Scissione in vista per i Luterani americani?

La Chiesa Evangelica Luterana d’America (ELCA) sta dirigendosi verso uno scisma per via dei matrimoni fra persone omosessuali.

E questo dopo il voto di agosto che ammetteva persone dichiararatamente gay e lesbiche al pastorato. Gli oppositori affermano che tutto ciò è in diretta contraddizione con le Scritture.

“Crediamo di non avere scelta”, ha affermato Paul Spring, verscovo in Pennsylvania in pensione e ora presidente del Minnesota-based Lutheran CORE al Milwaukee Journal Sentinel. “Il voto sulla sessualità ha aperto gli occhi a molti su quanto lontano dagli insegnamenti bibilici si stia muovendo l’ELCA”.

L’ala conservatrice dei Luterani americani afferma che presto inizierà la costituzione di una nuova denominazione da realizzare, secondo gli auspici, entro il prossimo mese di agosto.

Fonte: CBN

TDOR, giornata mondiale contro la transfobia: trovata morta Brenda

Nella giornata in ricordo di tutte le transessuali vittime della violenza, Brenda, una delle transessuali coinvolte nell’affaire Marrazzo, è stata ritrovata priva di vita, il corpo carbonizzato, nella propria abitazione.

Di seguito proponiamo alcune delle reazioni all’accaduto.

Aurelio Mancuso
presidente nazionale Arcigay

Proprio nell’11° Giornata mondiale del Transgender Day of Remembrance, che dall’assassinio di Rita Hester a Boston nel 1998, ricorda come siano profondi e diffusi i pregiudizi e le discriminazioni nei confronti delle persone transgender, si apprende che Brenda persona transgender coinvolta nell’affaire Marrazzo è stata trovata morta.

Questa coincidenza dovrebbe far riflettere la politica, i mass media, l’opinione pubblica come siano state umiliate in questo periodo le persone transgender, che purtroppo sono costrette in molti casi, soprattutto se non italiane e senza permesso di soggiorno, a prostituirsi. Continua a leggere

Usa: Per vescovo le unioni gay compromettono il tessuto sociale

Una lettera pastorale concorda con la Conferenza dei Vescovi cattolici americani che lanciano l’allarme sul pericolo delle unioni e nozze tra persone dello stesso sesso, dicendo che avrà effetti su tutti. Nella missiva vengono ribadite le opposizioni ai diritti gay, contraccezioni, convivenza e aborto. E più specificatamente, la lettera dice:

“Una multisfaccettata minaccia alla vera fabbrica della società, atti a colpire alla fonte la società e la cultura. Tale riconoscimento influisce su tutti quanti, sposati e non sposati: non solo ai livelli fondamentali del bene degli sposi, il bene dei bambini, la dignità intrinseca di ogni essere umano e del benessere comune, ma anche a livelli di educazione, immaginazione e influenza culturale e libertà religiosa. Promuovere e proteggere il matrimonio come unione di un uomo e di una donna è segno di giustizia. Sarebbe invece esempio di ingiustizia se lo stato ignorasse l’unico posto per marito e moglie, per madri e padri e i diritti dei bambini, che meritano dalla società una guida chiara e limpida verso la maturità sessale.”

Fonte: queerblog

Uno squarcio color fucsia: il 20 novembre la giornata contro la transfobia

Si celebra in tutto il mondo dal 1998, il 20 novembre, il «Tdor», ovvero «Transgender day of Remembrance», la giornata dedicata alle vittime della transfobia, «per ricordare chi ha dovuto pagare con la propria vita il prezzo di poter essere se stess*». Sono in via di organizzazione iniziative a Bologna [a cura del Mit, Movimento italiano transgender, http://www.mit-italia.it/], Verona [circolo Pink, http://www.circolopink.it/], Torino [circolo glbt Maurice, http://www.mauriceglbt.org/html/], Napoli [Associazione transessuali Napoli e cooperativa sociale Dedalus, http://www.coopdedalus.it/].

«In un paese che si è fatto nero, la nostra testimonianza è un grande squarcio fucsia», scrivono gli organizzatori della giornata nelle quattro città: «Sappiamo che durante il fascismo si girava la testa dall’altra parte, si preferiva non vedere, non sapere tutto quello che stava accadendo, il confino, le violenze, fino alla deportazione di tutti i diversi, compresi omosessuali e transessuali. Continua a leggere

In India l’omosessualità non è più reato

Grandi festeggiamenti in India per la depenalizzazione dell’omosessualità ad opera della Corte Suprema. Dal 20 luglio essere omosessuale in India non comporterà più il carcere. Aperta la strada al riconoscimento delle unioni omosessuali.

