlie e tutti figli di Dio ed ogni persona è amata profondamente da Dio così com’è, non esistono persone sbagliate o ammaccate: esistono persone differenti perché siamo tutte e tutti al tempo stesso peccatori e santi.
  • è bello che i fratelli e le sorelle preghino insieme senza la pretesa di imporre la verità della propria chiesa all’altra.

Per questo motivo vogliamo condividere con voi l’elenco di tutti gli eventi che in collaborazione con la REFO+, soprattutto grazie al lavoro dei gruppi locali, sono state organizzate per questo 2025 per promuovere il superamento dell’omolesbobitransfobia.

VALLI VALDESI

TORINO

  • 17 maggio ore 21 Tempio valdese corso Vittorio Emanuele una serata con l’obiettivo di sensibilizzare sulla tematica dei diritti LGBTQIA+ intervallando i momenti di riflessione con intermezzi artistici e musicali. Nei giorni intorno al 17 maggio alcuni bar e ristoranti del quartiere di San Salvario contribuiranno all’iniziativa con iniziative enogastronomiche e informative dedicate all’inclusività
ALESSANDRIA

MILANO

  • 11 maggio ore 10:30 culto nella chiesa battista di via Pinamonte
  • 11 maggio ore 10:45 culto nella chiesa valdese
  • 18 maggio ore 10:30 culto nella chiesa battista di Bollate
  • 18 maggio ore 10:30 culto nella chiesa battista di via Jacopino
  • 25 maggio ore 10 culto di apertura della mostra d’arte “Artisti queer perseguitati” nella chiesa protestante luterana-riformata
  • 30 maggio ore 20:30 veglia ecumenica presso il tempio valdese
ROMA

  • 17 maggio ore 18:00 veglia ecumenica a cura di Mosaiko con la partecipazione di REFO+, Parrocchia di Santa Margherita Maria Alacoque, Via Michele Pantanella, 5 (zona Tor Vergata)
  • sabato 18 maggio ore 18 veglia di preghiera pressso la chiesa evangelica ecumenica di Albano Laziale
  • 24 maggio ore 18:30 veglia ecumenica di preghiera e testimonianza presso la chiesa metodista via Firenze 38
PALERMO

SIRACUSA

  • 16 maggio ore 18 incontro con le associazioni Lgbtqia+ presso la chiesa evangelica battista
  • 18 maggio ore 10:30 culto-veglia presso la chiesa battista di Lentini
CATANIA

LUGANO

“Venite a me voi tutti che siete stanchi ed oppressi, ed io vi darò ristoro” (MT 11,28)

Quale augurio migliore per la giornata mondiale della visibilità transgender e non binaria? Proprio quest’anno essa ha un sapore amaro e quasi beffardo: Davide Alexandra Garufi, tiktoter che raccontava sui social il suo processo di transizione di genere e la sua scelta successiva di determinarsi come persona non binaria, si è suicidato solo una settimana fa. E queste parole di Gesù ci suggeriscono l’immagine di persone che portano pesi lungo il cammino della vita e sperano che arrivi il giorno in cui possano liberarsene. Tra loro sicuramente Davide Alexandra Garufi, che aveva perso la sorella qualche anno fa e in un recente video aveva affermato “io c’ho il dolore dentro”. Gesù con il suo insegnamento mostra una attenzione particolare verso loro e verso tutt3 quell3 che sono esclusi dalla società. E gli insulti omofobi e transfobici che Davide Alexandra aveva ricevuti sui social erano terribili, da averla portata al pianto, e probabilmente da fargli pensare di essere marginalizzat3, spingendolo forse al suicidio. E dove sarebbe il ristoro? Il ristoro di Gesù è il volto visibile di Dio che è Amore per tutt3, perché durante la salita al calvario e la crocifissione Egli non ha avuto vergogna a mostrarsi affaticato ed oppresso, dando così la dignità di figli3 di Dio a tutti coloro considerati un peso dalla società e togliendo loro il velo della vergogna. Qualunque sia il peso, quantunque sia esso gravoso, non abbiate vergogna, non abbiate paura a mostrarvi! Nessuno deve insultarvi nè disprezzarvi. Nessuna regola morale, legislativa, ecclesiale, sociale o legge deve emarginarvi. Crediamo che la società tutta debba supportare chi ha bisogno di un ristoro quando il peso che trasporta diventa troppo pesante, anche tramite leggi e politiche sociali adeguate, e lotta per rimuovere ogni peso e discriminazione, perché tutti hanno diritto alla propria dignità, visibilità ed autodeterminazione.

“Perché essere felice se puoi essere normale?”

