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Comunicato stampa sull’aggressione a Roma di due ragazzi all’uscita del Gay Village

La REFO (Rete Evangelica Fede e Omosessualità) esprime il proprio stupore e la propria indignazione per la grave aggressione compiuta a Roma ai danni di due giovani omosessuali all’uscita del Gay Village.
“Siamo sbalorditi e addolorati da quanto accaduto a Roma” dice Giorgio Rainelli, Presidente Nazionale della REFO “è veramente inconcepibile che nel XXI secolo possano ancora succedere queste cose in un paese che si dice moderno, occidentale e che per di più si vanta delle sue “radici cristiane” e le sbandiera ai quattro venti. Questo episodio ci fa pensare cosa significhi oggi essere cristiani e cittadini democratici e come l’omofobia, a parole negata, pervada la società civile e le chiese cristiane. Che un semplice gesto d’affetto tra due persone possa scatenare queste reazioni non può che preoccuparci e ci fa comprendere l’involuzione sociale, politica e culturale del nostro paese. Un paese che combatte e violenta l’amore non è un paese civile e democratico: questo va detto con forza”.
Commenta l’accaduto anche la pastora valdese Letizia Tomassone, Vicepresidente della FCEI (Federazione delle Chiese Evangeliche in Italia), intervistata durante l’apertura odierna del Sinodo Valdese e Metodista a Torre Pellice (TO): “Una società intollerante rifiuta ogni diversità nel modo di esprimersi. La violenza è l’unica modalità di relazione con l’altro, che non viene considerato”. L’amore che mette in relazione le persone viene cancellato dalla violenza e dal disprezzo. Esprimo profonda tristezza e amarezza per una società che non sa proteggere l’espressione dell’amore e autorizza il controllo violento della “città”. L’indignazione è maggiore perchè il responsabile non è stato arrestato, alimentando l’idea che sia “normale” prendersela con i “diversi”. Auspico una netta presa di posizione da parte delle autorità.”
Ufficio Stampa
Segreteria REFO
I figli dei gay e delle lesbiche sono felici
(tratto da lastampa.it)
ALESSANDRO ALVIANI, BERLINO
Un bambino che cresce in una coppia omosessuale può avere difficoltà nello sviluppo della propria personalità in quanto risente della mancanza di una classica figura di riferimento come il padre o la madre, recita una convinzione piuttosto diffusa. Che succede però se uno studio scientifico dimostra esattamente il contrario? E cioè che lo sviluppo di un ragazzino con due padri o due madri non si differenzia in modo sostanziale dallo sviluppo di un coetaneo cresciuto in una famiglia eterosessuale? Se lo sta domandando in questi giorni la Germania, confrontata con i risultati di uno studio dell’Istituto di ricerca sulla famiglia dell’università di Bamberga commissionato dal ministero della Giustizia tedesco ed appena presentato. La conclusione centrale dell’indagine: «I bambini in una famiglia omosessuale hanno uno sviluppo altrettanto positivo di quelli che crescono all’interno di altre forme familiari». Detto altrimenti: «Per lo sviluppo dei bambini non è decisiva la struttura della famiglia, bensì la qualità dei rapporti all’interno della famiglia». Parole che rompono con pregiudizi radicati e che hanno innescato un acceso dibattito politico. Perché da quelle parole il ministro federale della Giustizia, la socialdemocratica Brigitte Zypries, ha tratto una richiesta precisa: occorre introdurre un diritto d’adozione pieno per le coppie omosessuali. Continua a leggere
Unioni omosessuali negli U.S.A.
(tratto da Voce Evangelica)
Dall’arrivo alla Casa Bianca di Barack Obama, l’Iowa, il Vermont e il New Hampshire hanno legalizzato i matrimoni gay. Su questa questione sussistono tuttavia ancora profonde divisioni all’interno della società americana e tra le varie chiese. I militanti della causa gay sono contrariati a causa del mancato appoggio esplicito da parte del presidente, nel quale ripongono molte speranze. Vari democratici conservatori, dal canto loro, fanno fronte comune con i repubblicani per difendere l’istituzione del matrimonio (inteso come unione di un uomo e una donna).
