di Marco Magnano ( da Riforma)
9 maggio 2017
Chi parla di “frenata” nelle unioni civili sbaglia non solo nel metodo ma anche in termini di senso, perché le leggi che garantiscono diritti civili affermano prima di tutto un principio
Domenica 7 maggio il quotidiano la Repubblica dava grande spazio al numero di unioni civili tra persone dello stesso sesso celebrate in Italia dal maggio del 2016, quando venne approvata la legge Cirinnà che le regolava. In prima pagina si scriveva «In un anno solo 2800 unioni civili», aggiungendo poi la definizione di «partenza in frenata» e di «flop» in riferimento al presunto basso numero di unioni civili contratte finora. Non sono mancate le polemiche, tanto sul piano politico, alimentate anche dall’ex presidente del Consiglio, Matteo Renzi, tanto su quello del metodo. Fabio Perroni, membro della chiesa metodista di Via Firenze a Roma e membro di Refo, la Rete Evangelica Fede e Omosessualità, sottolinea che «c’è un errore anche dal punto di vista numerico, prima di tutto perché i dati delle unioni civili non sono ancora pubblici, visto che l’Istat li sta ancora elaborando. Continua a leggere

Il 17 maggio si celebra la giornata mondiale per la lotta all’omo-transfobia. 
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Il Dio queer
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Intervento al seminario di formazione a cura della F.C.E.P.L. e l’Associazione N.U.D.I. su “fede e identità sessuale” Grottaglie 19.12.15.