Gli incontri, le veglie di preghiera e le celebrazioni, organizzati da gruppi di cristiani in occasione della Giornata mondiale contro l’omofobia (17 maggio), sono un segno positivo di speranza e di profezia. Sono momenti in cui si respira la gioia della fede in un Dio che «sconfina» e abbatte argini consolidati d’incomprensione. Allarga il petto, sentire ancora quel che abbiamo provato quando abbiamo accettato di diventare credenti e di seguire le strade aperte da una notizia nuova. La testimonianza di chiese e di gruppi ecclesiali che accolgono le persone omosessuali al loro interno, e lo fanno con gioia, è davvero un forte momento di evangelizzazione, che rafforza la nostra fede, la riporta al desiderio del coraggio dello spirito, sempre necessario quando dobbiamo testimoniare l’amore. Accogliamo il messaggio di questi gruppi di credenti con gratitudine. Continua a leggere
Archivio dell'autore: REFO Italia
Giornata Mondiale contro l’Omofobia
Da qualche anno in Italia le Chiese Cristiane e i gruppi di omosessuali credenti organizzano momenti particolari di culto in occasione della Giornata Mondiale contro L’Omofobia. Anche quest’anno i gruppi La Sorgente, LiberaMenteNoi, Nuova Proposta e Rete Evangelica Fede e Omosessualità di Roma hanno organizzato una Celebrazione Ecumenica che si svolgerà domenica 17 maggio h 11 presso la Chiesa Evangelica Metodista di via XX Settembre angolo via Firenze 38, Roma, Metro A Repubblica.
Questa occasione riunirà persone, uomini e donne, di diverse confessioni cristiane (Battisti, Cattolici, Metodisti, Valdesi, Vetero-Cattolici) per riflettere sui temi dell’Omofobia, sulle persecuzioni che hanno avuto e hanno ancora oggi le persone LGBT (Lesbiche, Gay, Bisessuali, Transgender), e sulle responsabilità che le Chiese Cristiane hanno avuto e/o hanno nel discriminare gli omosessuali e i/le transessuali.
Il tema della predicazione sarà tratto da un versetto della Prima Lettera di Giovanni: “Chi ha paura non è perfetto nell’amore” (I Gv 4:18).
Siamo una chiesa di imbalsamatori?
Pubblichiamo il testo della predicazione tenuta durante il culto di Pasqua 2009 nella Chiesa battista di via Passalacqua, Torino da Luca Negro

Sermone su Luca 23,55 – 24,11
Siamo una chiesa di imbalsamatori?
Maria Maddalena, Giovanna e Maria di Giacomo: prime testimoni e prime annunciatrici della resurrezione. A rigore, sono proprio queste donne, insieme alle loro compagne il cui nome non ci è stato tramandato, le prime predicatrici cristiane. Anche se la chiesa non ha accolto la loro predicazione: dapprima gli apostoli ritengono i loro discorsi un vaneggiare e non prestano loro fede; in seguito, la chiesa ormai gerarchizzata ricaccerà le donne nel silenzio, per secoli. Gli oppositori del pastorato femminile dovrebbero riflettere sul fatto che è proprio alle donne che viene affidato il messaggio della risurrezione, l’annuncio della novità di Dio che irrompe nel mondo spezzando tutti gli schemi: Cristo è risorto.
Eppure, prima di diventare le (inascoltate) annunciatrici della novità di Dio, in questa loro pia visita al sepolcro di Cristo le donne ci appaiono come le rappresentanti del “vecchio”: del vecchio di una comunità rassegnata ala morte del Maestro, una comunità che non sa nemmeno immaginare il “nuovo” di Dio.
Le donne vengono al sepolcro con degli aromi: unguenti, spezie profumate. Gli aromi dovrebbero servire ad ungere il cadavere di Gesù: più precisamente, ad imbalsamarlo. Imbalsamare: cospargere di balsami che servono ad arrestare o almeno a rallentare la decomposizione del corpo, e a coprirne il cattivo odore. Ecco, le donne ci appaiono come le rappresentanti di una chiesa di imbalsamatori: una chiesa che si è rassegnata alla morte di Gesù, una chiesa che in fondo si è rassegnata alla propria irrilevanza, e allora non sa far altro che imbalsamare, che stendere unguenti profumati su un corpo morto per dare l’illusione della vita. Continua a leggere
Per una cittadinanza laica, libera da ingerenze clericali
Roma, giovedì 23 aprile, con inizio alle ore 16.00, presso l’aula magna della Facoltà Valdese di Teologia in via Pietro Cossa n. 42 (P.zza Cavour) si terrà un incontro sul tema: “Per un cittadinanza laica, libera da ingerenze clericali” organizzata dalla Consulta Romana per la laicità delle istituzioni.
Le relazione saranno tenute da:
Daniele Garrone
Lidia Menapace
Antonio Padellaro
Introduce e modera l’incontro
Piergiorgio Donatelli
Gustavo Gnavi recensisce “Fede e Omosessualità”
Recensione di Gustavo Gnavi* tratta da Tempi di Fraternità del giugno 2009.