Descrivendo la presa di coscienza dei propri diritti in quanto omosessuale come una professione di fede, Morgan Foxworth, un attore 42enne di New York, spiega quel che significa per lui il matrimonio gay: “Non si tratta più di essere tollerati in quanto gay, ma di essere accettati”, afferma sotto lo sguardo del suo compagno Daniel Gabbe. “Non siamo cittadini di seconda classe. Ne ho abbastanza che la Bibbia venga usata dai nostri avversari come un’arma”. A migliaia di chilometri di distanza, a Wichita (Texas), Troy Newman, direttore dell’Ong cristiana Operation Rescue, è tra coloro che seguono appunto la Bibbia alla lettera. Per lui l’elezione di Obama minaccia i valori americani: “L’amministrazione Obama va in una direzione, l’America in un’altra”, afferma. “Ora sappiamo cosa significa il cambiamento di cui tanto parlava in campagna elettorale: aborto libero, matrimoni omosessuali e un’America sull’orlo della bancarotta”. Continua a leggere
GLI EPISCOPALI USA INCORAGGIANO ORDINAZIONI DI PASTORI E VESCOVI GAY-LESBICHE



(Fonte Ansa) Un nuovo pericolo di scisma grava sulla comunione anglicana, dopo l’approvazione da parte della chiesa episcopale, suo braccio statunitense, di un documento che incoraggia le ordinazioni a pastori e vescovi di gay e lesbiche. Le ordinazioni di omosessuali hanno gia’ indotto alcune congregazioni conservatrici a lasciare la chiesa episcopale, mentre alcune chiese anglicane piu’ tradizionaliste di regioni come l’Africa hanno gia’ tagliato ogni legame con gli americani, ritenuti troppo liberali. La risoluzione e’ stata approvata con ampio margine da entrambi gli organi decisionali della chiesa episcopale Usa: la House of Bishops e la House of Deputies, durante un’assemblea generale svolta ad Anaheim, a sud di Los Angeles. Nel documento si afferma che ”Dio ha chiamato e puo’ chiamare gay e lesbiche ad ogni ministero ordinato nella chiesa episcopale”. Inoltre, si ammette che ”l’appartenenza alla chiesa episcopale include le coppie dello stesso sesso che vivano relazioni stabili, caratterizzate da fedelta’, monogamia, mutuo affetto e rispetto, cura reciproca, un dialogo sincero e il sacro amore che permette alle persone coinvolte in queste relazioni di vedere nell’altro l’immagine di Dio”. L’ ordinazione di donne e gay a preti e vescovi e la benedizione di coppie dello stesso sesso erano state al centro dell’ultima Conferenza di Lambeth, riunione mondiale degli anglicani che si svolge ogni 10 anni. Convocata nel luglio del 2008, si era conclusa con un compromesso volto ad evitare irreversibili spaccature nella chiesa fondata da Enrico VIII, e teso a scoraggiare le ordinazioni di donne e omosessuali.
Due volte genitori torna a Roma al cinema Nuovo Aquila
“Due volte genitori” è un viaggio in sei capitoli che parte da “quel giorno, quell’ora e quell’istante” in cui tutto è cambiato, il momento dell
a rivelazione dell’omosessualità di un figlio o di una figlia. Un viaggio interiore che parte dallo sgomento e porta a una inaspettata rinascita. Ma anche un viaggio nel nostro Paese, tra le mura domestiche delle famiglie italiane, dai figli e fratelli ai genitori, dai genitori ai nonni e poi di nuovo ai figli. Un viaggio in treno di una madre che si misura col pregiudizio, e un viaggio circolare dal family day in piazza S. Giovanni a Roma, fino al gay pride nella stessa piazza dove tutto è cambiato.Perchè vederlo insieme ai genitori, agli amici e alle amiche?
omosessuali e non.
Fotografie della celebrazione ecumenica tenutasi il 17 maggio 2009 presso la Chiesa Metodista di Roma, via XX Settembre e organizzato dalla R.E.F.O.-Rete Evangelica Fede e Omosessualità, La Sorgente, Nuova Proposta, LiberaMenteNoi in occasione della giornata mondiale per la lotta all’omofobia.
