Archivi categoria: Uncategorized

Arcivescovo Tomasi: “Preti pedofili? No, sono omosessuali attratti da maschi adolescenti”

8929_145366792035_136425427035_2779982_6607774_n

Il rappresentante del Vaticano presso le istituzioni internazionali difende gli sforzi della Chiesa, e chiede che altre organizzazioni facciano altrettanto.

L’arcivescovo Silvano Tomasi, Osservatore Permanente all’Ufficio delle Nazioni Unite e delle Istituzioni Specializzate a Ginevra, ha difeso gli sforzi cattolici per rimuovere i colpevoli di abusi dalle fila del clero in seguito a un attacco di Porteous Wood, rappresentante internazionale dell’Unione Internazionaele Etica e Umanista. “Le molte migliaia idi vittime degli abusi meritano che la comunità internazionale chieda conto al Vaticano, il che finora non ha voluto fare, fino ad ora” ha detto Wood. “Sia gli stati che le organizzazioni dei bambini devono unirsi e fare pressione sul Vaticano affinché apra i suoi archivi, cambie le sue procedure a livello mondiale, e denunci i presunti responsabili di abusi alle autorità civili”.
Continua a leggere

Diverso da chi? Campo formazione sud della FGEI

8929_140695952035_136425427035_2740482_1531469_n

La FGEI (Federazione Giovanile Evangelica Italiana)
organizza il campo formazione sud

DIVERSO DA CHI?
Bethel, 23-25 ottobre 2009

arrivo: venerdì 23 per cena
partenza: domenica 25 dopo pranzo
Centro Evangelico “Bethel”, C.da Ruggialino 88055 Taverna (CZ) Tel. 0961 922059
Iscrizioni entro e non oltre il 15 ottobre.
Per iscrizioni, contatti e info:
Nunzia Notaristefano, cassa.fgei@gmail.com, 347-8146994

Costo del campo: 55 euro
scarica la locandina http://www.fgei.org/wp-content/uploads/2009/08/campo-formazione-sud.pdf

Consiglio regionale approva mozione contro omofobia

Logo%20Regione%20Lazio

23/09/09 – Al termine della seduta odierna del Consiglio regionale del Lazio, il presidente Bruno Astorre ha messo in votazione una mozione per la prevenzione e la lotta alla omo-transfobia, promossa dal consigliere Enrico Fontana (Sinistra e Libertà) e sottoscritta dai presidenti di tutti i gruppi consiliari.

Il documento, approvato all’unanimità, condivide l’adesione dell’Italia alla proposta di decriminalizzazione universale dell’omosessualità presentata all’Onu e accolta da tutti i paesi dell’UE.

Con la mozione, inoltre, il Consiglio regionale invita il Governo italiano a: predisporre una vasta campagna comunicativa e culturale per contrastare il fenomeno dell’omofobia e della trans fobia; dotare l’Istat dei fondi necessari per finanziare l’indagine contro le discriminazioni per orientamento sessuale; promuovere l’introduzione nei programmi scolastici di elementi formativi che aiutino gli studenti a sviluppare spirito critico contro ogni forma di violenza e discriminazione sessuale. Continua a leggere

Gli evangelici alla fiaccolata romana contro tutte le discriminazioni

fcei

“La Federazione delle chiese evangeliche in Italia (FCEI) aderisce convintamente alla fiaccolata a Roma del 24 settembre contro le discriminazioni sulla base dell’appartenenza etnica o religiosa e degli orientamenti sessuali”: lo afferma il presidente della FCEI, Domenico Maselli. “Condividiamo – prosegue – la viva preoccupazione per il clima di ostilità nei confronti di alcune minoranze e auspichiamo un più incisivo intervento culturale e politico per affermare i diritti di tutti ed il valore della convivenza nella diversità delle identità; siano esse culturali, etniche, religiose o sessuali”.
Alla fiaccolata ha aderito anche la moderatora della Tavola valdese, la pastora Maria Bonafede, che nei giorni scorsi aveva inviato una lettera di solidarietà ai leader di alcune associazioni omosessuali per esprimere loro solidarietà in seguito ai “ripetuti atti di violenza contro omosessuali e locali frequentati da omosessuali” che danno la misura – affermava – di un clima di intolleranza e di pregiudizio contro le diversità che, come cristiani e come cittadini, non possiamo accettare e di fronte al quale non possiamo tacere”. Al messaggio ha risposto il presidente dell’Arcigay, Aurelio Mancuso, che si è detto “confortato” dalla vicinanza dell’Unione delle chiese valdesi e metodiste “che si è sempre prontamente palesata soprattutto nei passaggi difficili e cruciali della storia del movimento omosessuale italiano”.
Adesione alla fiaccolata di domani promossa da Regione Lazio, Provincia e Comune di Roma, anche da parte dell’Unione cristiana evangelica battista d’Italia (UCEBI): “Quando i diritti non sono riconosciuti, lo sfruttamento, l’abuso e i ricatti sono più facili – ha affermato la presidente UCEBI, pastora Anna Maffei –. E’ necessario vigilare non solo sulle recenti misure prese dal governo, ma in generale sul clima xenofobo che sta dilagando nel nostro paese e che favorisce il perpetrarsi di gravi atti intimidatori e violenze di chiaro stampo razzista e sessista”.

