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Omosessualità? Si può uscirne (*)

OMOFOBIAdi Mario Palmaro
L’omosessualità è una condizione patologica. Dalla quale, se si vuole, si può uscire. Ma l’azione di una potente lobby gay mira a nascondere questa verità.

L’omosessualità come fatto normale. Da almeno trent’anni nella società occidentale opera una potente lobby che vuole far entrare nella testa della gente questa semplice idea: l’omosessuale è come un mancino, certo più raro delle persone che usano la mano destra, ma non per questo giudicato una persona “che sbaglia”. Insomma: “gay è bello” almeno quanto essere un eterosessuale. Chiunque sostenga il contrario, perde il diritto di parlare nel grande salotto del villaggio globale e viene liquidato come un intollerante che discrimina gli omosessuali, che li odia e che li considera individui pericolosi e senza speranza. Continua a leggere

‘ActionAid’ denuncia: “Stuprano le lesbiche per ‘curare’ l’omosessualità”

women-violence_18_50Johannesburg, 13 marzo 2009

Le lesbiche in Sud Africa vengono violentate dagli uomini per “curare” la loro omosessualità. Secondo uno studio di ActionAid è questo uno dei crimini più comuni commessi contro le donne omosessuali sudafricane che spesso, dopo la violenza, vengono uccise.

A Johannesburg e Cape Town sono aumentati questi tipi di violenze, che gli uomini locali considerano “correttive”.

Secondo lo studio, quasi la meta delle donne in Sud Africa verranno violentate nel corso della loro vita: gli stupri sono 500 mila ogni anno e solo un uomo su 25 incriminati, viene poi condannato.

Un gruppo di attivisti per i diritti umani ha sottolineato come ogni settimana, solo a Cape Town, si verifichino dieci casi di stupro “correttivo”.

Se la Costituzione sudafricana riconosce eguali diritti agli omosessuali, manca nel Paese – che ha una tra le più alte incidenze di crimini al mondo – una legislazione che punisca i reati basati su pregiudizi sessuali.

Fonte: Quotidiano.net

Guida agli insegnanti per studenti Lgb e contro l’omofobia… in IRLANDA

GuidaagliinsegnantiperstudentiLgbecontrolomofobia Le scuole irlandesi sono state dotate di una guida finalizzata ad aiutare gli insegnanti in merito alle tecniche e ai comportamenti da attuare dinanzi a prepotenze omofobe. Il libro, intolato “Lesbian, Gay and Bisexual Students in Post-Primary Schools” offre avvertimenti e consigli sullo sviluppare politiche e comportamenti verso gli studenti gay e come comportarsi durante il loro coming out.

Secondo le statistiche riportate nel libretto, gli studenti Lgb si rendono conto della loro natura e del proprio orientamento intorno ai 12 anni. Sono molto più vulnerabili e portati all’autolesionismo intorno ai 16, per poi raggiungere il momento dell’accettazione, intorno ai 17 anni. L’iniziativa è stata lanciata dal Ministro della Salute, Seàn Haughey Td: “Sono lieto di lanciare questa importante risorsa che rappresenta il culmine di un lavoro duro che ha impegnato tutti quanti e si affida al coinvolgimento dei genitori. E’ un’assistenza pratica e utile per i direttori e i docenti nelle scuole”.

La guida è stata prodotta dal dipartimento Glen (Gay and Lesbian Network). Secondo Sandra Gowran, la direttrice della politica educativa del Glen, il testo è un passo avanti per gli istituti e sopratutto sarà importante nelle scuole superiori per accettare e creare ambienti scolastici adatti nell’accettare la differenza e la diversità di tutti”

Fonte: Queerblog

Omofobia. Lavoro, i gay sono sempre discriminati

marcia-contro-omofobiaGli omosessuali subiscono penalizzazioni e sono tra i soggetti più vulnerabili nella crisi economica: senza tutele legislative, per loro la cig o licenziamento è più facile degli altri. L’impegno della Cgil: “Capacità di analisi e investire in formazione”

di Chiara Cristilli

Il termine omofobia evoca, ora più che mai, lo spettro di una violenza sconsiderata. Il continuo susseguirsi di atti criminali ai danni della comunità gay pone l’Italia di fronte a una vera e propria emergenza, rispetto alla quale l’attenzione mediatica e istituzionale rinnova, giorno dopo giorno, i toni duri della condanna. Quello delle percosse e delle intimidazioni non rappresenta, però, che l’aspetto più evidente ed eclatante, e nemmeno tanto nuovo, delle sopraffazioni che da sempre colpiscono le persone gay nel nostro paese. Continua a leggere

Belgio: ragazza muore durante un rituale per curarla dall’omosessualità. In carcere i genitori

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Un giudice di Anversa ha disposto il carcere preventivo per i genitori di Layla Achici, ragazza marocchina di appena diciotto anni, morta il mese scorso durante un rituale celebrato con l’intento di curarla dall’omosessualità. La “cura spirituale” prevedeva una buona dose di bastonate e bruciature, il tutto dinanzi ad un esperto del Corano.
I genitori sono stati arrestati la settimana scorsa e l’arresto è stato confermato in questi giorni. L’avvocato di famiglia, Johan Platteau, ha riferito che il padre e la madre di Layla rifiutano le accuse, dal momento che loro, convinti che la giovane fosse posseduta da spiriti malefici, avevano solo intenzione di curarla. Invece ora si trovano in carcere insieme all’esperto del Corano che si è limitato a leggere passi del libro sacro per i musulmani senza proporre alcun rito purificatore. Per la serie: se c’ero, non ho visto.