La rivoluzione delle vite queer nella teologia cristiana

Perché come cristian* vogliamo approfondire le teologie queer?

Come l’esperienza delle vite queer può aiutare ad affrontare l’intricato intreccio delle ingiustizie economiche, etniche, sessuali e di genere?

Risponderemo a queste domande insieme nel primo ciclo di incontri da aprile a giugno insieme alle pastore e teologhe valdesi Daniela di Carlo e Letizia Tomassone e al pastore battista Luca Maria Negro.

Il primo ciclo di webinar si svolgerà ogni primo martedì del mese e sarà aperto a tutt* coloro che vorranno porsi in ascolto e in dialogo, semplicemente compilando il modulo che troverete sui nostri canali.
Ad ogni incontro – per chi vorrà – seguirà un piccolo gruppo di approfondimento sul tema trattato, online o in presenza, in cui poter condividere le proprie esperienze e riflessioni e contribuire alla redazione di un breve resoconto da pubblicare.

Martedì
1 aprile 2025
ore 20:30

Nel primo incontro affronteremo La lettura queer dei racconti di creazione (Gen 1-3) insieme alla pastora e teologa valdese Daniela di Carlo.

Qual è il significato della creazione dicotomia con cui si apre il libro di Genesi? È da considerarsi in senso prescrittivo e in contrapposizione? E come interpretare allora quel duale “a nostra immagine lo creò”?

Il percorso è aperto a tutt* coloro che vorranno porsi in ascolto e in dialogo, semplicemente compilando questo modulo.

Martedì
6 maggio 2025
ore 20:30

In questo secondo incontro tratteremo di uno degli argomenti più fraintesi della storia dell’Antico Testamento: qual è il comportamento per cui viene punita la città di Sodoma? Con una Lettura speculare di Genesi 18 e 19 il pastore battista Luca Maria Negro ci guiderà nell’analisi del racconto biblico alla scoperta “della vera sodomia, ovvero la xenofobia”.

Il percorso è aperto a tutt* coloro che vorranno porsi in ascolto e in dialogo, il modulo verrà presto pubblicato su tutti i nostri canali e quelli di Cammini di Speranza.

Martedì
3 giugno 2025
ore 20:30

In questo ultimo incontro prima della pausa estiva vogliamo iniziare ad analizzare la “queerness” di Gesù. Letizia Tomassone ci presenterà una riflessione sulla “La forza della Parola che rovescia i ruoli” andando quindi a rivelare come la figura e l’agire di Cristo si siano volti al rovesciamento della struttura patriarcale. L’intento è di far risplendere il significato di “queer” non (solo) come sinonimo di LGBTQIA+, ma nella sua più intrinseca essenza di “eccentrico rispetto alle definizioni di normalità codificate” e – aggiungiamo – oppressive.

DANIELA DI CARLO è pastora titolare della Chiesa Valdese di Milano e si occupa di teologie
ecofemministe e di genere. Coordina la Commissione nazionale Fede Genere Sessualità ed è nel
comitato di presidenza del Forum delle Religioni di Milano. Ha una laurea magistrale presa alla
Facoltà Valdese di Teologia, ha studiato allo Union Theological Seminary di New York (NY) e ha
diretto il Centro di formazione Ecumenico di Agape nelle Valli valdesi.
Ha partecipato alle opere collettive La Parola e le pratiche. Donne protestanti e femminismi,
Claudiana 2007; Un vulcano nel vulcano. Mary Daly e gli spostamenti della teologia, Effatà 2012;
Giustizia di genere. Una nuova visione, Testi dell’Agenda Latino americana mondiale 2018;
Gli animali che ci servono. Antologia di testi sulla questione animale, Farina Editore 2018; Quali
segni e prodigi Dio ha compiuto per mezzo di loro. V Forum italiano dei cristiani LGBT, Viator 2019; Donne di Parola. Pastore, diacone e predicatrici nel protestantesimo italiano, Nerbini 2020; Religioni e animali, Claudiana 2020; Il fine vita. Etiche, normative e religioni, IPC 2024
Collabora alla rubrica Culto Radio su Rai radio uno.
Fa parte della Commissione Justice Peace & Integrity of Creation del Consiglio delle Chiese
Cristiane di Milano (CCCM) e si occupa di formazione interreligiosa delle e degli operatori sanitari con il gruppo Insieme per Prenderci Cura (IPC).

LUCA MARIA NEGRO, pastore evangelico battista e giornalista, ha diretto il mensile ecumenico
“Confronti”, l’agenzia stampa NEV – Notizie evangeliche e il settimanale “Riforma”.
È stato responsabile delle comunicazioni della Conferenza delle chiese europee, segretario
esecutivo e poi presidente della Federazione delle chiese evangeliche in Italia.