Fonte: NEV – Notizie evangeliche, 23 settembre 2009
http://www.fedevangelica.it/arch_nev/articoli/NEV_FCEI_777000435.html

La Chiesa Luterana Svedese elegge una vescova lesbica impegnata in una relazione stabile

b9226e96-737a-40a3-8383-43d68bde79f1~__H

Uppsala, Svezia, 29 maggio (ENI – Ecumenical News Interantional) – La neoeletta vescova luterana di Stoccolma dice che essere lesbica per lei vuole significare stare accanto alla gente che si sente impotente.

“Io so che ciò significa essere chiamata in causa”, dice Eva Brunne in un articolo sul sito web della Chiesa di Svezia dopo la sua elezione il 26 maggio. “Sono in una situazione fortunata, poiché ho potere e posso usarlo a favore di chi non ha potere”, dice Brunne, attuale capo della diocesi di Stoccolma.

Brunne è la prima vescova della Chiesa di Svezia a vivere in una relazione omosessuale riconosciuta civilmente, dice l’ufficio centrale della chiesa di Uppsala, ed è molto probabilmente la prima vescova apertamente lesbica nel mondo. Continua a leggere

Gustavo Gnavi recensisce “Fede e Omosessualità”

Torna alla pagina Libri

Recensione di Gustavo Gnavi* tratta da Tempi di Fraternità del giugno 2009.

Fede e Omosessualità è il semplice titolo del libretto, editrice Effeta, (Torino, anno 2009) che l’Ufficio per la Pastorale della Famiglia dell’arcidiocesi di Torino propone ai sacerdoti ed agli operatori pastorali.
Il sottotitolo inquadra con quattro parole cosa vuole essere: “un sussidio per l’assistenza pastorale e l’accompagnamento spirituale”.

Non si tratta perciò di un trattato di teologia morale o di esegesi biblica o di un testo per soli confessori o psicologi cattolici ma di un’operetta per tutti coloro che nel corso della loro attività in diocesi, nelle parrocchie, in gruppi ed associazioni possono venire in contatto con persone omosessuali.

Come è precisato nella prefazione dell’autore, don Valter Danna direttore del suddetto ufficio e preside della sezione di Torino della Facoltà Teologica dell’Italia Settentrionale, il testo “è una meditata rielaborazione di una serie di contributi e scritti nell’ambito di un’esperienza biennale di incontro, ascolto e di condivisione tra due sacerdoti (lo stesso don Danna e don Ermis Segatti) che hanno ricevuto un mandato specifico dall’Arcivescovo, ed alcuni membri del Gruppo di Lavoro “Fede e Omosessualità” costituitosi a Torino in occasione del TorinoPride2006”.

Con pazienza certosina d. Danna ha saputo mettere assieme i contributi fornitigli dai componenti del Gruppo di Lavoro, le osservazioni di esperti operanti in diocesi e varie considerazioni relative all’antropologia cattolica sulla sessualità ed ai documenti del Magistero.

I capitoli spaziano da considerazioni su alcuni aspetti dell’omosessualità, come la scoperta della condizione omosessuale, la famiglia ed il matrimonio, le difficoltà di accettazione da parte di un omosessuale credente, all’aspetto più pastorale che affronta punti importanti come  la necessità di accoglienza, di ascolto e di comprensione e la lotta alla discriminazione ed al pregiudizio.

Nel complesso lavoro di sistemazione e di rifinitura si è fatto il possibile per evitare considerazioni, esperienze, parole che potessero in qualche modo dare un’errata idea dell’omosessualità e della vita degli omosessuali e si è volutamente evitato qualsiasi riferimento a discorsi teologici o biblici dovendo avere il testo una utilizzazione puramente pastorale.

E così pure si è scelto di trattare esclusivamente di omosessualità maschile tralasciando la meno conosciuta omosessualità femminile  e di non addentrarsi nel complesso settore della transessualità. Entrambi questi due aspetti si spera vengano presi in considerazione quanto prima.