Fede e Omosessualità è il semplice titolo del libretto, editrice Effeta, (Torino, anno 2009) che l’Ufficio per la Pastorale della Famiglia dell’arcidiocesi di Torino propone ai sacerdoti ed agli operatori pastorali.
Il sottotitolo inquadra con quattro parole cosa vuole essere: “un sussidio per l’assistenza pastorale e l’accompagnamento spirituale”.
Non si tratta perciò di un trattato di teologia morale o di esegesi biblica o di un testo per soli confessori o psicologi cattolici ma di un’operetta per tutti coloro che nel corso della loro attività in diocesi, nelle parrocchie, in gruppi ed associazioni possono venire in contatto con persone omosessuali.
Come è precisato nella prefazione dell’autore, don Valter Danna direttore del suddetto ufficio e preside della sezione di Torino della Facoltà Teologica dell’Italia Settentrionale, il testo “è una meditata rielaborazione di una serie di contributi e scritti nell’ambito di un’esperienza biennale di incontro, ascolto e di condivisione tra due sacerdoti (lo stesso don Danna e don Ermis Segatti) che hanno ricevuto un mandato specifico dall’Arcivescovo, ed alcuni membri del Gruppo di Lavoro “Fede e Omosessualità” costituitosi a Torino in occasione del TorinoPride2006”.
Con pazienza certosina d. Danna ha saputo mettere assieme i contributi fornitigli dai componenti del Gruppo di Lavoro, le osservazioni di esperti operanti in diocesi e varie considerazioni relative all’antropologia cattolica sulla sessualità ed ai documenti del Magistero.
I capitoli spaziano da considerazioni su alcuni aspetti dell’omosessualità, come la scoperta della condizione omosessuale, la famiglia ed il matrimonio, le difficoltà di accettazione da parte di un omosessuale credente, all’aspetto più pastorale che affronta punti importanti come la necessità di accoglienza, di ascolto e di comprensione e la lotta alla discriminazione ed al pregiudizio.
Nel complesso lavoro di sistemazione e di rifinitura si è fatto il possibile per evitare considerazioni, esperienze, parole che potessero in qualche modo dare un’errata idea dell’omosessualità e della vita degli omosessuali e si è volutamente evitato qualsiasi riferimento a discorsi teologici o biblici dovendo avere il testo una utilizzazione puramente pastorale.
E così pure si è scelto di trattare esclusivamente di omosessualità maschile tralasciando la meno conosciuta omosessualità femminile e di non addentrarsi nel complesso settore della transessualità. Entrambi questi due aspetti si spera vengano presi in considerazione quanto prima.
L’opera si presenta così come un insieme di indicazioni che possono dare delle prime informazioni a chi è digiuno su certi argomenti o li ha sempre considerati inopportuni soprattutto in certi ambienti.
Ed è proprio contro questa tesi che punta il dito l’arcivescovo di Torino, card. Severino Poletto nella sua breve ma significativa prefazione.
Da buon piemontese d’adozione non spreca parole ma sottolinea come “è ormai il momento di affrontare anche questo nodo, del tutto particolare, nelle nostre parrocchie e comunità, sia perché queste persone hanno il diritto di essere aiutate, sia perché è con i fatti che dimostriamo di essere Chiesa che si fa davvero germe di unità e di salvezza per tutto il genere umano…”.
Ed il card. Poletto sottolinea anche un altro aspetto interessante. Il libretto ha un carattere sperimentale. L’autore, o gli autori, l’hanno pensato non solo perché venga letto ma perché venga tradotto in pratica. Sarebbe bello se fra qualche anno si potessero raccogliere le esperienze di queste persone e aggiornare, ampliare, rendere questo libretto più vicino alla realtà sia di chi lo utilizza sia di chi desidera vederlo utilizzato.
Un’ultima osservazione sulla copertina. Vi sono disegnate mele rosse e mele verdi ma è interessante notare come la differenza fra queste non sia fra singole mele ma fra coppie di mele. Fra le coppie formate da una mela verde ed una rossa ve ne è una formata da due mele rosse. Possiamo vedere questo disegno come un’apertura alle coppie omosessuali? Lo prendiamo come augurio!!!
