Archivio dell'autore: REFO Italia

Il Sinodo Metodista-Valdese apre di fatto alle benedizioni delle coppie omosessuali

Torre Pellice (Torino), 26 agosto 2010 (SSSMV/10) – A conclusione di un lungo, articolato ed approfondito dibattito, questa sera il Sinodo delle chiese metodiste e valdesi ha approvato con un ordine del giorno la benedizione di coppie dello stesso sesso, “laddove la chiesa locale abbia raggiunto un consenso maturo e rispettoso delle diverse posizioni”.

Una clausola impostasi, data l’impossibilità emersa nel corso delle discussione di un “si” incondizionato reputato ancora prematuro. L’accento è posto infatti sul percorso di maturazione delle stesse coppie e delle rispettive comunità locali. La decisione è stata presa con 105 voti favorevoli, 9 contrari, e 29 astenuti.

“Un passo in avanti chiaro e netto, certo, ma da collocare in un percorso che andrà ancora meglio definito, soprattutto per quanto attiene il rapporto tra le chiese e le stesse coppie omoaffettive”, è stato a caldo il commento del presidente del Sinodo, Marco Bouchard. Continua a leggere

Il Sinodo delle Chiese Metodiste e Valdesi approva l’odg sulle benedizione delle coppie gay-lesbo

Il Sinodo dell’Unione delle Chiese Metodiste e Valdesi approva nella sessione del 26 agosto 2010 con 105 voti a favore, 9 contrari e 29 astenuti il seguente Ordine del Giorno:

Il Sinodo,

riconoscendo le differenze nel percorso di integrazione e riconoscimento delle persone omosessuali nelle chiese locali, ed invitando in ogni caso al rispetto delle diverse sensibilità dei membri di chiesa, nella preghiera e nella prospettiva delle diversità riconciliate in Cristo,

grato ai numerosi e vari gruppi di lavoro, studio ed approfondimento sull’argomento che da anni operano fornendo materiale di studio alle chiese,

consapevole del fatto che la benedizione, nel contesto esclusivamente liturgico e pastorale delle nostre chiese, testimonia un riconoscimento ed una condivisione annunciata e proclamata della Grazia di Dio rivolta ad ogni creatura umana, Continua a leggere

“I vostri nomi sono scritti nei cieli”

Dopo queste cose, il Signore designò altri settanta discepoli e li mandò a due a due davanti a sé in ogni città e luogo dov’egli stesso stava per andare.Or i settanta tornarono pieni di gioia, dicendo: «Signore, anche i demòni ci sono sottoposti nel tuo nome». Ed egli disse loro: «Io vedevo Satana cadere dal cielo come folgore. Ecco, io vi ho dato il potere di camminare sopra serpenti e scorpioni e su tutta la potenza del nemico; nulla potrà farvi del male. Tuttavia, non vi rallegrate perché gli spiriti vi sono sottoposti, ma rallegratevi perché i vostri nomi sono scritti nei cieli».In quella stessa ora, Gesù, mosso dallo Spirito Santo, esultò e disse: «Io ti rendo lode, o Padre, Signore del cielo e della terra, perché hai nascosto queste cose ai sapienti e agli intelligenti, e le hai rivelate ai piccoli! Sì, Padre, perché così ti è piaciuto! Ogni cosa mi è stata data in mano dal Padre mio; e nessuno sa chi è il Figlio, se non il Padre; né chi è il Padre, se non il Figlio e colui al quale il Figlio voglia rivelarlo». E, rivolgendosi ai discepoli, disse loro privatamente: «Beati gli occhi che vedono quello che voi vedete! Perché vi dico che molti profeti e re hanno desiderato vedere quello che voi vedete, e non l’hanno visto; e udire quello che voi udite, e non l’hanno udito». (Luca 10:1;17-24)

Predicazione della past. Letizia Tomassone in occasione del culto d’apertura del Sinodo 2010 dell’Unione delle Chiese Metodiste e Valdesi

I discepoli che tornano sono 70 come le nazioni del mondo. Coloro che portano l’evangelo percorrono le strade del mondo e Luca già intravede un evangelo che si espande e non sta chiuso nei confini di una nazione, di una sola cultura. Eppure spesso la missione è stata vissuta come una coincidenza fra cultura occidentale ed evangelo, e l’esportazione dell’uno ha portato con sé l’esportazione dell’altro.