L’opera si presenta così come un insieme di indicazioni che possono dare delle prime informazioni a chi è digiuno su certi argomenti o li ha sempre considerati inopportuni soprattutto in certi ambienti.

Ed è proprio contro questa tesi che punta il dito l’arcivescovo di Torino, card. Severino Poletto nella sua breve ma significativa prefazione.

Da buon piemontese d’adozione non spreca parole ma sottolinea come “è ormai il momento di affrontare anche questo nodo, del tutto particolare, nelle nostre parrocchie e comunità, sia perché queste persone hanno il diritto di essere aiutate, sia perché è con i fatti che dimostriamo di essere Chiesa che si fa davvero germe di unità e di salvezza per tutto il genere umano…”.

Ed il card. Poletto sottolinea anche un altro aspetto interessante. Il libretto ha un carattere sperimentale. L’autore, o gli autori, l’hanno pensato non solo perché venga letto ma perché venga tradotto in pratica. Sarebbe bello se fra qualche anno si potessero raccogliere le esperienze di queste persone e aggiornare, ampliare, rendere questo libretto più vicino alla realtà sia di chi lo utilizza sia di chi desidera vederlo utilizzato.

Un’ultima osservazione sulla copertina. Vi sono disegnate mele rosse e mele verdi ma è interessante notare come la differenza fra queste non sia fra singole mele ma fra coppie di mele. Fra le coppie formate da una mela verde ed una rossa ve ne è una formata da due mele rosse. Possiamo vedere questo disegno come un’apertura alle coppie omosessuali? Lo prendiamo come augurio!!!

* Gustavo Gnavi è presidente del Centro Studio e Documentazione “F. Castellano” di Torino

Elena Ribet recensisce Franco Barbero

Torna alla pagina Libri

«Uscire dalla comoda terra di nessuno e investire con coraggio nella speranza e nella lotta, con amore non violento, è il cammino in cui non possiamo perdere tempo nel leccarci le ferite o nelle sterili polemiche. Le strade si percorrono solo insieme: credenti, non credenti, gay, lesbiche, eterosessuali, transessuali e quanti altri/e credono nell’amore e nella libertà che è fatta di “convivialità delle differenze”».

Queste le parole nell’introduzione di Franco Barbero, che invita a evitare la trappola del chiedere l’autorizzazione e la benedizione alla “chiesa del bussate e vi sarà chiuso” e a una liberazione autentica dalle discriminazioni. “Omosessualità e Vangelo. Franco Barbero risponde” (Gabrielli editori, 2008) con la postfazione di Paolo Rigliano, è curato dal giornalista Pasquale Quaranta (portavoce del Salerno Pride 2005 e già consigliere nazionale Arcigay) contiene lettere indirizzate a Franco Barbero (tra cui 10 di donne) con le sue risposte e il testo delle celebrazioni d’amore di una coppia lesbica e una gay.

«Queste lettere, un assaggio tra migliaia e migliaia che ho ricevuto e ricevo, sono per me uno dei “luoghi del dialogo”. Su di esse ho versato tante lacrime, ho pregato, riflettuto, studiato. Soprattutto ho cercato di ascoltare e di imparare».

Don Barbero, nato a Savigliano nel 1939, ha pubblicato opere di teologia tra cui “Il dono dello smarrimento” e “L’ultima ruota del carro”. Anima la comunità di base Viottoli. Dimesso dallo stato clericale nel 2003, di lui scrive Quaranta nella presentazione che «Franco resta, perché ritiene importante promuovere nella Chiesa cattolica una dimensione più evangelica, “una struttura ministeriale aperta alla pluralità e alla mutevolezza delle voci e delle forme”, superando l’attuale concezione gerarchica sacrale e maschilista».

Le esperienze di gay e lesbiche credenti dimostrano che tra omosessualità e vita cristiana non esiste alcuna inconciliabilità, alla luce delle ricerche filosofiche, bibliche, teologiche. Il libro «invita a riconoscere e a celebrare l’amore» e affronta in modo preciso e garbato i temi della sessualità, dell’omofobia, dei rapporti sociali e genitoriali, del dialogo e della fede.

Chiesa e omosessualità. C’è libertà di espressione per i cattolici?