LETIZIA TOMASSONE classe 1957, ha fatto parte della seconda generazione di donne
protestanti riconosciute al ministero pastorale nella Chiesa Valdese. Ha svolto il suo pastorato a
Genova, Verona, La Spezia e Carrara, Firenze, e attualmente è a Napoli. Negli anni ’90 ha diretto il Centro ecumenico di Agape (TO) seguendo in particolare i campi donne dove si sviluppava un
dialogo intenso con il “pensiero della differenza” e i campi su fede e omosessualità. Dal 2010 è
incaricata del corso di Studi femministi e di genere alla Facoltà valdese di teologia di Roma, dove nell’ultimo semestre ha tenuto un corso sulle teologie queer.
Ha studiato a Roma, a Montpellier (Francia) e a Berkeley (California). È tra le socie fondatrici del
Coordinamento delle Teologhe Italiane (CTI).
Impegnata nella pratica teologica delle donne per la trasformazione delle chiese, ha colto negli
eco-femminismi quella spinta al tessuto unitario del creato che mantiene in una rete interconnessa tutte le differenze, superando una logica di contrapposizione. Compassione, tensione alla giustizia e curiosità caratterizzano i suoi studi.
Tra i suoi scritti: “LE FORME DELL’AMORE Un confronto teologico fra le principali confessioni
cristiane”, Letizia Tomassone, Giovanni Del Missier , Basilio Petrà – Edizioni Paoline, 2023. “Di
quale genere è Dio?” in Credere Oggi 5/2023 n. 257 p.66-78. “Il percorso delle chiese protestanti
con le persone LGBTQ+” in Credere Oggi 1/2023 n. 253 p.87-100. “La disobbedienza è una virtù
per le donne. Pratiche di libertà femminile”, in Paola Cavallari ed., Non sono la costola di nessuno, Il Segno dei Gabrielli 2020.

Roma, 29 marzo: una festa per la REFO+

Lo scorso autunno abbiamo ripreso l’attività dell’associazione, eletto una nuova segreteria, e collaborato alla realizzazione del progetto “Teologie, chiese e comunità LGBTQIA+”.

L’entusiasmo che abbiamo incontrato ci rafforza nella convinzione di dover continuare la nostra missione, e per farlo abbiamo bisogno del vostro sostegno.

Per questo, sabato 29 marzo, a partire dalle 18.00, ci incontreremo nel salone della chiesa metodista di Roma, in Via Firenze 38, per una festa di autofinanziamento, con cibo, gadget, esibizioni e tante sorprese! Chiunque è benvenutə!

Vuoi collaborare all’organizzazione della festa? Scrivici le tue idee a segreteriarefo@gmail.com!

Costruire una chiesa aperta a tutte le differenze è il nostro cammino comune nell’Evangelo di Gesù Cristo, che è di tuttɜ e per tuttɜ. Aiutaci a farlo anche tu! Porta con te amicɜ, glitter e la gioia del Regno di Dio!

Ti aspettiamo il 29 marzo!

P.S.
Non puoi venire? Puoi sempre sostenerci rinnovando o attivando il tuo tesseramento! Scrivici a segreteriarego@gmail.com per tutte le informazioni.

“Perché essere felice se puoi essere normale?”

La rivoluzione delle vite queer nella teologia cristiana

Cammini di Speranza e REFO+ propongono un percorso a cadenza mensile con il quale sarà possibile approcciarsi alla teologia queer e integrare gli spunti biblici con la propria esperienza attraverso laboratori di incontro.

Perché come cristian* vogliamo approfondire le teologie queer?

Come l’esperienza delle vite queer può aiutare ad affrontare l’intricato intreccio delle ingiustizie economiche, etniche, sessuali e di genere?

Risponderemo a queste domanda insieme alla teologa valdese Letizia Tomassone e alla teologa cattolica Cristina Simonelli nel primo incontro lunedì 3 marzo 2025 alle ore 20.30.

Il percorso è aperto a tutt* coloro che vorranno porsi in ascolto e in dialogo, semplicemente compilando questo modulo.

Ad ogni webinar – per chi vorrà – seguirà un piccolo gruppo di approfondimento sul tema dell’incontro, online o in presenza, in cui poter condividere le proprie esperienze e riflessioni e contribuire alla redazione di un breve resoconto da pubblicare.