Questo ci pone almeno due domande principali:

– in che modo leggiamo la Bibbia che motiva la nostra vocazione come chiesa?

E poi:

– cosa diciamo quando, come oggi, osiamo noi stessi, come chiesa, inviare qualcuno in missione?

I 70 tornano a Gesù, non a un luogo sacro o fondativo, ma a una persona vivente che è al centro del loro agire e motiva il mandato che ci è rivolto anche oggi. Tornano dunque con quel movimento centripeto che usiamo per descrivere l’ecumenismo. Gesù al centro e noi, come tanti raggi, che convergiamo verso di lui.

Eppure non si verifica qui ciò che il movimento ecumenico auspica, cioè che ci si conosca e riconosca andando verso il Cristo. Infatti, pur nella gioia, i 70 sembrano tutti concentrati sui loro successi. Si sono dimenticati di esser stati mandati davanti a Gesù, e non al posto suo.

Quell’identificazione tra cultura occidentale ed evangelo, operata con prepotenza dagli europei nel tempo del colonialismo, ora si rivolta in molti modi contro di noi. L’evangelo va liberato dall’eurocentrismo e da ogni centratura che lo riferisce e lo riduce a una cultura, a un modo di vita. Continua a leggere

Benedizione coppie dello stesso sesso: “Ritrovare un clima di dialogo”

La REFO – Rete Evangelica Fede e Omosessualità è da circa 12 anni impegnata per promuovere un dibattito sui temi della fede e l’orientamento sessuale all’interno delle chiese battiste, metodiste e valdesi.

In questo tempo le nostre chiese hanno portato avanti un dibattito che è culminato con la IV Assemblea-Sinodo BMV del 2007, la quale riconosce il peccato e condanna ogni atto di omofobia, facendo riferimento allo spirito di accoglienza del passo della Lettera ai Romani: “Perciò accoglietevi gli uni gli altri, come anche Cristo vi accolti per la gloria di Dio (15:7)”.

Il documento sull’omosessualità del 2007 è stato frutto di un incessante dialogo all’interno delle chiese ed è stata una decisione presa a maggioranza dopo regolare dibattito.

Anche nel caso della benedizione delle coppie dello stesso sesso la REFO invita tutti e tutte i fratelli e le sorelle delle chiese BMV a ritrovare e a volere con forza quel clima di dialogo che ha accompagnato negli anni passati la discussione sui temi della sessualità in rapporto alla fede.

La REFO, consapevole di una maggiore partecipazione dal basso sul tema, auspica che il Sinodo Metodista e Valdese di questo mese e l’Assemblea Battista di novembre p.v. rilancino la discussione sui temi della benedizione delle coppie dello stesso sesso e delle nuove forme di famiglia.

La Segreteria REFO

La Corte Suprema del Regno Unito concede asilo a due profughi gay dal Camerun e dall’Iran

La Corte Suprema del Regno Unito ha concesso asilo politico a due rifugiati omosessuali provenienti da Iran e Camerun, due Paesi che perseguitano gay e lesbiche. E’ una tappa storica, per i diritti Lgbt, una tappa che il Gruppo EveryOne sente particolarmente e non solo per le numerose campagne riguardanti gay e lesbiche iraniani, fra cui i casi emblematici di Pegah Emambakhsh, Mehdi Kazemi e Kiana Firouz.