L’India è un subcontinente immerso nelle contraddizioni: la povertà è ampiamente diffusa ma le nuove tecnologie trovano nel Paese un mercato affamato di nuovi prodotti; la società è rigidamente divisa in caste, i neonati di sesso femminile vengono ancora uccisi alla nascita, nelle campagne le donne più libere e indipendenti sono considerate streghe e per questo punite, ma l’India ha eletto un Presidente donna; i matrimoni sono combinati dalle famiglie e le donne non hanno voce in capitolo dato che il loro ruolo è di essere buone mogli e madri, e d’altra parte Presidente della Camera Bassa in Parlamento è donna: Meira Kumar; le lesbiche si suicidano perchè le rispettive famiglie rendono loro la vita insostenibile, altre volte invece si sposano e lottano per ottenere il riconoscimento legale delle loro unioni. Continua a leggere

Austria: via libera a unioni civili tra omosessuali

Gabriele Heinisch-Hosek, ministro della Condizione femminile

Via libera in Austria alle unioni civili tra omosessuali. Dal prossimo gennaio, le coppie gay acquisiranno, dopo la registrazione presso le anagrafi civili, gli stessi diritti di quelle eterosessuali in materia pensionistica. Inoltre, i due componenti della coppia potranno portare lo stesso cognome. La nuova legge, a cui si e’ giunti dopo una lunga battaglia con il partito conservatore Oevp e dopo un’aspra campagna guidata dall’arcivescovo di Vienna Christoph Schoenborn, non prevede l’istituto del matrimonio tra due omosessuali e non concede la possibilita’ ne’ di adozione ne’ di procreazione assistita. Per il ministro della Condizione femminile, Gabriele Heinisch-Hosek, il provvedimento potrebbe pero’ essere ulteriormente modificato con alcuni emendamenti nelle prossime settimane.

Fonte: Corriere della Sera, 17 nov 2009

L’Uganda dichiara ‘guerra’ agli omosessuali: carcere a vita e pena di morte in alcuni casi. La REFO firma la petizione online, fallo anche tu!

Davild Bahati è il nuovo paladino della guerra ai gay in Uganda: in questi giorni ha presentato una legge per introdurre il reato d’omosessualità a vari livelli. Il Governo ugandese ha sempre promesso di voler estirpare l’omosessualità dalla sana società del paese e finalmente si passerà ai fatti. Verrà introdotto il reato di omosessualità “grave”, ovvero chi avrà rapporti omosessuali con minori di 18 anni, persone affette handicap mentali; oppure per quei sieropositivi che continuano ad avere rapporti gay è prevista la morte. Per le altre coppie gay invece “solo” il carcere a vita.

Ma il pugno di ferro non si limiterà a colpire solo la comunità Lgbt, ma anche chi “favorisce” l’omosessualità. Organizzazioni umanitarie, Croce Rossa o altri istituti simili non potranno più operare nella legalità nei confronti di lesbiche, gay e transgender; il “favoreggiamento” costerebbe sette anni di reclusione. Tutto questo per: “proteggere bambini, giovani e la famiglia tradizionale”. Continua a leggere

Gay e Mormoni

Libro di MormonPer la prima volta nella storia, la chiesa Mormone ha sostenuto apertamente la legislazione a favore dei diritti gay. Secondo l’Associated press, la chiesa ha annunciato il suo sostegno a favore di un’ordinanza di Salt Lake City che proibisce la discriminazione di alloggio ed occupazione contro gay e lesbiche.

Michael Otterson, Direttore Generale degli Affari Pubblici della Chiesa di Gesù Cristo dei Santi degli Ultimi Giorni, è apparso davanti al Consiglio di Salt Lake City, che era in procinto di votare sulla proposta dell’ ordinanza.

Nella sua dichiarazione a sostegno dell’ordinanza, Otterson ha detto : “La Chiesa sostiene questa ordinanza, perché è giusto e ragionevole e non fa violenza all’istituzione del matrimonio”. Continua a leggere

Ian McKellen: le religioni trattano noi gay come nemici

Ian McKellenSir Ian McKellen continua la sua battaglia di denuncia contro le discriminazione nei confronti delle persone glbtqi. Sostenitore a oltranza del coming out, soprattutto da parte dei vip che potrebbero così aiutare tutti gli altri gay nascosti, ora Ian McKellen dice la sua anche a proposito di religione e omosessualità. Dalle colonne del Los Angeles Times dice di essere profondamente disilluso dalle associazioni di ispirazione religiosa e punta il dito contro i leader delle diverse confessioni religiose:

“Sempre di più vedo nelle religioni organizzate il mio nemico. Sono loro per prime a trattarmi come se fossi loro nemico. Non tutti i cristiani, di certo. Non tutti gli ebrei o i musulmani. Ma i leader sì. Per quale motivo dovrei rispettare il comandamento che mi impone il celibato circa i miei bisogni sessuali? Non siamo nell’Era del Bronzo. Se ho perso Dio, la colpa è delle religioni”.

Fonte: queerblog

Washington: approvate con un referendum le unioni civili gay

ref71Lo stato di Washington aveva chiamato alle urne gli elettori per votare il Refendum 71, un quesito che proponeva di permettere le unioni civili gay e di estendere alcuni diritti delle coppie eterosessuali sposate anche a coppie omosessuali unite civilmente. La legge intendeva anche impedire ogni forma di discriminazione verso gay e lesbiche attuata anche da organizzazioni religiose (ossia lasciando la possibilità di non celebrare matrimoni religiosi fra coppie dello stesso ma impedendo altre forme di discriminazioni come la mancanza di rispetto o alcuni diritti sul posto di lavoro).

E’ la prima volta che in uno stato degli USA la maggior parte degli elettori si pronuncia a favore di una maggior eguaglianza di diritti fra coppie eterosessuali ed omosessuali. Significativa l’affluenza (il 72 per cento degli aventi diritto) e il 52% dei votanti si è espresso a favore della proposta. Continua a leggere