Fabio Bernabei

(collana Lepanto)

Fede e Cultura, 2009

€ 6,00

pp.64

Descrizione: Alla Commissione Giustizia della Camera dei Deputati è in esame un progetto di legge, la C.1658, che con un solo articolo reclama il carcere per chiunque esprima un giudizio morale sull’omosessualità, anche quando la critica espressa non abbia nessuna valenza discriminatoria. Questa iniziativa è parte di quell’offensiva dell’ideologia della Rivoluzione sessuale che si impone tramite la politica e non vuole concedere spazio pubblico alla visione cattolica e cristiana. Gruppi di pressione omosessualisti con il pretesto di adottare legislazioni e misure speciali per garantire protezioni a qualunque pratica sessuale di fatto criminalizzano chi osi praticare pubblicamente la propria fede e scelta morale. Come riportato nel saggio, sono già realtà le squadre di attivisti per i “diritti civili” che, negli Stati Uniti come in Italia, pattugliano le chiese per controllare le intenzioni di preghiere dei fedeli o il contenuto delle omelie dei sacerdoti durante la S. Messa chiedendone poi pubblicamente la censura. La cristianofobia in atto anche nelle democrazie occidentali sta conoscendo una accelerazione con tappe dolorose come l’interdizione ad una alta carica europea dell’on. Buttiglione per i suoi convincimenti morali o la condanna del pastore svedese Ake Green per aver citato in chiesa i passi della Bibbia sulla pratica omosessuale. “Noi dobbiamo difendere la libertà religiosa contro l’imposizione di una ideologia che si presenta come fosse l’unica voce della razionalità” fu l’appello dell’allora card. Ratzinger. Questo saggio risponde a tale appello e offre, oltre ad una analisi rigorosa del progetto di legge totalitario, una disamina inedita dei casi di persecuzione, politica e penale, della lobby omosessualista nei confronti di cristiani in Italia e all’estero. Presenta inoltre una raccolta di documenti, unica nel suo genere, che dimostra come la condanna morale dell’omosessualità dai primi Padri e Dottori ai nostri giorni sia costante e inappellabile. Insegnamenti del Magistero della Chiesa Cattolica che, in caso di approvazione del progetto di legge C. 1658, porteranno dietro le sbarre chiunque oserà farli conoscere.

L’Autore: Fabio Bernabei è nato a Roma nel 1963. Giornalista pubblicista e saggista esperto di politiche sociali il che gli ha valso gli incarichi istituzionali di Consulente del Dipartimento per le Politiche Nazionali Antidroga presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri; componente della “Commissione di studio della Presidenza del Consiglio dei Ministri per l’approfondimento delle tematiche socio-culturali ed economiche legate alla famiglia”, ed Esperto del Ministro degli Affari Esteri per le relazioni con l’associazionismo culturale e no profit.
Oggi è Direttore responsabile dello OsservatorioDroga.it, Delegate for Italy del “Drug Watch International” (Washington DC) e Board Member dello “Europe Against Drugs” (Aja).
Da sempre impegnato nell’associazionismo cattolico ha condotto numerose campagne di informazione dell’opinione pubblica e di sensibilizzazione dei policy maker per la difesa degli istituti naturali e tradizionali della Civiltà cristiana. Cofondatore nel 1982 del Centro Culturale Lepanto (Roma) ne è stato nominato Presidente nel 2006.

RESISTERE PER SPERARE – per un pas de deux di speranza.

Riflessione di Jane Stranz

… Due passeri non si vendono per un soldo? Eppure non ne cade uno solo in terra senza il volere del Padre vostro. Quanto a voi, perfino i capelli del vostro capo sono tutti contati. Non temete dunque; voi valete più di molti passeri. (Matteo 10:29-31)

Una spiritualità della resistenza deve radicarsi nella speranza. Il fondamento di questa speranza è la grazia di Dio e la promessa di Cristo. Ogni uomo, donna e bambino/a della terra ha molto più valore per Dio che molti passeri e il testo dell’Evangelo ci dice che Dio si preoccupa anche di queste umili creature. Il Cristo prosegue questa immagine dicendo:”Quanto a voi, perfino i capelli del vostro capo sono contati”- dunque non occorre vivere nella paura, anche se è più facile contare i capelli di certi piuttosto che di altri (a secondo di quello che si ha in testa); il messaggio qui è che Dio ha molto più che una preoccupazione passeggera per ogni essere umano. Cristo offe questa immagine per incoraggiare i suoi discepoli ad avere fiducia negli scontri e nei conflitti della vita.

Prosper Munatsi, segretario generale del Movimento cristiano degli studenti dello Zimbabwe, è ritornato nel suo paese dopo una visita a Ginevra. Anche di fronte agli enormi problemi della popolazione egli continua a sperare, a resistere, in circostanze talvolta penose. Inoltre incoraggia altre persone a non perdere la speranza, a mantenere la speranza.