Per altre informazioni potete scrivere a segreteriarefo@gmail.com oppure a info@camminidisperanza.org
( https://camminidisperanza.org/ )

CRISTINA SIMONELLI insegna Storia della chiesa e Teologia patristica a Milano (Facoltà Teologica dell’Italia Settentrionale) e a Verona. Socia del Coordinamento delle Teologhe Italiane dalla sua fondazione, ne è stata Presidente per due mandati (2013-2021). Nei molti anni passati in contesto Rom (1976-2012) ha appreso la passione per la complessità e le differenze, anche nella ricerca storica. Tra le pubblicazioni si segnalano: con Elizabeth Green, Incontri. Memorie e prospettive della teologia femminista, San Paolo 2019; Eva, la prima donna. Storia e storie, Il Mulino 2021; Juana Ines de la Cruz, San Paolo 2021. Cercare Dio? Nicea un anniversario audace, ITL 2025

LETIZIA TOMASSONE classe 1957, ha fatto parte della seconda generazione di donne protestanti riconosciute al ministero pastorale nella Chiesa Valdese. Ha svolto il suo pastorato a Genova, Verona, La Spezia e Carrara, Firenze, e attualmente è a Napoli. Negli anni ’90 ha diretto il Centro ecumenico di Agape (TO) seguendo in particolare i campi donne dove si sviluppava un dialogo intenso con il “pensiero della differenza” e i campi su fede e omosessualità. Dal 2010 è incaricata del corso di Studi femministi e di genere alla Facoltà valdese di teologia di Roma, dove nell’ultimo semestre ha tenuto un corso sulle teologie queer.
Ha studiato a Roma, a Montpellier (Francia) e a Berkeley (California). È tra le socie fondatrici del Coordinamento delle Teologhe Italiane (CTI).
Impegnata nella pratica teologica delle donne per la trasformazione delle chiese, ha colto negli eco-femminismi quella spinta al tessuto unitario del creato che mantiene in una rete interconnessa tutte le differenze, superando una logica di contrapposizione. Compassione, tensione alla giustizia e curiosità caratterizzano i suoi studi.
Tra i suoi scritti: “LE FORME DELL’AMORE Un confronto teologico fra le principali confessioni cristiane”, Letizia Tomassone, Giovanni Del Missier , Basilio Petrà – Edizioni Paoline, 2023. “Di quale genere è Dio?” in Credere Oggi 5/2023 n. 257 p.66-78. “Il percorso delle chiese protestanti con le persone LGBTQ+” in Credere Oggi 1/2023 n. 253 p.87-100. “La disobbedienza è una virtù per le donne. Pratiche di libertà femminile”, in Paola Cavallari ed., Non sono la costola di nessuno, Il Segno dei Gabrielli 2020.

REFO+, l’intervista su Radio Beckwith

[A cura di Daniela Grill]
[fonte: Agenzia NEV – 8 Gennaio 2025]

Nuovi progetti, maggiore inclusione e rilancio della rete, intesa sia come collaborazioni e confronti con altre realtà, sia come presenza nel panorama della comunicazione digitale: sono questi sono gli obiettivi della REFO+, Rete evangelica fede, orientamenti e generi.

L’ultima assemblea svoltasi sabato 19 ottobre 2024 a Roma ha visto l’elezione di due co-presidenti, Emma Ascoli Emanuele Cruciani, nostri ospiti in Voce delle Chiese.

Emma ed Emanuele ci raccontano l’importanza del lavoro della rete e il significato dell’inserimento del + nell’acronimo: “per aprirsi ad una maggiore riflessione sul tema dell’identità di genere, che è rimasto un argomento ancora poco affrontato e vissuto forse ancora con maggiore problematicità rispetto all’orientamento sessuale nella nostra società“.

Ascolta qui: REFO+, Rete evangelica fede, orientamenti e generi | Radio RBE

Link all’articolo su NEV

Rete evangelica fede, orientamenti e generi. Ri-nasce REFO+

[Articolo di Luca Maria Negro]
[fonte: Agenzia NEV – 23 Ottobre 2024]

Roma (NEV), 23 ottobre 2024 – Sabato 19 ottobre, dopo una pausa di alcuni anni (dovuta tra l’altro alla pandemia di Covid-19), si è riunita a Roma, presso il salone metodista di via Firenze, l’assemblea della Rete evangelica fede e omosessualità (REFO), convocata per rilanciare le attività dell’associazione, per rivedere lo statuto adeguandolo alle norme attuali e per rieleggere gli organi associativi. Il bilancio dell’incontro è positivo: una trentina i partecipanti (a cui si aggiungono alcuni/e soci/e presenti per delega) provenienti da sette regioni, molti volti nuovi, molti giovani. Una delle novità dello statuto rivisto riguarda la presidenza dell’associazione: la figura del presidente unico è stata sostituita da due co-presidenti, eletti nelle persone di Emma Ascoli (31 anni, valdese di Roma) e Emanuele Crociani (33 anni, battista di Milano). Siamo di fronte ad un significativo ricambio generazionale, visto che le otto persone elette negli organi associativi hanno un’età che va dai 25 ai 73 anni. Altra importante novità: anche se l’acronimo dell’associazione è rimasto identico, l’assemblea ha deciso di modificare il suo nome in “Rete evangelica fede, orientamenti e generi” e diventerà REFO+.