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- La bibbia aperta, i calici, la bandiera rainbow: tutte tutti siamo invitate e invitati alla Cena del Signore. Tutte e tutti siamo figlie e figli di dio sorelle e fratelli in Cristo unico SalvatoreCristo luce del mondo
La Chiesa Luterana Svedese elegge una vescova lesbica impegnata in una relazione stabile

Uppsala, Svezia, 29 maggio (ENI – Ecumenical News Interantional) – La neoeletta vescova luterana di Stoccolma dice che essere lesbica per lei vuole significare stare accanto alla gente che si sente impotente.
“Io so che ciò significa essere chiamata in causa”, dice Eva Brunne in un articolo sul sito web della Chiesa di Svezia dopo la sua elezione il 26 maggio. “Sono in una situazione fortunata, poiché ho potere e posso usarlo a favore di chi non ha potere”, dice Brunne, attuale capo della diocesi di Stoccolma.
Brunne è la prima vescova della Chiesa di Svezia a vivere in una relazione omosessuale riconosciuta civilmente, dice l’ufficio centrale della chiesa di Uppsala, ed è molto probabilmente la prima vescova apertamente lesbica nel mondo. Continua a leggere
“Chi ha paura non è perfetto nell’amore”
Pubblichiamo il testo della predicazione tenutada Valentino Coletta (segreteria REFO) durante la Celebrazione Ecumenica per la Giornata Mondiale contro l’Omofobia il 17 maggio 2009 presso la Chiesa Evangela Metodista di via XX Settembre, Roma.
Il testo della predicazione è tratto dalla Prima Lettera di Giovanni 4:7-21
Care sorelle e cari fratelli,
indubbiamente c’è un legame di parentela tra questa prima lettera giovannea e l’Evangelo di Giovanni. Infatti entrambi i testi provengono da una stessa scuola teologica. Possiamo dire quasi con certezza che la Prima Lettera di Giovanni è quasi un commentario dell’Evangelo omonimo. Ma questa lettera ci mette di fronte anche al fatto che il cristianesimo giovanneo ad un certo punto si spacca: è in atto una disputa cristologica. Da un lato c’è l’ortodossia dell’autore della lettera che vede in Gesù l’incarnazione del Cristo di Dio, dall’altro lato c’è la fazione che teorizza uno sdoppiamento tra il Cristo inviato da Dio e Gesù uomo. Secondo la fazione “eretica” l’uomo Gesù è stato solo il veicolo della rivelazione del Figlio di Dio e che, quindi, la morte del Gesù uomo non ha nessuna portata soteriologica, cioè la morte di Gesù non ha come conseguenza la salvezza dell’umanità. Per la fazione “eretica” la salvezza si ha solo con la conoscenza. Siamo decisamente su posizioni gnostiche. Quindi la volontà della Prima Lettera di Giovanni è di chiarire e precisare alcuni punti oscuri del quarto evangelo. Per prima cosa vuole affermare che Cristo e Gesù sono la medesima persona e che la sua morte è stata indispensabile per la salvezza umana. Poi l’autore ci spiega che l’essere senza peccati è una vocazione e non una condizione esistenziale. Terzo, secondo il cristianesimo giovanneo la salvezza è pienamente manifestata nel presente o meglio sottolinea come la storia sia uno spazio di vita e fedeltà che giungerà a perfezione con la nuova venuta Gesù. Infine ci viene spiegato il ruolo dello Spirito, che ci fa conoscere la salvezza. Continua a leggere
7 maggio 2009, un culto domenicale contro l’omofobia. Un’iniziativa del Gruppo Varco e della Chiesa Valdese di Milano
Comunicato del Gruppo Varco REFO di Milano
In occasione della Giornata Mondiale contro l’Omofobia il Gruppo Varco (Rete Evangelica Fede e Omosessualità) aderisce alla proposta partita dal Convegno Nazionale REFO di Firenze che ha invitato le realtà locali ad organizzare Veglie ed Incontri di Preghiera per ricordare le vittime dell’omofobia e chiedere al Signore di liberarci tutti dalle paure che ci impediscono di accoglierci tra noi come fratelli e sorelle in Cristo. Continua a leggere