Fino a tre anni fa, quando il Gruppo EveryOne realizzò per il governo inglese un dossier riguardante la situazione dei diritti Lgbt in Africa, i rifugiati omosessuali provenienti da alcuni Stati di quel continente venivano regolarmente rimpatriati. I casi Alvin Gahimbaze e Annociate Nimgaparitse – risolti grazie a due campagne attivate da EveryOne – modificavano l’orientamento del governo e della magistratura del Regno Unito. Proprio in quelle occasioni EveryOne raccoglieva prove e documenti provenienti da nazioni africane, per dimostrare le violazioni che colpivano, in quegli Stati, gay e lesbiche. Alvin e Annociate ottenevano asilo, mentre le Istituzioni britanniche iniziavano una valutazione meno cieca di fronte alle istanze dei profughi africani. Continua a leggere

Benedizione coppie omosessuali: il matrimonio non è un sacramento

A seguito della benedizione della coppia lesbica da parte del pastore valdese Alessandro Esposito della chiesa valdese di Trapani ed in seguito alle dichiarazioni rilasciate dal membro della chiesa valdese Lucio Malan, la REFO – Rete Evangelica Fede e Omosessualità e il VARCO, gruppo di Riconoscimento della Comunità Omosessuale, precisano quanto segue:

le chiese protestanti non considerano il matrimonio un sacramento, anche se in base alle intese con lo stato italiano per i ministri di culto iscritti nei ruoli esiste la possibilità di celebrare secondo il proprio ordinamento dei matrimoni civilmente validi.

Il fatto che la benedizione di una coppia lesbica sia diventata per gli organi di stampa un “matrimonio” costituisce un errore da ascriversi, senza dubbio, a un certo modo di pensare “cattolico romano” che è tornato a diventare “unico” e che finisce con il non considerare l’esistenza di “altre” chiese con teologie, storie, ecclesiologie e tradizioni diverse. Continua a leggere

Roma Pride 2010: Noi non ci saremo

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A Roma, negli ultimi mesi, sono accadute cose talmente sconcertanti e rilevanti in merito al Pride della Capitale del 2010 da indurre molte Associazioni, gruppi e singoli/e ad una riflessione comune, avvenuta nella sede del Circolo Mario Mieli in tre riunioni molto partecipate e ricche di diversità.

Dopo un’ ampia analisi della situazione politica attuale del movimento lgbtiq e dei fatti di Roma, le Associazioni, i gruppi, i/le singoli/e che sottoscrivono questo documento hanno deciso di non aderire a Roma Pride del 2010, per ragioni sia di metodo sia di sostanza politica, che riassumiamo con poche righe non esaustive ma indispensabili.

Il comitato che organizza e promuove il Roma Pride, costituito alla fine da sole quattro associazioni romane, ha effettuato una serie di operazioni, da aprile ad oggi, tali da impedire modalità di costruzione condivisa. Prima sono stati contestati i Pride precedenti e si è richiesta una nuova entità organizzatrice a ridosso dell’evento, invocando maggiore collegialità ma estromettendo dalla costruzione tutte le realtà non della Capitale, per la prima volta dal 1994. Continua a leggere

Niente e nessuno ha il potere di rendere vana la nostra alleanza con Dio

Predicazione di Giorgio Rainelli in occasione della Giornata Mondiale di Lotta all’Omofobia – Chiesa Metodista via XX Settembre, Roma – 16 maggio 2010.

Testo della predicazione: Romani 8:31-39

Care sorelle, cari fratelli

La lettera di Paolo ai Romani è cosi importante e fondamentale nella storia della chiesa che difficilmente si riuscirà a dire qualcosa di innovativo sul testo di questa predicazione.Tutta la lettera é una dichiarazione alla libertà dalla legge ed é scritta per annunciare l’evangelo a coloro che sono a Roma: comunità domestiche o di vicinato, probabilmente  comunità giudaico cristiane. Certamente l’Apostolo si rivolge anche a lettori provenienti dal paganesimo.