L’incontro si è aperto con un momento di preghiera e una meditazione della pastora della Chiesa metodista di via Firenze/via XX Settembre, Mirella Manocchio, sull’incontro tra Gesù e la donna cananea (Vangelo di Matteo, cap. 15): “un personaggio inopportuno e forte perché non si scoraggia dinanzi al diniego di Gesù, ma ingaggia con lui un dibattito. Di fatto sarà l’unica che nelle dispute con Gesù avrà la meglio”. Secondo la teologa americana Sharon Ringe, questa donna si può definire “una profetessa, poiché le sue parole non solo aprono e giustificano il ministero della chiesa verso i pagani, ma si rendono interpreti della vera volontà di Dio: portare la salvezza a tutta l’umanità allargando le promesse dagli ebrei ai gentili”. L’insistenza di questa donna pagana è necessaria anche oggi, nelle nostre chiese, per farle passare da una semplice “tolleranza” ad una vera “inclusività”, per costruire – ha concluso Manocchio – “luoghi e spazi in cui i diritti, i bisogni e i sogni delle persone LGBTQI+, delle donne, dei minori, degli stranieri, di tutte e tutti, possano trovare piena cittadinanza”.

Numerosi saluti sono stati portati all’assemblea, da parte di Marilena Grassadonia, coordinatrice dell’Ufficio diritti LGBT+ del Comune di Roma, di Alessandra Gastaldi, presidente dell’associazione ecumenica di cristiani LGBTQ “Cammini di Speranza”, del pastore Alessandro Spanu, presidente dell’Unione battista, della pastora Ioana N. Ghilvaciu, presidente del Movimento femminile evangelico battista, e della pastora Manocchio nella sua qualità di presidente della Federazione donne evangeliche in Italia (FDEI).

È seguita la relazione del presidente uscente, Giorgio Rainelli, che ha richiamato la storia della REFO, nata nel 1998, rendendo omaggio all’impegno profuso dal suo primo segretario, Henry Olsen, e richiamando le attività più recenti: l’organizzazione dell’incontro del Forum europeo dei gruppi cristiani LGBT nel mese di maggio a Varese (insieme a Cammini di Speranza), la collaborazione con la Commissione Fede, genere e sessualità (Fe.Ge.Se.) delle chiese battiste, metodiste e valdesi, in particolare per quanto riguarda le liturgie delle “Veglie” per il superamento dell’omo-bi-transfobia che si svolgono ogni anno a maggio, l’adesione a varie iniziative all’interno del movimento queer e così via.

Dopo la discussione sulla nuova bozza di statuto e la sua approvazione, si è proceduto all’elezione dei due co-presidenti, di tre altri membri della segreteria (Irene Grassi, Maurizio Rolli e il presidente uscente Rainelli) e del collegio dei garanti (Davide Capasso, Marco Siino e Antonio Fiorino).

Nel pomeriggio, dopo un breve filmato sul recente incontro del Forum europeo a Varese, sono state ascoltate le relazioni sulle attività dei gruppi locali (Emanuele Crociani, Varco/Refo di Milano; Marco Siino, Ali d’Aquila di Palermo) e della Commissione Fe.Ge.Se. (Rocco Lamanna). L’assemblea si è conclusa raccogliendo varie proposte di attività che starà alla Segreteria sviluppare. Tra queste, ricordiamo la collaborazione a livello internazionale con il citato Forum europeo, quella ecumenica con Cammini di Speranza e altre realtà del mondo cattolico, l’attenzione verso le problematiche vissute dalle persone LGBTQI+ all’interno delle chiese pentecostali, l’impegno per il matrimonio egualitario, la necessità di opporsi alla pratica delle “terapie riparative” che presumono di “curare” l’omosessualità (pratica che si ritrova sia in campo cattolico che in quello delle chiese di area “evangelicale”), la riflessione sulla gestazione per altri, la formazione dei giovani su sessualità e identità di genere, l’offerta di momenti di spiritualità.

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