* Gustavo Gnavi è presidente del Centro Studio e Documentazione “F. Castellano” di Torino
Sit in a piazza San Pietro a favore della depenalizzazione del reato di omosessualità
Roma, 6 dicembre 2008
La R.E.F.O.- Rete Evangelica Fede e Omosessualità ha partecipato al sit in e alla fiacccolata tenutasi a Piazza San Pietro in difesa della depenalizzazione del reato di omosessualità. Tale manifestazione è stata promossa da: Arcigay Roma, ArciLesbica, Radicali Italiani, l’Associazione Radicale Certi Diritti, l’Associazione Luca Coscioni e Nessuno Tocchi Caino insieme alle associazioni che si battono per la laicità dello Stato, per i diritti civili e umani contro l’inammissibile decisione del Vaticano di non sostenere la proposta presentata dalla Francia a nome della UE presso l’ONU di depenalizzare il reato di omosessualità. Tale decisione è estremamente preoccupante in quanto alimenta l’omofobia e la violenza contro persone incolpevoli in tutto il mondo che vogliono vivere la propria sessualità e il loro rapporto d’amore in piena libertà. Nessuno mette in discussione la libertà della Chiesa Cattolica Romana di pronunciarsi in materia di fede ma sembra che oggi si stia confondendo, anzi, si stia cercando di far coincidere il concetto di peccato con quello di reato; la Chiesa Cattolica Romana parli ai suoi fedeli senza estendere il suo “magistero” a tutti i cittadini e le cittadine.
(Il nostro striscione alla manifestazione, in una foto di Corriere.it)
Comunicato stampa delle Comunità di Base Cristiane
COMUNITA’ CRISTIANE DI BASE
Segreteria Tecnica Nazionale
CdB Nord-Milano
3397952637
segrcdb@alice.it
Comunicato stampa
Perfino il senso critico più disincantato si arrende di fronte al carattere così pesantemente irrazionale e contraddittorio della opposizione di mons. Celestino Migliore, rappresentante permanente della Santa Sede presso le Nazioni Unite, confermata dal portavoce vaticano padre Federico Lombardi, al progetto di una depenalizzazione universale dell’omosessualità presentato all’ONU dalla presidenza francese dell’UE, condiviso dai 27 paesi dell’Unione Europea.
Omosessualità. “Bene la depenalizzazione universale proposta dalla Francia”
Domenico Maselli: “Un atto di giustizia”.
Giorgio Rainelli: “Sarebbe un grande passo avanti”
Roma (NEV), 3 dicembre 2008 – All’indomani della richiesta all’ONU da parte della Francia, attualmente alla presidenza dell’Unione Europea (UE), di una depenalizzazione universale dei reati di omosessualità, e a seguito delle reazioni vaticane in merito, in ambito evangelico da più parti si sono alzate voci a favore della proposta francese. Il pastore Domenico Maselli, presidente della Federazione delle chiese evangeliche in Italia (FCEI), il 2 dicembre ha dichiarato: “Mi rallegro moltissimo dell’iniziativa francese a nome della UE. La cosa è tanto più convincente in quanto in alcuni paesi il presunto reato di omosessualità comporta la pena di morte e quindi si tratta non solo di compiere un atto di giustizia, ma anche di aggiungere un tassello alla già ottenuta posizione ONU a proposito della moratoria della pena di morte”. Continua a leggere
Agli esecutivi delle chiese italiane sulle dichiarazioni del Vaticano riguardo alla depenalizzazione del reato di omosessualità
<
Alla Tavola Valdese,
Alla Federazione delle Chiese Evangeliche in Italia (FCEI)
Alla Unione Cristiana Evangelica Battista in Italia (UCEBI).
Le dichiarazioni di mons. Celestino Migliore, osservatore permanente della Santa Sede presso le Nazioni Unite, in merito alla contrarietà del Vaticano alla mozione presentata all’Onu dalla Francia a nome dell’Unione Europea, per depenalizzare a livello mondiale l’omosessualità come reato, di fatto si oppongono alla proposta di salvare milioni di vite umane.
Tale dichiarazione, se verrà oltretutto confermata dalla Sede Apostolica, rappresenta e rappresenterà un tacito assenso da parte del Magistero della Chiesa cattolica Romana alle violenze, oppressioni, discriminazioni a carico di persone omosessuali in 91 paesi del Mondo, e la pena capitale in 10 paesi islamici. Pur sapendo che il Vaticano non fa parte dell’Unione Europea e quindi non abbia potere decisionale in merito alla mozione presentata dalla Francia, e riconoscendo a quest’ultimo il diritto di esprimere le proprie opinioni a livello internazionale, la dichiarazione del presule cattolico resta tuttavia una inaccettabile attacco discriminatorio a carico delle persone omosessuali da parte della gerarchia vaticana. Continua a leggere
Depenalizzazione universale dei reati di omosessualità. Domenico Maselli: “Un atto di giustizia”
Roma, 2 dicembre 2008 (NEV-CS76) – Il pastore Domenico Maselli, presidente della Federazione
delle chiese evangeliche in Italia (FCEI), ha rilasciato la seguente dichiarazione in seguito al progetto di dichiarazione che la Francia, a nome dell’intera Unione Europea, intende presentare all’ONU a favore di una depenalizzazione universale dei reati connessi all’omosessualità.
“Mi rallegro moltissimo dell’iniziativa francese a nome della UE presso l’ONU di depenalizzare il reato di omosessualità. La cosa è tanto più convincente in quanto in alcuni paesi tale presunto reato comporta la pena di morte e quindi si tratta non solo di compiere un atto di giustizia ma anche di aggiungere un tassello alla già ottenuta posizione ONU a proposito della moratoria della pena di morte