La lettera ai Romani contiene elementi dottrinali e contingenti che riguardano la vita delle chiese locali; è una vera e propria lettera che però sotto l’influsso dell’evangelo va oltre i limiti della comunicazione epistolare.Essa è una lettera-evangelo che partendo dal suo tema centrale e disponendo gli argomenti in un certo ordine, illustra la dottrina di Paolo con l’intenzione di renderla un po’ familiare alla comunità prima che questa senta la predicazione e l’annuncio dalla viva voce dell’Apostolo.

In effetti tutta l’Epistola è un richiamo alla dottrina della giustificazione per fede, proviamo a vedere cosa dice Paolo a riguardo e come Dio afferma la propria giustizia.Essere giustificati per fede comporta, semplificando e schematizzando, tre effetti fondamentali:la pace con Dio,la speranza-certezza della gloria di Dio e dalla quale saremmo glorificati, la presenza e la vicinanza di Dio nella la vita di tutte e tutti noi: la vita di tutti i giorni, tutto questo si può  riassumere con ”l’amore di Dio” per gli uomini e le donne; l’amore che ci giustifica, ci accoglie, ci salva  in modo del tutto gratuito. Continua a leggere

Un pastore viene scoperto in vacanza con un “ragazzo di vita”!

Tratto da Têtu del 7 maggio 2010.

Quello a sinistra è Jo-Vallin Roman alias “Lucien”, 20 anni, bisessuale. Si autodefinisce “selvatico, “pronto a tutto”, ed è dotato di un pene di 20 cm non circonciso, secondo il suo profilo sul sito web di prostituzione maschile Rentboy. A destra, George Rekers detto “Professor George”, 62 anni. Egli è una figura di spicco del movimento anti-gay americano. Il suo curriculum farebbe impallidire persino un papa: pastore battista e professore, è membro del consiglio d’amministrazione del NARTH, centro di ricerche pseudo-scientifiche sull’ “omosessualità involontaria”. Egli è anche il co-fondatore della lobby conservatrice The Family research Council, uno dei più grandi oppositori del matrimonio omosessuale negli States. Le sue ricerche sulle terapie riparative (per “guarire” gli/le omosessuali) lo hanno fatto diventare il riferimento scientifico per il movimento omofobico d’oltre oceano.

Questi due non si sarebbero dovuti mai incontrare. Invece il quotidiano della Florida, The Miami New Times, ha rilevato martedì (4 maggio 2010, ndt), in un articolo esplosivo, che il Professor George avrebbe portato Lucien con sé per dieci giorni in Europa all’inizio di aprile. Che lo scandalo cominci… Continua a leggere

Veglia 2010, “Chi ci separerà dunque dall’amore di Cristo?”

Il 17 maggio, in occasione della Giornata Mondiale contro l’Omofobia, si terranno in molte città e in chiese di diverse confessioni le veglie per ricordare le vittime che l’ignoranza e il pregiudizio causano ancora in tutto il mondo tra le persone LGBTQ.

La REFO, Rete Evangelica Fede e Omosessualità, invita uomini e donne di buona volontà a unirsi nel ricordo delle vittime, nella preghiera comune che prenderà spunto dal versetto “Chi ci separerà dunque dall’amore di Cristo?” (Romani 8,35) e nell’azione concreta perché le discriminazioni possano cessare.

In particolare, rivolge un invito alle proprie comunità in sintonia con quanto stabilito durante l’Assemblea Sinodo del 2007, in occasione della quale le chiese battiste, metodiste e valdesi hanno confessato il peccato dell’omofobia ed invitato le comunità locali all’apertura e al rispetto nei confronti delle persone LGBTQ.

Ci auguriamo che quest’anno, come nel passato, le veglie possano essere occasione di un incontro ecumenico tra fratelli e sorelle d’ogni confessione, nel segno dell’unità e della “ convivialità delle differenze”.

Segreteria Nazionale REFO