Quanti crimini in nome della religione e della cura spirituale…

Fonte: queerblog

A che cosa serve una benedizione

antonelloannunciazionesaiofrancescanodi Eric Noffke, pastore

Viviamo in anni di revival del fervore religioso, perfino in Italia; ne è un segno evidente la sollecitazione che le nostre chiese ricevono ad intervenire nella vita delle persone con atti di benedizione; da una parte, infatti, arriva la richiesta di benedire le unioni omosessuali, dall’altra, in particolare dagli immigrati, si desidera che vengano benedetti case, persone o eventi. Questo genere di richieste, lo ammetto, mi suona molto strano; forse per la mia formazione valdese?

Ricordo che una volta ai colleghi di Pomaretto venne chiesto dal comune di intervenire con il prete alla benedizione di una nuova piazza. Continua a leggere

“OLTRE IL SILENZIO”: veglia di preghiera contro la violenza sulle donne

logopuntini_logo (1)“Oltre il silenzio”
“L’amore non sopporta tutto”

sono due slogan che hanno accompagnato la campagna decennale che la Federazione delle donne evangeliche in Italia (FDEI) ha condotto sul tema della violenza contro le donne. Una campagna capillare, che ha coinvolto, con varie iniziative locali, i gruppi di donne evangeliche dalla Sicilia al Piemonte, dalla Puglia al Veneto.

Un gruppo di donne delle chiese protestanti di Milano (battiste, metodiste, valdesi) invitano individui, associazioni e chiese a un momento di riflessione, di silenzio e di preghiera per accompagnare l’arrivo a Milano dell’anfora contro la violenza.

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La gente del Maine boccia i matrimoni gay

gay

HA DETTO NO IL 53% DEGLI ELETTORI. A RISCHIO LE LEGGI ANALOGHE IN ALTRI QUATTRO STATI

Erano stati approvati dal governo dello Stato, il referendum li ha cancellati. Il silenzio di Barack Obama

WASHINGTON – La giornata elettorale non ha danneggiato solo Obama ma anche il movimento gay. Lo stato del Maine, il cui Parlamento aveva legalizzato i loro matrimoni, li ha vietati in un referendum. I «no» sono stati il 53%, una sconfitta bruciante, il bis di quella dell’anno scorso in California. Il movimento gay aveva investito 4 milioni di dollari nel referendum, quasi il doppio dell’opposizione, ed era sostenuto dai media. Ma si è trovato l’opinione pubblica contro. L’America s’è così confermata ostile ai matrimoni gay: tutti gli stati in cui si è sinora tenuto un referendum su di essi, ben 31 su 50, li hanno bocciati. Continua a leggere

Gran Bretagna – Scuola: educazione sessuale e rischi droghe per i bambini di 5 anni

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Tutti i bambini dovranno seguire lezioni di educazione sessuale, effetti delle droghe e rischi legati all’abuso di sostanze stupefacenti. Questi alcuni punti delle riforme scolastiche annunciate ieri dal Governo inglese. ‘Salute personale e sociale‘ saranno delle nuove materie nazionali, per la prima volta obbligatorie, a partire dalle scuole elementari.

Attualmente, le ore di educazione sessuale e ‘relazioni sentimentali’ sono facoltative per i bambini delle elementari, nessuna scuola e’ tenuta ad insegnare concetti base sul matrimonio, unioni civili, coppie gay e malattie sessualmente trasmissibili. I genitori inoltre hanno la possibilità di scegliere, su basi morali o religiose, se permettere ai figli di seguire o meno queste classi, fino all’età di 19 anni. Continua a leggere

Omofobia in Uganda: i deliri del Gran Mufti

mufti-carica-religiosaSono sempre molto preoccupanti le notizie che vengono dall’Uganda riguardo la comunità omosessuale, terra dove si sta cercando di inasprire a livelli intollerabili le pene contro le persone omosessuali, fino ad arrivare alla pena di morte.

Le recenti esternazioni del Gran Mufti, carica religiosa, sono ancor più allarmanti. Si può dire che si è arrivati al puro delirio. Queste le parole del mufti dell’Uganda Sheikh Ramathan Shaban Mubajje, che ha parlato di fronte ai giornalisti: «Ho chiesto al presidente Museveni di darci un’isola sul Lago Vittoria, così che noi possiamo prendere questi omosessuali e farli morire lì».

«Se gli omosessuali morissero là, non ne avremmo più nel nostro paese» ha continuato il Mufti «L’omosessualità può devastare la nostra epoca come quella del Profeta Lut (profeta che, secondo il Corano, annunciò la distruzione di Sodoma e Gomorra ndr). Ci uniremo alle altre religioni per combatterla».

E’ ancora in fase di discussione l’assurda proposta di legge denominata “Anti-Homosexual Bill 2009″, una legge che prevede addirittura la pena di morte per le persone affette dal virus dell’Hiv. Norme e pene che vanno ben oltre la violazione dei diritti umani. Norme che non darebbero più un barlume di speranza di esistenza alla comunità omosessuale in Uganda.

Fonte: http://www.gaywave.it/articolo/omofobia-in-uganda-i-deliri-del-gran-mufti/7661/