Non è facile mantenere la speranza,

è una cosa fragile e vulnerabile

può presto prendere il volo…

Voi pensate forse che i vostri nemici sono più numerosi dei vostri capelli. Questa impressione d’essere accerchiati, di essere sotto tiro può dare la voglia di non impegnarsi più. Si cade presto nel circolo della disperazione. Ma l’Evangelo ci offre la promessa che Dio si prenderà cura di noi e ci sosterrà. Questo sostegno è riconoscere che ognuno/a di noi possiede un valore e una dignità immensa. Prosper ha preso la decisione di non rimanere in silenzio ma di avanzare nella speranza. Altri, dallo Zimbabwe, al Tibet, in Myanmar e in altri numerosi paesi, decidono di non abbandonare la speranza. La loro testimonianza mi tocca molto e ci parla nel profondo di una spiritualità della resistenza, una spiritualità fondata su una speranza e una convinzione ferme, secondo le quali ogni individuo è prezioso e conta molto per il Dio dell’amore. È questa stessa speranza che ha ispirato il vescovo metodista Federico Pagura in Argentina. In piena dittatura militare, egli si è aggrappato alla speranza e alla sua fede nella dignità umana e in un Dio che ci ama e che, con grande compassione, si prende cura di ognuno/a di noi. È in questa esperienza e in questa fede che il suo magnifico inno Tenemos esperanza è radicato. Anche senza parlare lo spagnolo, queste parole e questa musica fanno molto più che bisbigliare ciò che una spiritualità cristiana della resistenza dovrebbe essere. Con il suo ritmo di tango pieno di energia, di velocità ma anche magnificamente controllato dalla disciplina della danza, questo inno ci offre un “pas de deux” del popolo. È un passo a due radicato nelle lotti attuali e future dei popoli là dove sono, là dove noi siamo.

jordan23

La dittatura che hanno conosciuto certi paesi dell’America Latina è stata superata: ce ne è voluto del tempo, è stata dura e alcune famiglie portano ancora oggi il lutto dei desaparecidos di questa epoca. In Europa, la storia del fascismo o del comunismo, che sono stati superati, ci parla anche della resistenza e della speranza. La nostra vita di tutti i giorni ci parla anche molto spesso della necessità di praticare una spiritualità della resistenza ancorata alla speranza. In un disegno dell’artista britannico André Jordan si può vedere quanto la speranza è fragile: la parola “hope” è scritta su un pallone e si vede solo una mano che prende il filo del pallone-speranza con la legenda – “non lasciate andare”. Se si lascia andare, la speranza volerà via e sarà un ricordo lontano tra le nuvole. L’immagine mostra bene come ci si deve attaccare alla speranza durante la nostra vita quotidiana. L’artista riconosce ciò ad un livello molto personale. Egli disegna in parte per provare di superare una depressione acuta e cronica.

Nelle nostre differenti culture, nella nostra vita, non bisogna lasciare la presa con la speranza, affinché essa si possa radicare. È così che una spiritualità della resistenza comincerà a prendere forma nelle nostre vite, nelle nostre Chiese, nel nostro mondo. Entriamo allora nel passo a due, nel tango, nella danza popolare della speranza.

Danziamo la speranza

Manteniamo la speranza

Pratichiamo la speranza

Tenemos Esperanza!

Jane Stranz, pastora riformata, è responsabile del Servizio linguistico del Consiglio Ecumenico delle Chiese (CEC) a Ginevra. L’articolo è tratto dal trimestrale “Monitor” della Conferenza delle chiese europee (KEK, Ginevra), n. 63, settembre 2008.

Traduzione di Valentino Coletta.

L’identità sessuale a scuola – Educare alla diversità e prevenire l’omofobia


L’identità sessuale a scuola – Educare alla diversità e prevenire l’omofobia

A cura di Federico Batini e Barbara Santoni

(collana Empowerment)

Liguori, 2009

€ 27,90

pp.344

Descrizione: La diversità non è soltanto quella culturale o di provenienza geografica. Come ci si può comportare quando uno studente viene chiamato “finocchio” e preso in giro per il suo orientamento sessuale? Come affrontare l’argomento dell’identità sessuale in classe?
Omosessualità e transessualismo stanno diventando sempre più visibili all’interno della nostra società. Gli studenti delle scuole secondarie di primo e secondo grado discutono di questi argomenti sempre più spesso e cominciano a formare le loro opinioni e atteggiamenti in proposito. Parallelamente a una diffusione di informazioni distorte e parziali da parte dei media cresce la curiosità ma anche l’intolleranza verso le diversità sessuali e i casi di bullismo omofobico nei contesti scolastici, con conseguenze anche gravissime per chi ne è fatto oggetto. Continua a leggere